11 Novembre 2009

Importante concerto del pianista Stefano Ligoratti, a Milano, per la Società dei Concerti

Stefano Ligoratti suona a Milano in Sala Verdi per la Società dei ConcertiOggi, 11 novembre 2009,  a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, alle ore 21, si terrà uno splendido concerto del pianista Stefano Ligoratti, per la serie “Concerti per Amore”, organizzata dalla Società dei Concerti.

biglietti a € 20 - concerto in abbonamento
link: http://www.soconcerti.it/cpa.htm

Il Maestro Stefano Ligoratti, che è anche il Direttore artistico di ClassicaViva, eseguirà questo magnifico programma, tutto imperniato intorno al nome e alla musica di Bach:

J. S. Bach - Fantasia cromatica e Fuga BWV 903
F. Liszt
- Fantasia e fuga sul nome B-A-C-H, S. 529
F. Busoni - Fantasia nach J. S.Bach, KiV 253
Bach-Busoni
- “Ciaccona” dalla Partita II BWV 1004
L. van Beethoven -
Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”

Riteniamo che il miglior commento al programma di questo concerto sia l’estratto da una intervista - pubblicata su una pubblicazione riservata agli abbonati  - a cura del Direttore Artistico della Società dei Concerti, la pianista Enrica Ciccarelli:

“Il prossimo 11 novembre suonerai in Sala Verdi nell’ambito dei Concerti per Amore. Parlaci nel dettaglio del programma che hai scelto.

Il mio è in realtà un programma squisitamente “busoniano”, non soltanto per la presenza di due brani di questo magnifico compositore e pianista italiano, ma anche perché rispecchia in pieno l’estetica musicale di Ferruccio Busoni, che possiamo riassumere in questa sua celebre frase: “Bach è la base per suonare il pianoforte, Liszt il vertice. Entrambi rendono possibile Beethoven“.

Il programma è incardinato intorno al nome e alla musica di J. S. Bach. Parte dalla sua “Fantasia cromatica e Fuga“, per svilupparsi in altre fantasie ispirate al grande compositore, come la “Fantasia e Fuga sul nome di BACH” di F. Liszt, La “Fantasia nach J. S. Bach“, di Ferruccio Busoni, culminando nella celeberrima trascrizione busoniana della “Ciaccona” di Bach, dalla Partita II BWV 1004. Il programma comprende anche la Sonata “Appassionata“, di Ludwig Van Beethoven, che, sorprendentemente, può essere anch’essa collegata con Bach per il secondo movimento, che sembra un corale con variazioni, e il suo ultimo tempo, con spunti di tipo polifonico a canone.

E’ un programma pianistico, ma è indubbiamente ispirato dalla mia conoscenza del repertorio clavicembalistico, organistico e quindi barocco (la Fantasia di Liszt, ad esempio, è la trascrizione originale dello stesso Liszt di una sua precedente omonima composizione per organo). Le forme presentate nel concerto, infatti, sono quelle tipiche del barocco: l’improvvisazione domina nella forma della Fantasia, la polifonia nella forma della Fuga, l’ostinato nella forma della Ciaccona, e la Sonata ha le sue radici proprio nel barocco. Continua a leggere cliccando qui: Importante concerto del pianista Stefano Ligoratti, a Milano, per la Società dei Concerti

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4 Agosto 2009

Gli altri testi dei DLL in discussione in Senato: il DLL 1451

Ecco ora il DLL 1451, d’iniziativa dei Senatori d’iniziativa dei senatori Asciutti, Barelli, Bevilacqua, De Eccher, De Feo, Firrarello, Poli Bortonoe, Giancarlo Serafini e Valditara, presentato il 12 marzo 2009, del 16 luglio 2008.

Il 1451 incarna la grande speranza di tutti: l’equiparazione completa dei Conservatori alle Università in tutti i suoi aspetti e la definitiva soluzione al problema del valore legale dei titoli e della loro equipollenza con le lauree delle altre Università. Anch’esso preparato con la consulenza del sindacato UNAMS, questo DLL è stato aggiornato e in qualche modo incorporato nel DLL 1693. Ne abbiamo già dato notizia nel mese di marzo nel nostro blog, e rinviamo pertanto a questo nostro articolo per approfondimenti: http://lnx.classicaviva.com/wp/2009/04/21/disegno-di-legge-del-senatore-asciutti-per-la-valorizzazione-dellalta-formazione-afam/

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Gli altri testi dei DLL in discussione in Senato: il DLL 912

Ecco ora il DLL 912, d’iniziativa dei Senatori Bugnano, Astore, Mascitelli e Carlino, del 16 luglio 2008.

In questo decreto viene previsto l’inserimento all’interno del sistema AFAM di istituzioni come l’Opificio delle Pietre Dure, dell’Istituto centrale per il restauro, dell’Istituto per la patologia del libro…

Ma non solo! Oltre alle Accademie di Belle Arti, all’Accademia Nazionale di Danza,  all’Accademia Nazionale di Arte drammatica, agli Istituti superiori per le industrie artistiche, ai Conservatori di Musica e agli Istituti Musicali pareggiati, entrerebbe nel comparto AFAM, come è giusto, il Centro sperimentale di Cinematografia.

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Gli altri testi dei DLL in discussione in Senato: il DLL 539

Ecco ora il DLL 539, a cura del Senatore Papania,  presentato il 15 maggio 2008. Vi hanno collaborato molti musicisti e artisti italiani, coordinati dal Maestro Domenico Piccichè.

Si tratta di un Disegno di Legge altamente meritorio per l’allargamento dell’istruzione musicale su tutto il fronte scolastico.
Ma alcuni docenti del settore osservano che è alquanto problematico perché porterebbe i Conservatori ad aprire tutta una serie di diplomi abilitanti, come Didattica del Canto corale, Didattica della musica elettronica e Didattica della storia della musica.
Questo proliferare di corsi specialistici viene considerato pericoloso, anche perché accadrebbe che chi è laureato in Storia della musica e diplomato in Didattica dovrebbe frequentare l’ennesimo corso abilitante. Il rischio è che i nostri diplomati non riuscirebbero a poter lavorare prima dei 40 anni! Inoltre questo porterebbe, oltre ad intollerabili permanenze degli studenti in percorsi formativi che non terminano mai, anche a maggiori oneri per lo stato.

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Gli altri testi dei DLL in discussione in Senato: il DLL 518

Ecco ora, come promesso, anche gli altri documenti originali dei DDL che riguardano il riordino del comparto AFAM riguardo alla Legge 508, in discussione in questo periodo alla Commissione Cultura del Senato: (si tratta dei DLL 518, 539, 912, 1451, 1693)

I vari disegni di legge sono simili tra di loro, ma con diverse particolarità, come potrete approfondire da soli (anche scaricando i pdf originali). Ed ecco il DLL 518, d’iniziativa del Senatore Asciutti, elaborato con la consulenza dell’UNAMS, (il sindacato degli artisti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale),  e presentato il 14 maggio 2008:

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2 Agosto 2009

I testi dei DDL sull’AFAM in discussione in Senato: il DLL 1693

Ecco ora, come promesso, i documenti originali dei DDL che riguardano il riordino del comparto AFAM riguardo alla Legge 508, in discussione in questo periodo alla Commissione Cultura del Senato: si tratta dei DLL 518, 539, 912, 1451, 1693

Iniziamo dal decreto 1693, il più recente e completo di tutti, presentato dal Senatore Asciutti, che si è avvalso dell’importante collaborazione dell’UNAMS, il sindacato degli artisti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale).

Importantissimo l’Art 1, che sanerebbe la spinosa situazione giuridica dell’equipollenza dei Diplomi,  ma vi segnaliamo anche l’Art 4, che dice: “(Iscrizione contemporanea agli istituti superiori musicali ed a un corso di laurea)
1.  E’ consentita l’iscrizione contemporanea gli istituti superiori musicali ed a un corso di laurea.

Una bella patata bollente, vero? Cosa ne pensate?E’ giusto che si possa frequentare contemporaneamente Conservatorio e Università? Questa sarebbe una deroga all’attuale Legge 508, che prevede esattamente il contrario, come per tutte le altre facoltà universitarie…

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1 Agosto 2009

Avviato dalla VII commissione del Senato l’esame dei disegni di legge sull’Alta Formazione Artistica e Musicale

La statua di Beethoven al Conservatorio S. Pietro a Majella a Napoli osserva pensosa...Ed ecco finalmente una buona notizia: come appare in bella vista sul sito del MIUR (http://www.miur.it/DefaultDesktop.aspx), finalmente arrivano in Commissione al Senato i disegni di legge 518, 539, 912, 1451, e 1693 in materia di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM). La VII Commissione permanente, per la precisione, è quella che si occupa di Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport.

I lavori si sono svolti in una seduta del 28/07/2009, e riprenderanno a settembre. Speriamo in un iter veloce e in una sollecita approvazione da parte del Parlamento della nuova legge che scaturirà dal dibattito. Il tema infatti è importantissimo per tutti i Diplomati e gli studenti dei Conservatori, degli Istituti delle Belle Arti, dell’Accademia Nazionale di Danza… insomma per l’intero comparto AFAM. Si tratta infatti, tra le altre cose, di dare finalmente completo adempimento alla Legge di riforma dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, la famosa 508, che attende da dieci anni di essere finalmente applicata.

La conseguenza più clamorosa ad oggi è stata quella della mancata equipollenza dei titoli di Diploma rilasciati dai Conservatori e dalle Accademie con i Diplomi di Laurea rilasciati dalle Università. Ne abbiamo molto parlato su questo blog in passato, qualche semplice ricerca nella nostra barra in alto a sinistra o nelle nostre categorie vi farà trovare ogni tipo di documentazione in merito. Con questi disegni di legge finalmente sembra che questa assurda situazione verrà finalmente sanata.

Pubblico, in articoli separati, tutti i Disegni di legge integralmente. Ma ecco qui direttamente il resoconto sommario (n. 122) della commissione del Senato, come fornito dal Maestro Domenico Piccichè (del Coordinamento nazionale per la riforma della formazione musicale e coreutica):

 IN SEDE REFERENTE

(518) ASCIUTTI. - Modifiche alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, in materia di istituzioni di alta cultura
(539) PAPANIA. - Riordino delle norme in materia di formazione musicale e coreutica
(912) BUGNANO ed altri. - Modifiche alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, recante riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati
(1451) ASCIUTTI ed altri. - Norme per la valorizzazione del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale
(1693) ASCIUTTI ed altri. - Valorizzazione del sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale

(Esame congiunto e rinvio)

Continua a leggere cliccando qui: Avviato dalla VII commissione del Senato l’esame dei disegni di legge sull’Alta Formazione Artistica e Musicale

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5 Giugno 2009

Concerto di solidarietà con il Conservatorio de l’Aquila, Milano, 5 giugno 2009

Concerto di solidarietà per l'Abruzzo, Conservatorio de L'AquilaIl Teatro milanese SpazioTeatro 89 ha organizzato, per stasera 5 giugno 2009, un concerto di beneficenza, il cui incasso verrà interamente devoluto al Conservatorio “Casella” de l’Aquila, gravemente danneggiato dal terremoto.

Partecipano, a titolo gratuito, gli artisti (in ordine alfabetico):
Davide Cabassi
Alberto Chines
Elisa D’Auria
Mariangela Ciuffreda e Filippo Di Domenico
(dal Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila)
Tatiana Larionova
Federico Rossini
Piercarlo Sacco
Luca Schieppati
Kulli Tomingas
Irene Veneziano

Programma:

  • J. Ph. Rameau (1683-1764): “Le Rappel des Oiseaux”
  • F. Chopin (1810-1849): Variations Brillantes op.12
    Alberto Chines - pianoforte
  • F. Borne (1862-1929): Fantasia sulla Carmen di Bizet
    Federico Rossini - flauto; Irene Veneziano - pianoforte
  • G. Rossini (1792-1868): “Nacqui all’affanno”, Aria di Cenerentola
    Kulli Tomingas - mezzosoprano; Luca Schieppati - pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Impromptu op. 90 n. 3
    Tatiana Larionova - pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Impromptu op. 142 n. 2
    Davide Cabassi - pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Andante con moto, dal Trio op.100 D 929
    Piercarlo Sacco - violino; Filippo Di Domenico - violoncello; Luca Schieppati - pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Lebenssturme D 947
    Tatiana Larionova e Davide Cabassi - pianoforte
  • F. Chopin (1810-1849): Notturno in Do# minore op. post.
  • F. Liszt (1811-1886): Rapsodia spagnola
    Irene Veneziano - pianoforte
  • R. WagnerIF. Liszt: Isoldens Liebestod
    Elisa D’Auria - pianoforte
  • D. Shostakovich (1906-1975): Scherzo dalla Sonata per vcl. e pf. op.40
    Filippo Di Domenico - violoncello; Mariangela Ciuffreda - pianoforte

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21 Aprile 2009

Disegno di legge del Senatore Asciutti per la valorizzazione dell’alta formazione AFAM

Le lotte studentesche per l'equipollenza dei diplomi AFAMA commento dell’articolo pubblicato ieri, ecco ora una buona notizia, a parziale conforto dei poveri studenti dell’Istruzione artistica in Italia (AFAM).

Alla fine del mese di Marzo 2009, è stato infatti presentato un Disegno di Legge, a cura del Senatore Franco Asciutti, che ci fa ben sperare in una soluzione - finalmente! - degli annosi problemi provocati dall’incompleta applicazione della Legge 508. Questo anche in attuazione alle direttive europee, di cui potete leggere i dettagli all’inizio del testo che riportiamo qui sotto integralmente. 

Ringraziamo il Senatore Asciutti e quanti di maggioranza e opposizione che vorranno collaborare per rendere giustizia soprattutto ai nostri studenti dell’istruzione artistica e all’immagine dell’Italia in Europa.

Infatti, il DdL, che ci auguriamo venga presto discusso, va a sanare il problema, importante per gli studenti, relativo alla spendibilità del Titolo conseguito e per i Professori circa lo “status” che compete a chi rilascia una Laurea.

Qualunque il DdL è comunque perfettibile e ci auguriamo che, appunto, anche questo possa trovare soluzioni ancora più soddisfacenti in alcune delle sue parti.

Pubblichiamo qui l’intero testo del Disegno di Legge, che comunque potete trovare sul sito dell’Unams, a questo indirizzo (dove potrete anche seguire, in futuro, gli aggiornamenti sull’iter parlamentare): http://www.unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm. (le evidenziazioni in neretto sono nostre) Continua a leggere cliccando qui: Disegno di legge del Senatore Asciutti per la valorizzazione dell’alta formazione AFAM

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19 Aprile 2009

L’omicidio dell’arte nella noncuranza italiana - di Gaia Benzi

Un celebre scatto di Ugo Mulas che riprende Lucio FontanaRiprendiamo e ripubblichiamo qui uno splendido articolo recentemente uscito sulla rivista on-line “Micromega”. L’ha scritto Gaia Benzi, una studentessa di Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma. Fa parte di una serie di suoi articoli denominati “una goccia nell’onda”, un vero e proprio diario del movimento.

Un articolo magnifico, estremamente lucido e significativo. Si riferisce, nello specifico, alle Accademie di Belle Arti, ma, come sapete, tutto quanto vi si afferma riguarda l’intero conparto AFAM (Alta Formazione MUsicale e Artistica), e quindi anche i Conservatori di Musica. (I neretti nell’articolo sono nostri.)

Vi invitiamo a leggere altre testimonianze di Gaia Benzi sul sito di Micromega, a questo link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/category/UNA-GOCCIA-NELLONDA-di-Gaia-Benzi/

[Errata corrige: L’Accademia di Belle Arti di Roma, contrariamente a quanto scritto, non impone agli studenti tasse oltre il 20% dello F.F.O.]

“Quando, insieme agli altri, ho provato ad affrontare il problema dello stato dell’istruzione artistica in Italia, mi sono trovata davanti uno scenario a dir poco disastroso, oltre che intricato fino all’inverosimile: caterve di codicilli e circolari, leggi e decreti legge mai promulgati, ricorsi al Tar e sentenze del Consiglio di Stato hanno sommerso la mia scrivania, inghiottendo così la mia buona lena.

Ciononostante, ho provato a tracciare un quadro generale dellasituazione, concentrandomi in particolare sulle Accademie di Belle Arti e tralasciando, per mancanza di tempo, gli altri istituti artistici. Nessuna pretesa, dunque, di esaurire in queste righe l’argomento trattato; ma nemmeno la rinuncia a fornire quei pochi riferimenti che, se correttamente interpretati, possono comunque dare un’idea del grave danno alla cultura italiana che si sta perpetrando nell’indifferenza generale. Tutto inizia nel lontano 1999 quando, già riformata l’università secondo i dettami del processo di Bologna, il governo D’Alema decide di equiparare ad essa gli istituti A.F.A.M. - Alta Formazione Artistica e Musicale -, introducendo anche in questi i due livelli formativi che siamo abituati a conoscere come triennale e specialistica. La legge 508/99 determina, così, l’equipollenza fra titoli di studio universitari e accademici, e l’effettiva uguaglianza di Accademie e Conservatori alle altre istituzioni di formazione superiore. La definizione dei termini entro i quali tale uguaglianza e tale equipollenza si sarebbe strutturata è infine delegata ad ulteriori decreti attuativi del Ministero dell’Istruzione - interpellati il C.N.A.M. (Consiglio Nazionale di alta formazione Artistica e Musicale) e la VII Commissione della Camera (Commissione Cultura).

Sembrerebbe una legge giusta, volta finalmente a riconoscere alle competenze artistiche quel valore, in primo luogo culturale, che sempre era stato loro negato - ridotte, com’erano, a sapere di serie B. Sembrerebbe; probabilmente lo era. Peccato, però, che i decreti attuativi di cui sopra non siano più stati emanati.
Esatto: se ne sono letteralmente dimenticati. Da D’Alema in poi, tutti i governi si sono scordati di scrivere quei fondamentali decreti senza i quali le Accademie non possono né restare nella logica del vecchio ordinamento, né avviare quello nuovo senza trovarsi in una situazione di parziale illegalità.

Ed è così che, da ormai dieci anni, le Accademie riformate sopravvivono immerse in un desolante deserto normativo, vittime e a volte complici della più totale anarchia legislativa.
Le uniche cose che sono state sancite - grazie a due decreti attuativi del Presidente della Repubblica, uno del 2002, uno del 2005 - sono l’autonomia amministrativa e regolamentare, e i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi. Ma, a parte questo, è il nulla. Nemmeno la durata dei due livelli formativi è stata specificata.
Si è dunque dato il via ai corsi delle triennali e delle specialistiche - la prima è stata l’Accademia di Brera -, ma senza aver definito né i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica dei docenti e delle istituzioni - che quei corsi dovevano tenere e ospitare; né i requisiti di idoneità delle sedi - dove quei corsi si dovevano svolgere; né le procedure e le modalità per la programmazione dell’offerta didattica - che quei corsi include; né i criteri di valutazione delle attività degli istituti A.F.A.M. - che a quei corsi hanno dato il via; né le modalità di convenzionamento con altre istituzioni - dalle scuole alle università, ai privati; né le procedure per il reclutamento del personale, incluso quello tecnico-amministrativo. Ma, soprattutto, senza che i diplomi triennali e specialistici fossero equiparati di fatto ad un diploma di laurea: questo perché la 508 decreta sì l’equipollenza fra diplomi accademici e lauree, ma non specifica a quale laurea in particolare essi siano equipollenti. E senza questa specifica, quei diplomi restano a tutt’oggi carta straccia.

Così, quando un laureato alla specialistica sperimentale - condotta secondo i non-criteri di cui sopra - di una qualunque delle Accademie di Belle Arti italiane prova a partecipare ad un concorso pubblico, convinto che la 508 gli dia in questo senso piena legittimità, vede sistematicamente respinta la sua domanda; e in questo modo, poco gradevole, scopre che il pezzo di carta tanto sudato non vale nulla.

Ciò avviene perché le uniche lauree ancora valide sul piano legale sono quelle del vecchio ordinamento, la cosiddetta quadriennale. Ma - e qui la disattenzione ministeriale si intreccia indissolubilmente con la mala gestione dei dirigenti locali - le iscrizioni alla quadriennale, pur essendo assolutamente legittime, vengono spesso osteggiate dalle istituzioni accademiche, che invece spingono gli studenti verso i corsi di laurea “riformati”, celando prudentemente la condizione d’illegalità e precarietà normativa degli stessi. Questa colpevole omissione non fa che aumentare l’ingiustizia subita dagli allievi. Come si dice in gergo: oltre al danno, anche la beffa.

Alle carenze normative va poi aggiunta la grave situazione economica delle Accademie, che sono molto spesso sull’orlo del collasso. L’Accademia di Belle Arti di Roma, ad esempio, come anche quella di Brera a Milano, sforano di gran lunga il tetto massimo imponibile alle tasse universitarie - che è del 20% rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario -, arrivando chiedere contributi agli studenti fino al 70% del bilancio totale. Tali contributi si sono resi necessari per avviare l’opera di riforma mai completata che ho sopra descritto. Anche qui, siamo in una situazione di pura illegalità. Se gli studenti volessero impugnare armi legali per opporsi a questa situazione, le Accademie in questione sarebbero costrette a dichiarare il fallimento.

Leggi inesistenti, fondi miseri, ambiguità nella gestione. Cos’altro manca? Eppure questa è solo la punta di un iceberg che si estende per chilometri e chilometri in tutta la penisola. Ogni Accademia, infatti, ha la sua storia di ricorsi al Tar e di battaglie in tribunale condotte molto spesso da ex-studenti, esasperati dalle follie dei loro Direttori, dei Consigli Accademici o d’Amministrazione.
Può capitare, infatti, di iscriversi al quadriennio e scoprire, a ridosso degli esami, che tale iscrizione non risulta affatto; oppure seguire un corso e non poter dare l’esame, perché l’esame non c’è - letteralmente: non esiste, non è previsto in calendario. Può capitare di iniziare a Febbraio un corso previsto per Novembre; può accadere che il calendario delle lezioni resti provvisorio per oltre tre mesi, con inversioni di rotta e stravolgimenti totali ogni due settimane. Può succedere di arrivare a lezione e scoprire che non ci sono né sedie, né tavoli, né cavalletti, né tele né colori né pennelli né tantomeno modelli da copiare. Può succedere di scoprire - come a Brera - che ai calchi in gesso in dotazione all’Accademia manchino dei pezzi, che il giorno prima magari c’erano: qualcuno se li è portati via. Del materiale ordinato può non arrivare, senza che nessuno alzi la voce o protesti; oppure può arrivare, essere consegnato, ricevuto e controfirmato e poi sparire, così, senza motivo. Possono verificarsi furti di costose apparecchiature elettroniche e la direzione alzare le spalle. Non ci sono soldi per ristrutturare corridoi, bagni e aule che cadono a pezzi - e con cadono a pezzi intendo proprio balaustre che si staccano e corrimano che restano fra le dita dello sfortunato passante; e quando i soldi ci sono e le strutture vengono rimesse a nuovo, può capitare che la direzione decida di non utilizzarle, impedendo l’accesso agli studenti per poi lasciarle vuote, inutili, morte.

Il Ministero dell’Istruzione può decidere di commissariare un’Accademia come quella di Brera, più volte citata in quest’articolo perché immersa in una gestione non malevola, bensì disastrosa, fallimentare da ogni punto di vista, una vera e propria avanguardia dello sfacelo culturale italiano; e poi affidare il commissariamento allo stesso Direttore - in pensione perché a mandato scaduto - che l’ha ridotta in queste condizioni, sull’orlo della bancarotta con fondi fantasma scomparsi chissà dove e per decisione di chissà chi.

E in tutto questo il Parlamento, il Governo, gli organi d’informazione e l’opinione pubblica posso restare indifferenti, e osservare l’arte morire lentamente di fianco a loro. Persino gli studenti sembrano aver perso le speranze, tale è il disinteresse generale per le sorti delle loro battaglie.

A nessuno importa della formazione artistica in questo paese; a nessuno, da anni. La politica non se ne ricorda nemmeno più: non la cita nelle leggi che emana, limitandosi a ricordare i precedenti interventi normativi, ancora incompleti senza un perché. Solo l’ex-ministro Mussi si era preso la briga di promettere un interesse futuro; ma poi il governo Prodi è caduto, e non se n’è fatto più niente. E la Gelmini? In tutto questo lei taglia, a casaccio, noncurante dell’importanza delle istituzioni che sta andando - con quei tagli - a distruggere definitivamente.

L’arte rappresenta un territorio libero, dove la mente umana può spaziare senza vincoli morali o logici, ragionando per assurdo, accumulando paradossi, sconfinando nel magico e nel mitico senza per questo allontanarsi dal reale; è uno spazio vivo, pieno di risorse, che attraverso l’elaborazione dell’emotività - singola e collettiva - apre la porta a nuove interpretazioni dell’individuo e della società. L’arte, inoltre, serba memoria delle ragioni degli sconfitti, e nel suo particolarissimo modo li include nella grande giostra della Storia, permettendo agli esclusi di ogni tempo e luogo di incontrarsi nelle pagine di un romanzo, nei riflessi di un quadro o nelle note di una sinfonia; e, allo stesso tempo, umanizza il male, rendendolo palese in ciascuno di noi.
Ha suscitato rivoluzioni e sedato rivolte, è stata braccio destro del potere e contro-potere attivo all’interno dei sistemi. Non ha patria e non ha padroni, parla una sola lingua, universale, e la forza dei suoi mezzi ha segnato per secoli il corso degli eventi.
Ma da un punto di vista pratico, molto meno aulico e molto più incisivo, cosa importa ormai allo Stato di quei quattro imbrattatele, di quegli scalpellini e di quel paio di incomprensibili strimpellatori jazz. L’arte è inutile, inefficiente, qualche volta pericolosa; meglio abolirla, chiaramente. Allo scoperto, comunque, non si può: cosa scriverebbero i giornali esteri? Come titolerebbero? “La patria di Michelangelo Buonarroti e Giuseppe Verdi cancella l’istruzione artistica e musicale”? Allo scoperto no, certo che no. Meglio lasciarla morire sola, allora, isolata, abbandonata alla propria incapacità cronica di sbrigliarsi da questa matassa senza alcun bandolo che l’è stata costruita attorno.
Il genio e la creatività italiana: che restino dov’è più comodo a tutti, nei libri di storia. Che il Bel Paese sia sempre più bello - ma solo in cartolina, che custodisca soltanto il peggio del proprio glorioso passato.”

Gaia Benzi

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