29 Ottobre 2008
La crisi azzanna il Conservatorio di Milano: la mozione del Consiglio accademico

Non vorrei mai dover scrivere articoli di questo genere, davvero. Mi piacerebbe pubblicare solo cose belle e positive per la musica, su questo blog. Parlare di arte e magia. Ma non si può. La cronaca (e la crisi) incalzano inesorabilmente.Eccomi, dunque, pubblicare un documento che mi stringe letteralmente il cuore, e che non avrei mai voluto dover leggere. Consultate il sito istituzionale del Conservatorio per rimanere aggiornati su questa dolorosa situazione: http://www.consmilano.it/.
Che dire? Stiamo distruggendo una delle cose più belle e preziose del nostro paese: la musica. La nostra tradizione. La scuola della musica, la fucina dei talenti. Ricordo solo qualche nome, a caso, tra quelli di centinaia e centinaia di musicisti famosi, che tutto il mondo ci invidia, formati tra le mura di questo Conservatorio, il più grande e il più famoso tra i Conservatori italiani: Puccini, Mascagni, Ponchielli… Riccardo Muti, Maurizio Pollini, Claudio e Marcello Abbado, Luciano e Riccardo Chailly, Daniele Gatti… c’è davvero bisogno di continuare? Si vuole davvero far sì che del magnifico Conservatorio di Milano resti solo il ricordo, un dorato e doloroso ricordo dello splendore che fu?





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2 commenti on La crisi azzanna il Conservatorio di Milano: la mozione del Consiglio accademico »
30 Ottobre 2008
diggita.it @ 1:20 pm (Trackback)
La crisi azzanna il Conservatorio di Milano: la mozione del Consiglio accademico
Ecco un documento che mi stringe letteralmente il cuore, e che non avrei mai voluto dover leggere e tantomeno pubblicare.
E’ la mozione del Consiglio accademico del Conservatorio di Milano, che denuncia il gravissimo stato di crisi economica in cui v…
9 Febbraio 2009
Marco Pizzi @ 4:50 pm:
Il generale disinteresse del nostro Paese per la musica di valore (quella che chiamano “classica”) mi pare ahimè palpabile e preoccupante. Tanto per citare un fatto, nei DVD delle opere spesso mancano i sottotitoli in italiano, e le introduzioni sono scritte solo in Inglese, Francese e Tedesco – e questo nella maggior parte dei casi in opere cantate in italiano! E se novant’anni fa c’era la rivalità tra Puccini e Mascagni, non mi va neanche di nominarli quelli che riempiono le “top ten” di oggi. Nel mio piccolo ho cercato di ribellarmi a questo stato di cose scrivendo un romanzo - che spero abbia la diffusione che meriti (qualunque essa sia) - nel quale tra le altre cose difendo la musica “spiritualmente evoluta”. Trovate info su nonsolopaologiordano.blogspot.com
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