11 Dicembre 2008

Un video con domande sui Conservatori al Ministro Gelmini

Ho appena ricevuto una segnalazione dal bel forum http://www.pianoforum.it/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1224238171/15#15: il pianista e docente di pianoforte Riccardo Radivo ha registrato su Youtube una risposta ad un video del Ministro Gelmini in cui il Ministro presenta un proprio canale su Youtube, che ha aperto per confrontarsi con gli studenti. (Ecco anche il link al canale youtube: http://www.youtube.com/user/mariastellagelmini)

Ecco dunque qui il video del Maestro Radivo: fate circolare, e attivatevi, magari, per rispondere anche voi e dire la vostra sull’argomento “Conservatori e musica nelle scuole”. Direi proprio che un’occasione  come questa per farsi ascoltare non andrebbe sprecata, prima che sia troppo tardi…

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1 Dicembre 2008

Video integrale della trasmissione di RAI 1 sui Conservatori

Il Chiostro del Conservatorio di MilanoCari amici, come promesso, pubblichiamo qui il video integrale della bella trasmissione di RAI 1 sui Conservatori, intitolata “Dolenti Note”, andata in onda ieri sera alle 23,30.
E’ un bel programma, fatto molto bene, che ha saputo cogliere molti dei problemi dei giovani musicisti e fotografare con buon realismo la loro (triste) realtà. Poiché in buona parte è stato girato a Milano, conosco praticamente tutti i musicisti che sono stati ripresi o intervistati… Ma, al di là del piacere di rivedere tanti amici (moltissimi sono membri della nostra Orchestra sinfonica), che magone, gente mia.

Apriamo allora una buona volta un dibattito su questo argomento. Volete?  La cosa che mi ha intristito di più è sentire tante voci che dicono: per lavorare bisogna andare all’estero. Per non parlare della bella (e brava!) Margarita Egorova, che dalla lontana S. Pietroburgo è venuta a studiare qui… e dice di aver sbagliato paese. E’ per cercare di dare una chance a questi musicisti che è nata ClassicaViva. Ma da soli… non possiamo fare niente! Facciamo squadra. Facciamoci sentire. Non scoraggiamoci. Continuiamo a lottare per far vivere la musica che amiamo e i musicisti.

 
icon for podpress  Trasmissione Speciale TG1 sui Conservatori e i giovani musicisti: Play Now | Play in Popup | Download
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30 Novembre 2008

Appello dell’UNAMS (Artisti di Conservatori e Accademie) all’Europa: mancano i regolamenti attuativi della Legge 508/99

La protesta degli studenti di un anno fa...E’ passato un anno dall’occupazione dei Conservatori, con la grande protesta degli studenti contro il mancato riconoscimento dei titoli. E la situazione è, purtroppo, immutata, nonostante le promesse e le dichiarazioni da parte del MIUR!

Si è quindi tenuto, il 26 novembre 2008, un incontro organizzato dall’Unione Artisti UNAMS, che ha rilasciato il seguente comunicato stampa, che pubblichiamo integralmente: “Appello all’Europa degli Artisti di Conservatori e Accademie: In Italia non siamo tutelati”.

L’Onorevole Luciana Sbarbati (Pd) ha dichiarato: “Presenterò un’interpellanza al governo”.

Erano presenti la Stampa Estera, con parlamentari, giornalisti, professori e studenti, per chiedere il riconoscimento a Conservatori di Musica e Accademie di Belle Arti, Danza e Arte Drammatica dello stesso status delle Università, come previsto dalla Costituzione e dalla Legge di Riforma n. 508, approvata nel ‘99. La legge, però, non è ancora applicabile perché mancano i regolamenti attuativi.
Infatti, quelli emessi dal Ministero dell’Istruzione sono stati giudicati illegittimi dai Tribunali amministrativi.

“Chiediamo che il Governo ci ascolti, visto che l’arte rappresenta il maggior polo di attrazione del nostro Paese”, ha detto il segretario generale dell’UNAMS Dora Liguori, la quale ha ricordato come gli altri Paesi europei si siano già dotati di una normativa a tutela degli artisti, in linea anche con i principi sanciti nel Trattato di Lisbona, che chiede a ciascun Paese dell’Ue di indicare quali istituti rilascino titoli universitari”.
La prof.ssa Liguori sottolinea che l’Arte è il petrolio italiano e che rinunciare a questa ricchezza significa un vero suicidio che non può essere giustificato da nulla e nessuno.

“Non è più possibile lasciare nell’oscurità il mondo dell’alta formazione e la legge 508″, ha affermato la deputata del Pdl Angela Napoli, mentre dal conduttore e autore radiotelevisivo Michele Mirabella, intervenuto in qualità di presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bari, è giunto un monito al Governo e al Parlamento colpevoli, a suo avviso, “di non fare il loro dovere su un tema su cui non ci dovrebbe essere niente da discutere”. Mirabella ha proseguito affermando di sentirsi umiliato come italiano.

All’incontro organizzato dall’UNAMS ha preso parte anche la senatrice del Partito Democratico Luciana Sbarbati, che nel ‘99 fu relatrice alla Camera della Legge di Riforma: “L’unica possibilità che ha il nostro Paese di competere nel mondo è il made in Italy della creatività - ha detto la parlamentare - Ma oggi in Italia scuola, università e alta cultura sono allo sfascio”. Luciana Sbarbati, tuttavia, ha promesso un impegno bipartisan del Parlamento per sbrogliare la matassa attorno alla legge 508 e ha annunciato la presentazione di un’interpellanza urgente al governo per chiedere un question time sul tema dell’arte.

Senatrice Fioroni (Pd) - in merito a quanto detto dall’On. Sbarbati aggiunge di condividere i contenuti e lo spirito di protesta degli artisti dichiarandosi a disposizione per questa battaglia per l’arte.

In collegamento telefonico, è intervenuto anche l’altro relatore, al senato, della Legge 508, il senatore Franco Asciutti: “Garantisco il mio impegno a iniziative sui regolamenti applicativi della riforma entro la prossima primavera”, sono state le sue parole.

Ai lavori, infine, ha partecipato la responsabile del dipartimento cultura di Rifondazione comunista, Maria Lenti, che ha definito “un atto mancato da parte dei governi” il fatto di non aver ancora provveduto a emanare i regolamenti in grado di dare efficacia alla riforma sulle accademie. “Le istituzioni non hanno consapevolezza del valore delle energie delle accademie e dei conservatori. Evidentemente preferiscono l’Italia dei talk show. Anche se Rifondazione non è più in Parlamento - ha affermato Maria Lenti - non rinunceremo alle battaglie come questa in difesa dell’arte”.

Inoltre è intervenuto l’On. Inannaccone per sottolineare la valenza sociale soprattutto nel Meridione che hanno assunto Accademie e Conservatori e l’alto livello raggiunto da queste istituzioni nonostante gli esigui interventi economici.

Sul tema ancora della Riforma è intervenuta la Senatrice Burani che ha fatto appello al Ministro della Cultura On. Bondi affinché tuteli e valorizzi non solo il prodotto artistico finale, ma anche chi ne consente la produzione. In merito alla 508/99 la Sen. Burani sottolinea l’esigenza di intervenire sull’attuale mancante segmenti della secondaria superiore con l’istituzione di licei dell’Arte e della Musica principalmente posizionati presso gli attuali licei artistici e istituti d’arte.

Ha concluso i lavori il M° Giuliano Silveri.

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Stasera accendete la TV su RAI1, ore 23,30, per lo speciale “Dolenti note” sui giovani musicisti

Speciale TG1Stasera, anche se a tarda ora, (e precisamente alle 23,30), va in onda su RAI1 una trasmissione che si preannuncia interessante: “Professione musicista”, a cura di Maria Grazia Mostra. Cercherà di approfondire il tema: “Si può vivere di musica in Italia?”,  approfondendo le difficoltà, le problematiche e le frustrazioni di chi decide di vivere della propria creatività.

Citiamo dal sito della RAI: “I giornalisti di questo Speciale del TG1 parleranno con i giovani che intendono trasformare la passione per la musica in un lavoro. Ne emerge una realtà allarmante: le orchestre chiudono, i Conservatori sono pochi e non sono mai stati istituiti i licei musicali come nel resto d’Europa. Qual’è il futuro dei musicisti? Storie ed esperienze di chi lotta per farcela e di chi invece, per necessità, ha rinunciato, cambiando professione.”

Sommessamente, predisponendoci all’ascolto (e invitandovi anche i nostri lettori) facciamo osservare che finalmente qualcuno sta scoprendo una verità lapalissiana, che purtroppo è ben nota da anni a chiunque si occupi seriamente di musica. Beh, meglio tardi che mai… Annunciamo anche che registreremo la trasmissione e cercheremo di distribuire il Videocast direttamente dal nostro blog. A presto!

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30 Ottobre 2008

La splendida Bohème al Regio di Torino, con il giovane Daniele Rustioni

Il Maestro Daniele RustioniPer contrastare il terribile clima di scoraggiamento che si respira in questi giorni, passiamo a una notizia davvero bella. A Torino, il 28 ottobre 2008, è andata in scena al Teatro Regio una splendida Bohème, con un cast giovane e un Direttore d’orchestra venticinquenne. Si tratta del Maestro Daniele Rustioni, un ragazzo, ancora,  ma già un artista completo e un Direttore esperto e di grande valore.

Ho ascoltato in diretta RAI tutta l’opera, con grande commozione. Conosco infatti Daniele da una decina di anni, quando ancora studiava presso il Conservatorio per il suo curriculum di eccellenza  (è Diplomato in Pianoforte, Organo  e Direzione d’Orchestra). Non è cambiato, negli anni. E’ rimasto dolce, simpatico, studioso e serio, e soprattutto modesto e alla mano, nonostante il grandissimo talento. Dopo gli studi di Milano, Daniele si e’ perfezionato in direzione d’orchestra all’Accademia Superiore Musicale Pescarese, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e alla Royal Academy of Music di Londra. E’ stato allievo di Gianandrea Noseda e, dall’anno scorso, è Principale Direttore Ospite del prestigioso Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo.  E’ Direttore Ospite Principale dell’Ashovert Music Festival in Inghilterra, Direttore Assistente della Vocal Faculty alla Royal Academy of Music e Maestro Preparatore dei cantanti alla National Opera Studio di Londra.

E’ per giovani come questo che dobbiamo difendere i nostri Conservatori, per avere nel nostro futuro altri musicisti così. Non dobbiamo arrenderci: questi ragazzi rappresentano il futuro della musica italiana.

La Bohème al Regio di TorinoVi propongo di seguito i podcast della registrazione dalla trasmissione su Radio 3 RAI, andata in onda in diretta martedì 28 ottobre 2008, con la conduzione di Guido Zaccagnini. Purtroppo ci sono stati notevoli problemi tecnici, sia sul canale radiofonico, sia su Internet, da cui ho effettuato la registrazione. Noterete quindi qualche piccola interruzione, che però nulla toglie alla freschezza e alla bellezza dell’opera. Ho ritagliato per voi la celeberrima scena d’amore iniziale tra Rodolfo e Mimì (non poteva mancare!), e poi anche un podcast  con l’intervista a Daniele e ai giovani protagonisti dell’opera: Erica Grimaldi (Mimì) e Tomislav Muzek (Rodolfo). Buon ascolto, quindi!

 
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icon for podpress  Bohème al Regio di Torino - interviste al Direttore e ai cantanti: Play Now | Play in Popup | Download

La prima locandina di Bohème al Regio di Torino

Ricordo che una Bohème al Regio ha un significato particolare: il 1º febbraio 1896, La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini. Che magnifica eredità sta raccogliendo il giovane Rustioni!

Ma consentitemi anche qualche altra breve nota. Un plauso, innanzitutto,  a Walter Vergnano, il sovrintendente del Regio, e presidente dell’Anfols (associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche), che ha creduto e investito nei giovani. Un atto di intelligente coraggio, premiato alla grande dal risultato. E’ stata una Bohème impeccabile, commovente, diretta secondo la grande tradizione operistica italiana, musicalmente ineccepibile e ricca di idee. Una bella scommessa vinta.

Foto di scena dal Regio di Torino

Come si poteva leggere ieri in un bell’articolo di Sandro Cappelletto su htpp://www.lastampa.it, “la scelta del direttore d’orchestra (Daniele Rustioni) e dei cantanti parlano a favore di uno spettacolo pensato per saggiare la tempra di nuovi talenti. Un passo nella direzione di un teatro di repertorio affidato, almeno in parte, a una compagnia stabile. Come usava un tempo, come se le grandinate che si stanno abbattendo sui bilanci e sul futuro dei nostri teatri d’opera obbligassero a ripensare alcune certezze, date troppo per scontate: magnificenza di produzioni, cachet altissimi (i più stellari al mondo), occhi puntati sull’evento e sul divo di passaggio, più che sulla bellezza e la forza della musica, sul richiamo sicuro del titolo.

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29 Ottobre 2008

La crisi azzanna il Conservatorio di Milano: la mozione del Consiglio accademico

Il chiostro del Conservatorio di Milano

Non vorrei mai dover scrivere articoli di questo genere, davvero. Mi piacerebbe pubblicare solo cose belle e positive per la musica, su questo blog. Parlare di arte e magia. Ma non si può. La cronaca (e la crisi) incalzano inesorabilmente.Eccomi, dunque,  pubblicare un documento che mi stringe letteralmente il cuore, e che non avrei mai voluto dover leggere. Consultate il sito istituzionale del Conservatorio per rimanere aggiornati su questa dolorosa situazione: http://www.consmilano.it/.

Che dire?  Stiamo distruggendo una delle cose più belle e preziose del nostro paese: la musica. La nostra tradizione. La scuola della musica, la fucina dei talenti. Ricordo solo qualche nome, a caso, tra quelli di centinaia e centinaia di musicisti famosi, che tutto il mondo ci invidia, formati tra le mura di questo Conservatorio, il più grande e il più famoso tra i Conservatori italiani: Puccini, Mascagni, Ponchielli… Riccardo Muti, Maurizio Pollini, Claudio e Marcello Abbado, Luciano e Riccardo Chailly, Daniele Gatti… c’è davvero bisogno di continuare? Si vuole davvero far sì che del magnifico Conservatorio di Milano resti solo il ricordo, un dorato e doloroso ricordo dello splendore che fu?

Ministero dell’Università e della Ricerca Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica CONSERVATORIO DI MUSICA “Giuseppe Verdi” di MILANO Via Conservatorio, 12 – 20122 Milano – tel. 02-7621101- fax 02-76014814 MOZIONE DEL CONSIGLIO ACCADEMICO Seduta del 23 ottobre 2008 Il Consiglio Accademico del Conservatorio di Milano, preso atto del taglio del 40% dei finanziamenti ministeriali che va ad aggiungersi alla mancata attuazione dell’articolo 5 della Legge 508/99 e successive modifiche ed integrazioni con la conseguente pluriennale mancata attribuzione di finanziamenti per la gestione ordinaria dell’immobile, SEGNALA con viva preoccupazione l’attuale grave situazione di crisi finanziaria, crisi tale da mettere in serio dubbio il corretto funzionamento di tutta l’offerta formativa e didattica. Si sottolinea che già da tempo tagli e inadempienze hanno costretto questo Conservatorio ad aumentare le rette a carico degli studenti e ad utilizzare, per le spese vive di gestione (bollette, etc.) fondi in realtà destinati alla didattica, ivi compresi quelli provenienti dalle rette stesse. IL DIRETTORE Bruno Zanolini
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18 Ottobre 2008

La scuola e l’Università insorgono… tutti i link della protesta (ma i Conservatori che fanno?)

 
icon for podpress  Il video del corteo di Milano: Play Now | Play in Popup | Download

Un corteo di protestaCari amici, in questi giorni nel nostro paese stiamo rivedendo scene che sembrano uscite diritte diritte da un reportage sul ‘68 (se non fosse che ora i filmati sono a colori…).

Qui sopra, un video dal sito de “La Repubblica”, che vi invitiamo a visitare per restare sempre aggiornati http://tv.repubblica.it/copertina/universita-dilaga-la-protesta/25267?video (ce ne sono anche molti altri, spesso anche in tempo reale, con una rivoluzionaria tecnologia che trasmette in diretta e in streaming video).

Al Ministro Gelmini, per ora, è riuscito il miracolo di resuscitare il movimento studentesco... Internet è naturalmente in testa alla battaglia per la sopravvivenza delle Università (i Conservatori, per ora, inspiegabilmente tacciono…). Poiché è inutile replicare informazioni già ben strutturate, linkiamo qui un articolo su “La Repubblica” di oggi: http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/18/riforma-gelmini-la-protesta-corre-sulla-rete/

Sottovoce, però, noi ci chiediamo “E gli studenti dei Conservatori che fanno? Sono forse diventati sordi a furia di suonare? Mah…”
Ed ecco, per dovere di cronaca, un elenco dettagliato di blog e siti su cui è possibile aggiornarsi in tempo reale:

Petizioni, blog e forum contro la legge 133

Sabato, 18 Ottobre 2008

PETIZIONI contro il DL 112 e la Legge 133

Scienze Sociali Firenze

Petizione Università di Pisa

Ateneo Sapienza

Ateneo Fiorentino

firmiamo.it/controilmaestrounico

ITC Sipontino di Manfredonia (Foggia)

Lettera aperta di un genitore contro la riforma

BLOG ANTI LEGGE 133 Continua a leggere cliccando qui: La scuola e l’Università insorgono… tutti i link della protesta (ma i Conservatori che fanno?)

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16 Ottobre 2008

Podcast da Radio Classica con lo Schumann del Trio Matisse, parlando del nuovo pubblico dei concerti, di semantica e definizioni della musica classica

IL Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 14 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

 
icon for podpress  Trasm a Radio Classica di Ines Angelino con Schumann, il Trio Matisse ecc.: Play Now | Play in Popup | Download

Trasmissione molto densa e ricca di argomenti: ecco subito un piccolo riassunto:

  • E’ cambiato il pubblico della musica classica? la pubblicità e il nuovo “consumo” di classica;
  • Il Trio n. 1, Op. 63,  di Robert Schumann, nell’interpretazione, registrata negli studi di ClassicaViva,  del Trio Matisse;
  • Come chiamare oggi la musica “classica”? Discussione sui nuovi aggettivi proposti da Quirino Principe, Maurizio Pollini…
  • Un Cd del soprano Cristina Zavalloni con il pianista Andrea Rebaudengo, con canzoni di De Falla e rivisitazioni dei Beatles di Luis Andrissen

Abbiamo aperto la trasmissione commentando un fatto importante: il nuovo pubblico che frequenta i concerti. Ho preso spunto dall’evento musicale del Conservatorio di Milano, quando, sabato 11 ottobre, il Maestro Daniele Gatti che dirigeva gli allievi del Conservatorio ha attirato migliaia di persone verso la Sala Verdi, con code di almeno un chilometro, durate un paio d’ore…  Ebbene, il famoso Maestro, il “programmone”, con le due sinfonie di Beethoven e probabilmente anche il fatto che il concerto fosse gratuito hanno attirato un pubblico come non se ne vedeva più da anni. Mi sono quindi chiesta se questo non voglia indicare una inversione di tendenza: che il pubblico, stufo di TV e di insulsi programmi di consumo, stia finalmente tornando al piacere di assistere ai concerti dal vivo? Perché, stavolta, oltre ai soliti appassionati habitués dai capelli bianchi, c’erano anche tanti giovani. Che la musica classica stia tornando di moda? Come testimoniano anche gli ultimi jingle pubblicitari, dal Mozart della “Regina della notte” - con tutto che probabilmente Amadé si è un poco rivoltato nella tomba, visto il prodotto pubblicizzato (ma no, dopo tutto era un bon vivant…) - agli spot sulle automobili…

Abbiamo poi mandato in onda il Trio n. 1 Op. 63 in re minore di Robert Schumann,  nell’interpretazione del Trio Matisse, appena pubblicato sul catalogo di ClassicaViva (trovate qui le tracce originali: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=schumann+trio&x=0&y)

Formatosi alla Scuola di musica di Fiesole, il Trio Matisse, composto dal violinista Paolo Ghidoni, dal violoncellista Piero Bosna e dalla pianista Emanuela Piemonti, si è avvalso del prezioso insegnamento del Trio di Trieste e di maestri come Norbert Brainin, Valentin Berlinskij e György Kurtag. L’interpretazione del Trio di Schumann è davvero splendida, ed è riuscita a far risaltare particolarmente  bene il clima Sturm und Drang di quest’opera tipicamente romantica.

Oltre ad ascoltare il Trio,  abbiamo anche parlato delle nuove definizioni da applicare alla musica classica, prendendo spunto da un recente intervento del musicologo Quirino Principe su RAI 3 (alla trasmissione “la spina nel fianco”). Abbiamo anche lanciato una specie di referendum tra gli ascoltatori: come chiamare la musica che finora viene comunemente definita, con termine ormai improprio “classica”.

Quirino Principe ha proposto la nuova definizione “musica forte”, da contrapporre alla musica evidentemente “debole”, ossia la cosiddetta “leggera”, ma ci sono anche altre definizioni possibili, ossia “musica d’arte” (da Pollini), musica “colta”, “grande musica”, eccetera. Che ne pensate? Scriveteci! La semantica non sarà un argomento molto “popolare”, ma indubbiamente si tratta di un argomento importante. Ne parliamo insieme? Ascoltate il podcast e intervenite!

Continua a leggere cliccando qui: Podcast da Radio Classica con lo Schumann del Trio Matisse, parlando del nuovo pubblico dei concerti, di semantica e definizioni della musica classica

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12 Ottobre 2008

Il Concerto di Daniele Gatti al Conservatorio di Milano per il 200 anniversario dalla fondazione

Il Maestro Gatti dirige l'orchestra del Conservatorio di MilanoGrandioso successo, ieri sera, 11 ottobre 2008, a Milano, per il concerto del Maestro Daniele Gatti in Conservatorio, nel corso del quale il celebre Direttore, finalmente a Milano in una pausa dei suoi impegni europei, ha diretto l’Orchestra degli allievi del Conservatorio nella Prima e nella Quinta sinfonia di Beethoven.

Ecco il bel servizio andato in onda il 12 ottobre 2008, sul TGR Lombardia, a cura di Rai 3:

 
icon for podpress  TG Rai3 Lombardia del 12 ottobre 2008: Play Now | Play in Popup | Download

Incredibile, ma vero, abbiamo (finalmente!) potuto assistere a una scena da anni ‘50: una fila che si allungava per tutto il cortile del Conservatorio, nella piazza adiacente, fino alla Via Borgogna… migliaia di persone in ordinata attesa per assistere al concerto, fin da un paio di ore prima dell’orario previsto! Era così una volta, e così dovrebbe essere sempre.

Già questo insolito spettacolo faceva allargare il cuore agli amanti della musica. E poi i giovani, tanti giovani. Allievi del Conservatorio, accorsi in massa a festeggiare i loro compagni che si esibivano e il loro istituto… ma anche giovani milanesi, accorsi perché avevano letto l’annuncio sui giornali. Il nome del Maestro Gatti, indubbiamente, ha attirato il pubblico. Per non parlare del programma: il Beethoven più noto ed amato; e del fatto che, oltre tutto, il concerto era gratuito per tutti. Il Conservatorio ha veramente celebrato la sua festa con la città.

Un buon anniversario, dunque, annunciato dal beneaugurante numero 8 (il numero che rappresenta l’infinito, come ha ricordato il Direttore, Bruno Zanolini): l’inaugurazione avvenne il 3 settembre 1808 (lo stesso anno in cui fu eseguita per la prima volta la Quinta Sinfonia di Beethoven). Il Maestro Zanolini ha ricordato come “sia viva la sensazione che questi duecento anni non rappresentino una tradizione ormai logora, tale da generare stanchezza: anzi, identificandosi con la Musica che sempre è “giovane”, il Conservatorio festeggia il suo Bicentenario con prospettive vitali, nel vortice di mille cambiamenti, progetti, idee, contati, interscambi,  in perfetta sintonia con la sua storia. Storia, del resto, ricca di vicende musicali decisive e di altrettanto decisive personalità fra gli alievi e i docenti, alcuni spesso, prima in un ruolo e poi nell’altro”.

Così, il Maestro Gatti, che ci ha regalato un’esecuzione splendida, vigorosa e rigorosa, in cui l’orchestra ha potuto risplendere davvero, grazie anche  alla bravura, allo slancio e all’entusiasmo dei giovani musicisti, per un Beethoven davvero travolgente, ha ricordato con commozione ed orgoglio i suoi quindici anni di studi nel medesimo Conservatorio, degno esempio di uno splendido “continuum” tra docenti e allievi (l’attuale Direttore, Zanolini, è stato il Maestro di composizione di Daniele Gatti, e a lui dobbiamo la splendida idea di averlo invitato a dirigere i giovani allievi per questa occasione tanto speciale).

Il maestro Daniele Gatti con gli allievi delle classi cdi direzione d'orchestra del A degno coronamento della serata, nonostante il vero e proprio assedio cui è stato sottoposto da parte dei suoi estimatori ed ammiratori, il Maestro Gatti ha accolto cordialissimamente in camerino gli omaggi degli allievi delle classi di Direzione d’Orchestra: che la grande tradizione di eccellenza del “Verdi” continui!

Successo da far tremare le pareti, entusiasmo incontenibile tra il pubblico e anche tra gli strumentisti.

Ecco, per un momento, tutti hanno dimenticato le preoccupazioni economiche per il futuro del Conservatorio,  e goduto della grande musica in una gloriosa istituzione: un tifo da stadio, davvero.

La musica, sentitamente, ringrazia.

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8 Ottobre 2008

Podcast a Radio Classica con un articolo di Guido Salvetti e lo Schumann di Stefano Ligoratti

Il pianista Stefano LigorattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 7 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

 
icon for podpress  Trasm. a RadioClassica di InesAngelino 07/10/2008.mp3 [58:15m]: Play Now | Play in Popup | Download

Abbiamo iniziato parlando di Robert Schumann, presentando la sua Op. 26, il  “Carnevale di Vienna”, nella fresca e palpitante esecuzione del giovane pianista Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva. Un affascinante lavoro, che risale al soggiorno viennese del 1839, in cui Schumann riesce a farci rivivere tutto l’incanto straordinario del Carnaval. Anche se l’impostazione generale è assai differente dalla precedente e celebre opera omonima, il “Carnaval“, che porta il numero d’opera 9, ed è, invece, degli anni 1833-35. Non si tratta qui di un affresco antologico, bensì di una sorta di sonata “mascherata” (o suite), nella quale ancora una volta ci parlano Walt e Vult, Eusebio e Florestano.
Cinque movimenti ricchi di idee, nei quali Schumann riesce a comunicarci l’impressione di una bellissima festa, pur all’interno di complesse strutture formali. Trovate le tracce sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=carnevale+di+vienna&x=5&y=7

Il Maestro Guido SalvettiAbbiamo poi parlato di un importante e lucidissimo articolo-dossier del Maestro Guido Salvetti, che, oltre ad essere un musicista e un famoso musicologo, è stato anche Direttore del Conservatorio di Milano, nonché uno dei padri della riforma dei Conservatori,  sfociata nella legge 508. L’articolo è in edicola in questi giorni sulla rivista “Classic Voice”. Si intitola “Un decennale luttuoso o festoso?”.

Nell’interessantissimo e lungo articolo, che vi invitiamo a leggere sulla rivista, Salvetti  analizza la storia della riforma, con gli effetti positivi che pur è riuscita a produrre nonostante i “misfatti” perpetrati dai soliti noti per neutralizzarla e stravolgerla, e conclude con un appassionato appello al Ministro Gelmini, affinché istituisca i Licei musicali e  “porti a conclusione l’applicazione della legge 508, avviando tra l’altro un’opera di razionalizzazione che passi anche attraverso la valutazione della qualità. E mandi davvero ad esaurimento quelle cattedre che risultano sguarnite di studenti.”

Sempre nell’affascinante interpretazione di Stefano Ligoratti, sono poi andati in onda gli “Impromptus” Über ein Thema von Clara Wieck op. 5, sempre di Schumann, un’interessante e poco nota opera giovanile, costruita, per l’appunto, su un tema della quattordicenne Clara Wieck. Era il 1833, e il ventitreenne Robert scrisse questa serie di “improvvisi” (il titolo è, in effetti, un suo omaggio a Schubert), che sono di fatto 10 variazioni sulla melodia di Clara, facendone dono al padre di lei per il suo compleanno. Vediamo che Schumann, dopo le variazioni A.B.E.G.G. op. 1, risalenti a qualche anno prima, ritorna presto sulla forma della variazione: forse per mettere delle griglie e strutturare più rigorosamente un animo esuberante e un poco indisciplinato. Trovate la traccia in MP3  sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?products_id=164.

Buon ascolto!

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