28 Giugno 2008
Riconciliamoci con la vita: ascoltiamo la “Waldstein”…
E’ una serata terribilmente calda, e la giornata, passata al lavoro nel nostro studio di registrazione, è stata davvero faticosa. Cercavo un modo per risollevarmi lo spirito e riconciliarmi con la vita… e l’ho trovato.
Ho semplicemente riascoltato la “Waldstein“, la Sonata per pianoforte op. 53 di Beethoven, composta nel 1803-04, e dedicata al Conte Ferdinand Ernst von Waldstein, mecenate, amico e uno dei primissimi protettori dell’artista.
La Waldstein è definita anche “Aurora“, forse per quel risveglio alla luce e alla vita che è nell’introduzione o per la meravigliosa melodia che fluisce nel rondò finale. Già, il rondò finale, pura magia senza tempo, pura vita, pura energia, rinascita, l’onda della bellezza che ti solleva, ti fa dimenticare ogni cosa brutta che hai incontrato…
Posso con certezza annoverare la scoperta della “Waldstein” tra i momenti più esaltanti della mia vita, quelli per i quali penso sia valsa la pena di viverla. Devo questo incantamento al mio carissimo amico Franco Redondi, un grande pianista che ha purtroppo abbandonato il concertismo, dedicandosi all’insegnamento (al Conservatorio di Cuneo) e tenne quello che fu, credo, il suo concerto d’addio, nella stagione milanese organizzata da ClassicaViva nel 2002-2003, mettendo in programma due monumenti “che non possono assolutamente mancare in una stagione seria”, mi disse. Programma: Schubert: Wanderer, e Beethoven: Waldstein, appunto.
Ricordo la sua descrizione del “pedale di Beethoven”, e la scoperta di come il pianoforte possa essere anche pura tecnica e intelligenza esecutiva, che, magicamente, si trasformano in emozione…
L’effetto del pedale di risonanza lungamente tenuto, indicato da Beethoven all’inizio del Rondò, accompagna la melodia di struggente dolcezza con un nebuloso sovrapporsi di due armonie (che secondo la teoria del tempo, scolastica e non, avrebbero dovuto sempre restar distinte), creando in tal modo un fondo sonoro quasi “luminoso”, che evoca davvero il sorgere della luce del giorno. Una curiosità: gli effetti che Beethoven voleva ottenere erano talmente in contrasto con le teorie del pedale elaborate dagli studiosi dell’Ottocento, che molte edizioni modificarono o soppressero le indicazioni originali dell’autore.
Vi propongo quindi qui il Rondò della “Waldstein”, nella splendida interpretazione di Claudio Arrau. E ovviamente, lo dedico a Franco…
Segnaliamo con piacere una serie di bei concerti a ingresso libero, per tutti gli amanti della grande musica: dal 20 giugno all’11 luglio 2008, a Milano, a Villa Simonetta.



Il 29 aprile 2008 è stata presentata in Parlamento una proposta di Legge molto importante. Si tratta niente di meno che di una “Proposta di Legge Quadro per il riordino complessivo di tutti gli ordinamenti dello spettacolo dal vivo”.
Gentili amici, ecco ora il podcast della trasmissione andata in onda su Radio Classica Lunedì 16 giugno, alle ore 16, condotta da Luca Ciammarughi, con ospite… la sottoscritta.

Comunico a tutti i nostri affezionati lettori che domani, lunedì 16 giugno, sarò in onda in diretta su Radio Classica, alle ore 16.
Dopo il concerto finale dei premiati del Concorso Casagrande, avrete la curiosità di ascoltare almeno il vincitore, Evgeni Bozhanov. Ho registrato per voi la sua esibizione nel concerto finale di premiazione, andato in onda domenica 8 giugno 2008, nel pomeriggio, su RAI-Radiotre e vi propongo la sua esecuzione in podcast. Bozhanof ha suonato in diretta due mazurke di Chopin, e il “Rondo alla mazurka” Op. 5. C’è anche un valzer, in questo concerto, eseguito anch’esso con fantastica leggerezza, sicurezza, musicalità. Come bis, ha proposto un’altra Mazurka.
Gentili amici, vi offro oggi un podcast veramente speciale: tutta la trasmissione andata in onda su RadioClassica Venerdì 6 giugno, alle ore 18, condotta da Luca Ciammarughi, con ospite il pianista Simone Pionieri.
Si è svolta ieri sera, al Teatro Verdi di Terni, la serata conclusiva della 28^ EDIZIONE del Concorso pianistico Internazionale “Alessandro Casagrande”. Ecco i Vincitori:
Gabriele Baldocci, livornese di 28 anni, perfezionato presso l’Accademia Pianistica “Incontri con il Maestro” di Imola e The International Piano Academy di Como sotto la guida di insegnanti come Franco Scala, Dmitri Bashkirov, Fou Ts’Ong, Andreas Staier, Charles Rosen, Alicia de Larrocha, Leon Fleisher, William Grant Naborè, ha eseguito il Concerto n. 4 op. 58 di Beethoven. Attualmente è alunno di Sergio Perticaroli presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Collabora con artisti di fama mondiale tra cui Martha Argerich, con la quale spesso si esibisce in duo pianistico.




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