23 Giugno 2010

L’intervento dell’On. Giulietti alla Camera, sul Decreto Bondi

 
icon for podpress  L'intervento dell'On. Giulietti alla Camera contro il Decreto Bondi: Play Now | Play in Popup | Download

Ecco il video con il bell’intervento del 22 giugno, alla Camera, dell’Onorevole Giuseppe Giulietti, del Gruppo Misto.

Lo proponiamo perché ci sembra un’ottima sintesi  di tutto quanto è possibile dire contro il Decreto Bondi, in materia di Fondazioni Lirico-sinfoniche. Dopo il suo intervento trovate anche quelli di molti altri deputati, quasi tutti dell’opposizione di IDV e PD. Sono quasi due ore di interventi: è davvero molto interessante  ascoltarli, per capire bene tutta la situazione.

E, vivaddio, in difesa della Cultura (con la C maiuscola…).

http://www.articolo21.orgLeggete, qui, anche il relativo articolo sul sito di Articolo 21, di cui l’On. Giulietti è  il portavoce.

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7 Dicembre 2009

Prima della Scala… tutte le notizie e i link, e godiamoci almeno il video della bella trasmissione di Che tempo che fa

Anita Rachvelishvili, protagonista di Carmen, in scena il 7 dicembre 2009 per la prima della Scala a MilanoE’ Sant’Ambrogio… tempo di inaugurazione del Teatro alla ScalaStasera va in scena la “Carmen” di George Bizet.

Le cose da dire sarebbero migliaia… e sono già state scritte su Internet in molti siti… Allora penso di far cosa gradita ai miei lettori con questo post “aggregatore”, e vi linko e vi “embeddo” alcuni begli articoli e video.

Il primo: l’Orchestra del Teatro osserverà un minuto di silenzio per ricordare la crisi che attraversa il paese e - soprattutto - quella che vivono i lavoratori dello spettacolo: http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-minuto-di-silenzio-per-la-crisialla-prima-della-Carmen-alla-Scala/1797966.

Poi: la contestazione. Fuori dal teatro, come da consuetudine, ci saranno i lavoratori dello spettacolo, a portare la propria protesta; una delegazione della Cub, nei giorni scorsi, aveva chiesto di poter leggere un comunicato prima dell’inizio della prima, ma non ha ottenuto il consenso del teatro.

Ancora: i protagonisti. Non possiamo dimenticare di citare la protagonista, l’esordiente Anita Rachvelishvili, scelta direttamente dal Maestro Barenboim dall’Accademia della Scala (in bocca al lupo!). E un bell’articolo di Natalia Aspesi sulla regista, Emma Dante: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/24/la-donna-della-carmen-che-sfida-la.html

Per lo spettacolo vero e proprio, ecco tutte le notizie video dal sito di Repubblica Tv: http://tv.repubblica.it/copertina/scala:-appassionata-carmen/39946?video

E tutte le info originali sull’opera, cast, libretto, ecc. direttamente dal sito del Teatro: http://www.teatroallascala.org/it/stagioni/2009_2010/opera-e-balletto/Carmen.html

Lo spettacolo, diretto da Daniel Barenboim, verrà proposto in diretta televisiva in Europa (Francia, Germania, Belgio) e sarà proiettato anche nelle sale cinematografiche digitali di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Spagna, Canada e Australia.

In Italia la diretta della prima andrà via satellite su SKY (Canale Classica) e verrà proiettata anche in diversi cinema e Teatri su tutto il territorio nazionale.

Radio Classica su InternetBella e lunga diretta anche su RadioClassica, in compagnia del bravo Luca Ciammarughi: la potete seguire in diretta Internet da qui: http://www.radioclassica.fm/radio-classica.asx

Per finire, vi “embeddo” direttamente il link del video della bellissima puntata di “Che tempo che fa” realizzata il 3 dicembre su RAI 3 da Fabio Fazio. Uno splendido esempio di grande televisione, quella che vorremmo avere sempre.Ma resta, putroppo, rarissima. Peccato, infatti,  non avere stasera anche la diretta televisiva (ci sarà su Sky, invece, come dicevo). RAI, ma perché non fai il tuo lavoro e non ci dai anche la nostra grande cultura in diretta?

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4 Novembre 2009

Radio Classica: podcast della trasmissione del 3 novembre, con il nuovo Cd di Stefano Ligoratti

Cover del nuovo Cd di Stefano Ligoratti - FantasieIeri, 3 novembre, ho presentato in anteprima assoluta a Radio Classica, ospite della trasmissione “Ultimo grido“, condotta da Luca Ciammarughi, il nuovissimo Cd prodotto da ClassicaViva: “Fantasie“, con il pianista Stefano Ligoratti (che, ricordiamo, è anche il Direttore artistico di ClassicaViva).

E’ stata l’occasione per un ulteriore approfondimento sul tema dell’interpretazione di Bach al pianoforte, che avevamo già trattato la scorsa settimana, e, naturalmente, per parlare diffusamente delle composizioni eseguite nel CD.

Abbiamo anche annunciato il prossimo, importante concerto di Stefano Ligoratti, che debutterà l’11 novembre a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio,  per la Società dei Concerti, con un recital pianistico in cui eseguirà molti dei pezzi presentati in questo CD.

Trovate qui il programma del concerto nei dettagli: http://www.classicaviva.com/StefanoLigorattiRecital11112009.htm

 
icon for podpress  Trasm. Radio Classica con il CD di Stefano Ligoratti: Play Now | Play in Popup | Download

Sono andati in onda integralmente - e potete naturalmente ascoltarli nel podcast qui sopra - i seguenti brani:

Il Cd

  • J. S. Bach (1685-1750):  Chromatische Fantasie und Fuge in d-moll BWV 903
  • L. van Beethoven (1770-1827):  Sonate n. 14 op. 27, n. 2 in cis-moll “Quasi una fantasia”- “Mond scheinsonate”
  • F. Mendelssohn (1809-1847): Phantasie in fis-moll op. 28 F. Mendelssohn (1809-1847)
  • F. Liszt (1811-1886): Fantasie und Fuge über das Thema BACH, S. 529

Il Maestro Ligoratti, presente in studio in diretta, ha parlato diffusamente con Luca Ciammarughi anche di molti altri temi musicologicamente interessanti: dall’interpretazione delle Sonate di Beethoven (in questo caso, nei dettagli, della celeberrima Sonata n. 14, op. 27  n. 2  “Chiaro di luna“), di cui ha una visione unitaria in quanto al tempo di esecuzione nel corso dei tre movimenti, ad un ampio approfondimento sul genere “Fantasia”, dalla sua nascita (in Italia) alla sua diffusione in epoca sia barocca che romantica.

Decisamente rari i brani proposti, di cui esistono pochissime incisioni - tra cui la Fantasia e Fuga di Franz Liszt, brano di spettacolare bellezza, in cui, pur nel virtuosismo estremo, sono presenti tutti gli aspetti del miglior Liszt, anticipatore di molte profonde innovazioni nel linguaggio musicale, poi recepite dalla musica del novecento.

Il CD è in corso di stampa e verrà posto in vendita la sera del concerto e sul sito-catalogo di ClassicaViva entro pochi giorni. Le tracce saranno, come al solito, disponibili anche i formato MP3, sempre sul catalogo.

Buon ascolto, dunque!

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26 Agosto 2009

Il programma di oggi al Concorso Busoni

La diretta in streaming video dal Concorso Busoni 2009Grande successo per le trasmissioni in diretta streaming video dal Concorso Busoni (che abbiamo annunciato nel nostro post di stanotte)! In moltissimi stanno seguendo le esibizioni dei concorrenti (si vede e si sente benissimo, sembra di essere lì, fantastico! E speriamo che la connessione tenga, perché stiamo mettendo la rete a dura prova…)

Ecco il programma di oggi, dal bel forum Pianoforum (in commento al nostro post, un gentile iscritto al forum ha pubblicato il programma di oggi: http://www.pianoforum.it/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1251241375/3. Lo riprendiamo qui per comodità di tutti:)

Questo il programma di oggi (al link: http://stream.concorsobusoni.it):

ore 10.00

Daniele Rinaldo (Italia)      Smilie
07/02/1984, Padova
Allievo di Claudio Martinez Mehner

Chopin: Polonaise-Fantaisie op.61
Busoni: Elegie n.7 Berceuse, n.5 Turandots Frauengemach
Ravel: Gaspard de la Nuit: Ondine, Le Gibet, Scarbo

Arisa Sakai (Giappone)
24/02/1989, Kobe
Allieva di Jacques Rouvier, Jean-Marie Cottet

Busoni: Sonatina n. 6 Super Carmen, BV 284
Chopin: Ballade op. 52
Rachmaninov: Moments Musicaux op. 16

ore 16.00

Scipione Sangiovanni (Italia)    Smilie
19/09/1987, San Pietro Vernotico (BR)
Allievo di Ippazio Ponzetta, Vincenzo Balzani

Händel: Suite n.4 (1733)
Haydn: Sonata Hob. XVI/52
Busoni: Indianisches Tagebuch
Mozart/Liszt: Reminiscences de Don Juan Continua a leggere cliccando qui: Il programma di oggi al Concorso Busoni

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Imperdibile: in diretta su Internet le Finali del Concorso Busoni

Ferruccio Busoni, dal bel sito di Laureto RodoniUna bellissima notizia per tutti gli appassionati di musica classica (e di pianoforte, in particolare):

da oggi, 26 agosto 2009 (dalle ore 10) sino al 4 settembre, le finali del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, che si svolge, come è noto, a Bolzano, sono visibili in streaming live sul sito:

http://stream.concorsobusoni.it

il programma completo delle finali si trova sul sito del Concorso Busoni alla pagina: http://www.concorsobusoni.it/it-94-1997.aspx

Si tratta di un evento, in certo qual modo, storico, che cambierà per sempre i concorsi pianistici. Già si erano viste altre esperienze del genere, al recente Van Cliburn, ad esempio. Ma è la prima volta che tutti potranno assistere, in diretta, alle finali del più importante concorso pianistico italiano, uno dei più noti del mondo, oltre tutto.

Una vetrina spettacolare per i finalisti; una grande diffusione per la grande musica, che conquista una platea mondiale, con un evento mediatico attesissimo. E, oltretutto, credo fermamente che questo segni la fine delle polemiche sui concorsi “truccati”, nei quali, in un modo o nell’altro, si bisbiglia sempre, con mille polemiche, che abbia vinto il tale o il tal altro perché “raccomandato” o allievo di un membro della commissione, o per chissà quale altro intrigo di corridoio.

E’ evidente che a questi livelli artistici il giudizio delle commissioni giudicatrici si fa difficilissimo, e che, alla fine, pur sempre, entrano in gioco raffinate questioni di gusto personale dei vari giurati. Ma, per lo meno, un’esecuzione diffusa in diretta in streaming mondiale sicuramente è trasparente: non c’è posto per trucchi, interpretazioni pasticciate: tutti ascoltano, e sul pianoforte c’è poco da truccare… se si sbaglia, si sente! E gli intenditori se ne accorgono, sempre.

Speriamo sia anche l’occasione di rivalutare un modo di suonare più rivolto alla musica e all’interpretazione artistica, che non alla tecnica… siamo tutti un po’ stanchi di pianisti che sono degli spettacolari virtuosi e funamboli della tastiera, delle vere e proprie macchine da guerra, ma che non trasmettono emozioni e non sanno proporre idee proprie o approfondire davvero i brani che presentano, secondo l’idea del grande Busoni, per l’appunto, che diceva che “ogni interpretazione è in realtà una trascrizione”. A proposito, per chi volesse approfondire la conoscenza con questo strepitoso pianista e compositore, consigliamo di visitare il bel sito di Laureto Rodoni: http://www.rodoni.ch/indexx.html

Che questa bellissima novità per la musica si presenti proprio al concorso intitolato al suo nome, mi sembra di ottimo auspicio per la musica italiana.

Tra l’altro, sono in lizza diversi italiani tra i finalisti. Faccio un po’ di … tifo per loro, e li evidenzio in rosso! IN BOCCA AL LUPO!

Ecco l’elenco completo… e BUON ASCOLTO!

Tatiana Chernichka (Russia)
Regina Chernychko (Ucraina)
Gesualdo Coggi (Italia)
Lorenzo Cossi (Italia)

Christopher Devine (Inghilterra)
Christopher Falzone (USA)
Giuseppe Gullotta (Italia)
Yifan Hu (Cina)
Da Sul Jung (Corea del Sud)
Viviana Pia Lasaracina (Italia)
Alexey Lebedev (Russia)
Sun Ho Lee (Corea del Sud)
Michail Lifits (Germania)
Daniele Rinaldo (Italia)
Arisa Sakai (Giappone)
Scipione Sangiovanni (Italia)
Oxana Shevchenko (Kazakistan)
Olga Stezhko (Bielorussia)
Bruno Vlahek (Croazia)
Mimi Jue Wang (Cina)
Jae Yeon Won (Corea del Sud)
Jie Yuan (Cina)

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21 Luglio 2009

Riparliamo della legge Quadro sullo spettacolo dal Vivo

l'On Luca BarbareschiIn occasione delle clamorose proteste per i tagli al FUS, e per capire meglio di cosa parli l’On. Barbareschi quando ieri ha dichiarato, durante la manifestazione nazionale davanti a Montecitorio, che “Ma è necessario che lo spettacolo sappia anche ripulire i propri bilanci, tagliare gli sprechi, assumere una diversa coscienza imprenditoriale… “, mi sembra molto utile riparlare qui della Legge Quadro sullo spettacolo dal vivo.

La “Proposta di Legge Quadro per il riordino complessivo di tutti gli ordinamenti dello spettacolo dal vivo” è stata presentata dagli Onorevoli Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi il 29 aprile 2008.

Secondo quanto afferma l’On. Carlucci, (che, come è noto, come pure l’On. Barbareschi, è una protagonista molto nota nel mondo dello spettacolo - e la loro conoscenza diretta e concreta delle problematiche dello spettacolo, devo dire, si nota subito, ed è un’ottima cosa), la proposta verrà approvata dal Parlamento entro la fine dell’estate 2009.

Si tratta di una legge molto articolata, che affronta praticamente tutti i temi che interessano lo spettacolo dal vivo.
Poiché ho l’impressione che, tutto sommato, se ne sia parlato poco, mentre si tratta di un passaggio di importanza fondamentale per questo comparto dell’arte italiana (la cosa riguarda tutti, ma proprio tutti, artisti, editori, impresari, fondazioni), vi invito a documentarvi, leggendo il documento originale, reperibile su Internet, e qui sul nostro blog: http://lnx.classicaviva.com/wp/2008/06/19/leggiamo-la-proposta-di-legge-quadro-carluccibarbareschi-sullo-spettacolo-dal-vivo/.

In pratica, partendo dall’importante assunto del “prioritario interesse nazionale di una politica nazionale dallo spettacolo dal vivo”, considerando “lo spettacolo un’opportunità e una risorsa per l’economia, la coesione sociale e l’immagine del nostro paese, un valore aggiunto di una identità, di una storia e di una tradizione da valorizzare”, si propongono semplificazioni, sgravi e agevolazioni fiscali per tutti i comparti dello spettacolo dal vivo (tra cui - importantissimo! - la riduzione dell’IVA al 4% sui supporti e gli strumenti musicali), la promozione dei nuovi talenti, dell’insegnamento delle discipline artistiche, la sensibilizzazione e la promozione del pubblico, la tutela sociale degli operatori del settore… e molto altro.

L’unico punto che mi sembra opinabile (e preoccupante) è la richiesta - che sta venendo avanti in questo periodo - di inserimento della musica cosiddetta “popolare” tra le attività sostenute dal FUS (Fondo Unico per lo spettacolo); che ha già subito pesantissimi tagli, mettendo in crisi fondazioni Liriche e concertistiche e tutte le associazioni musicali che tentano di diffondere la musica “colta”. La coperta è già molto corta: se la tiriamo ancora… rischiamo di restare tutti al freddo!

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21 Aprile 2009

Disegno di legge del Senatore Asciutti per la valorizzazione dell’alta formazione AFAM

Le lotte studentesche per l'equipollenza dei diplomi AFAMA commento dell’articolo pubblicato ieri, ecco ora una buona notizia, a parziale conforto dei poveri studenti dell’Istruzione artistica in Italia (AFAM).

Alla fine del mese di Marzo 2009, è stato infatti presentato un Disegno di Legge, a cura del Senatore Franco Asciutti, che ci fa ben sperare in una soluzione - finalmente! - degli annosi problemi provocati dall’incompleta applicazione della Legge 508. Questo anche in attuazione alle direttive europee, di cui potete leggere i dettagli all’inizio del testo che riportiamo qui sotto integralmente. 

Ringraziamo il Senatore Asciutti e quanti di maggioranza e opposizione che vorranno collaborare per rendere giustizia soprattutto ai nostri studenti dell’istruzione artistica e all’immagine dell’Italia in Europa.

Infatti, il DdL, che ci auguriamo venga presto discusso, va a sanare il problema, importante per gli studenti, relativo alla spendibilità del Titolo conseguito e per i Professori circa lo “status” che compete a chi rilascia una Laurea.

Qualunque il DdL è comunque perfettibile e ci auguriamo che, appunto, anche questo possa trovare soluzioni ancora più soddisfacenti in alcune delle sue parti.

Pubblichiamo qui l’intero testo del Disegno di Legge, che comunque potete trovare sul sito dell’Unams, a questo indirizzo (dove potrete anche seguire, in futuro, gli aggiornamenti sull’iter parlamentare): http://www.unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm. (le evidenziazioni in neretto sono nostre) Continua a leggere cliccando qui: Disegno di legge del Senatore Asciutti per la valorizzazione dell’alta formazione AFAM

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20 Marzo 2009

La rivoluzione Omega: il “La” a 432Hz

Mandala...Vi siete mai chiesti come si sia arrivati a stabilire che la frequenza a cui vibra il diapason (altrimenti detto “corista”), riproducendo la nota “La”, sia attualmente quella di 440Hz?Tutti i musicisti, prima di incominciare a suonare, accordano i loro strumenti, chiedendo al pianista di “dare il La”, oppure all’oboista, se in orchestra, oppure, per l’appunto, fanno vibrare il diapason, prendendo la sua nota come riferimento.

I pianoforti e gli altri strumenti a tastiera, invece, vengono accordati dall’accordatore professionista, ma sempre partendo dal famoso “La” a 440Hz.

E’ probabilmente poco noto come questa frequenza sia frutto di una scelta arbitraria, fatta a Londra nel 1953, decidendo di far uniformare tutte le esecuzioni musicali su questa nota (a questa ha fatto poi seguito la risoluzione europea n. 71 del 30 giugno 1971). Ma il “La” a 440 Hz era stato imposto, nel 1939, addirittura dal ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, ignorando un referendum contrario, promosso in Francia da 25.000 musicisti.

La storia si sta facendo interessante, vero? Ed è molto lunga, perché il “La” è stato accordato su  molte diverse frequenze, nel corso dei secoli (come si può vedere nella tabella qui sotto).

Catalogazione dell’accordatura del diapason in varie città europee secondo il matematico e musicologo Alexander Ellis, nel 1880

Luogo

Anno

Frequenza

Berlino (concerti)

1721

421,9

Vienna (opera)

1823

433,9

Londra (concerti)

1826

423,3

Firenze (opera)

1845

444,9

Milano

1849

446,6

Londra (opera)

1857

456,1

Milano (Teatro alla Scala)

1857

451,7

Napoli (Teatro San Carlo)

1857

444,9

Madrid (opera)

1858

444,5

Berlino (concerti)

1859

451,8

Bruxelles (teatro lirico)

1859

442,5

Liegi (concerti)

1859

448,0

Vienna (opera)

1862

466,0

Bologna (concerti)

1869

443,1

Londra (concerti)

1877

455,1

Londra (opera)

1880

435,4

fonte: Alexander Ellis,  ‘The History of musical pitch’, London 1880

Torniamo indietro di più di un secolo, e precisamente al nostro Giuseppe Verdi. Nel 1884, il grande musicista scrisse una lettera,  indirizzata alla Commissione musicale del governo italiano, in cui chiese di ufficializzare l’utilizzo del diapason a 432Hz “per esigenze matematiche”. All’epoca veniva adottato un corista a 435Hz (il cosiddetto “corista francese”), e addirittura qualcuno proponeva un diapason a 450Hz. Il Maestro così concludeva: “l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un Si bemolle a Roma?”.More...La frequenza del “La” a 432Hz venne  proposta dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi, e venne calcolata su un Do centrale (indice 3) di 256 cicli al secondo. Il diapason a 432Hz, approvato all’unanimità dal congresso dei musicisti italiani del 1881, venne dunque definito “diapason scientifico“, proprio sulla base degli studi di questi scienziati. Al contrario, la frequenza scelta a Londra nel 1953, su cui oggi viene intonata tutta la musica, viene definita “disarmonica“, perché contrasta, addirittura, con le leggi fisiche che governano l’universo.

Nonostante le scelte dei musicisti italiani, e la presa di posizione di Giuseppe Verdi, la corsa verso l’innalzamento del “La”, alla ricerca di sonorità sempre più “brillanti”, era ormai inarrestabile, e si affermò con l’adozione unilaterale di un “La” più alto (440 cicli) da parte delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner. Da lì, l’imposizione di Goebbels, e poi la sopra citata convenzione di Londra, nel 1939, che imponeva un diapason che non aveva alcuna giustificazione scientifica o basata sulle leggi della voce umana.

Notiamo subito come sia indiscutibile che Verdi fosse uno che di voci umane se ne intendeva parecchio… e infatti, caldeggiando l’adozione del diapason naturale a 432Hz, voleva contribuire a espandere e sviluppare le storiche “voci verdiane piene e maestose”. Accordati su questa frequenza, gli strumenti musicali, come la voce, acquisiscono ben 4 armoniche in più (12 al posto delle 8 generate dal “La” 440hz), e inoltre, cosa davvero importantissima per i cantanti, il famoso passaggio di registro, nella voce umana, viene eliminato.

Insomma, utilizzando l’accordatura a 432, sarebbe automaticamente risolta la difficoltà di questo sofferto ed ispido “gradino”, dannazione di tanti insegnanti di canto! Oltretutto, notano importanti direttori di orchestra, continuando con questa ininterrotta deriva verso l’innalzamento del “La” (che è ancora in corso, tanto è vero che ci sono casi in cui si accorda addirittura a 445 Hz!), presto diverse opere del grande repertorio diverranno ineseguibili per le voci dei cantanti, cui si richiede in tal modo uno sforzo penoso e innaturale.

Recentemente tra i musicisti è sorto un vero e proprio movimento in favore del ritorno al “La” a 432Hz, denominato la rivoluzione Omega“.

Ecco un video dove potete ascoltare la cantante Flavia Vallega, una delle animatrici del movimento (qui il suo MySpace):

Sono quindi stati ripresi ed approfonditi tutti i fondamenti scientifici di questa scelta, ed è stato pubblicato molto materiale, facilmente rintracciabile su Internet (e sul gruppo Facebook “La rivoluzione Omega La 432 Hz”). Proviamo a spiegare le basi di questa teoria.

Partiamo dall’esame della frequenza di 8Hz. Essa corrisponde a una nota bassa di Do, ma anche, dicono le neuroscienze, alla frequenza ideale alla quale i nostri due emisferi cerebrali lavorano in modo uguale, in armonia, assicurando il massimo flusso di informazioni con il minor dispendio di energia. 8Hz è anche la frequenza di replicazione della doppia elica del DNA. 8Hz è poi, secondo gli scienziati, il “battito” fondamentale del pianeta, noto come “risonanza fondamentale di cavità Schumann”, una risonanza elettromagnetica globale.

In termini musicali, la frequenza di 8Hz corrisponde a una nota di Do. Salendo di cinque ottave, cioè percorrendo cinque volte le sette note della scala, si arriva ad un Do di 256Hz, scala in cui il “La” ha una frequenza di 432Hz e non di  440Hz.

Suonando il Do a 256Hz, per il principio delle armoniche (secondo cui a un suono prodotto si aggiungono multipli e sottomultipli di quella frequenza), anche i Do delle altre ottave cominceranno a vibrare per “simpatia”, facendo risuonare naturalmente la frequenza di 8Hz.

Ecco perché il corista a 432 oscillazioni al secondo è definito “diapason scientifico“.

Nell’universo tutto è energia in vibrazione. Ogni particella subatomica, atomo, struttura molecolare, cellula e organo del corpo, vibra ad una determinata frequenza. Questa meravigliosa armonia ha una propria firma vibrazionale.

Molti medici e studiosi affermano che se una parte del corpo si ammala la causa è da ricercare nell’alterazione di questa frequenza, per cui il corpo vibra in modo disarmonico. Essere sani significherebbe dunque vibrare all’unisono armonicamente, con l’intero universo!

Ogni organo ha la sua frequenza (multipli e sottomultipli del 432Hz), che sembra si alteri in caso di malattia, mentre pare che la guarigione avvenga quando, sullo stesso organo, viene fatta risuonare la corretta frequenza di risonanza. Dunque suonare e ascoltare musica intonata a 432Hz riequilibrerebbe il corpo e, per effetto vibrazionale, anche la natura circostante, rigenerando il primordiale equilibrio di pace e benessere.

Il movimento Omega tenta di convincere musicisti ed orchestre ad eseguire musica con il “La” a 432Hz. I problemi tecnici non sono pochi, perché in alcuni casi sarebbe necessario sostituire le corde o addirittura interi strumenti. Però, almeno si dovrebbe provare! Su internet sono presenti brani musicali registrati con questa accordatura e, effettivamente, la sensazione che se ne ricava è molto piacevole e rigenerante. Mozart intonato su questo diapason (ossia più o meno come ai suoi tempi) è davvero un sublime piacere per le orecchie…

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1 Marzo 2009

Magia di un pianoforte: storia di un amore

Piano Solo, di Perri KnizeQuesta non è la semplice recensione di un libro. E’ la storia di un innamoramento. Anzi, di molti innamoramenti. Quello, innanzitutto,  dell’autrice di questo testo - definito “un memoir” - per il suo pianoforte, che lei ha subito battezzato “Marlene” (perché le ricorda il fascino della voce di Marlene Dietrich); ma anche l’innamoramento per un’accordatura “alla Schubert”, che, si scoprirà, è quella che dona al pianoforte (il vero protagonista di questa storia) la sua voce incantevole ed incantata, unica e indimenticabile.

C’è poi l’innamoramento per la struttura interna del pianoforte, che porta la scrittrice ad inoltrarsi (e a svelarci con passione) nei più reposti meandri e segreti della meccanica dello strumento, della sua tavola armonica, delle tecniche di accordatura e, soprattutto, di intonazione. Tutte cose in parte note, ma, credo, abbastanza sconosciute, nella loro inesauribile profondità e complessità, alla maggioranza delle persone, e addirittura, credo, anche alla maggioranza dei pianisti.

Questo post parla anche di un altro innamoramento: il mio, per questo libro. Approdato sulla mia scrivania come regalo di compleanno per mio figlio, pianista, e subito da me divorato. Vedete, a fianco, la copertina. Allora ecco subito i dati completi: il libro si intitola “Piano solo - una storia d’amore e musica”, di Perri Knize, ed è uscito nel novembre 2008 per le Edizioni Elliot. Se non lo trovate in libreria, ecco il link alla scheda del libro, che è in vendita direttamente dal sito dell’Editore.

Bello il titolo in inglese, che la dice lunga sul contenuto di questo testo:“Grand Obsession. A Piano Odyssey”. L’autrice è una giornalista americana, che parla di sé, e delle sue aspirazioni di pianista mancata. Alle quali ha rimediato, “nell’autunno dei miei quarantatré anni”, ci racconta, decidendo di riprendere a studiare pianoforte, per suo puro e semplice piacere personale. Stupenda la parte iniziale, quando ci racconta di come un giorno, appunto, riascoltando un vecchio nastro con una registrazione di Chopin eseguita da Rubinstein, rimane nuovamente folgorata dal suono del pianoforte, e una voce interiore le dice: “Questo è tutto ciò che voglio fare nella vita”.

Una folgorazione anche per me. Ho trovato una sorella spirituale. E’, questo, un dato del tutto evidente, per chi conosce ClassicaViva, e, attraverso questa mia creatura, un poco anche me. Leggete questo libro, se volete vivere anche voi qualche ora meravigliosa, un poco della felicità senza tempo, incorrotta, che possono regalare la musica e la buona letteratura. E il pianoforte, naturalmente.

(Non è un caso se la prima collana discografica delle nostre Edizioni si intitola “Magie al pianoforte”…)

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24 Gennaio 2009

Con il Presidente Obama il mondo è davvero cambiato. Davvero, yes, we can

Il 20 gennaio 2009 il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, Barak Obama, ha prestato giuramento. Queste immagini dicono tutto:

Ed ecco anche, appena pubblicato (su Youtube!) il suo primo, importantissimo “discorso del sabato” alla nazione, secondo la tradizione di Roosevelt. Leggete anche qui, dal sito de “La Repubblica”, il commento in italiano. Trovate qui, invece, direttamente dal sito della Casa Bianca, il testo integrale in inglese: http://www.whitehouse.gov/president-obama-delivers-your-weekly-address/

Che dire? Tutto questo, speriamo, riuscirà a salvarci dalla crisi. Gli Stati Uniti sono sempre stati la locomotiva economica del pianeta. La crisi è partita da lì, e da lì l’economia può - e deve - ripartire. Ma come minimo, ora abbiamo tutti davvero la sensazione che qualcuno ci stia seriamente lavorando, e che ora, davvero, “YES, WE CAN” possiamo salvarci e ripartire.

Il mondo è davvero cambiato, e per sempre. Perché, come ha ricordato il Presidente nel suo discorso inaugurale, “sessant’anni fa uno come me non sarebbe stato servito al ristorante”. Ecco, tutto qui. Il solo fatto che ora ci sia un nero alla guida del paese più potente del mondo ha già cambiato la storia.
Ieri sera ho sentito alla Radio Marcello Veneziani affermare con fastidio “ma insomma, quest’uomo non ha ancora fatto niente, e già lo stanno idealizzando e santificando” (leggetevi, se proprio volete farvi quattro risate amare, il suo articolo che ribadisce questi concetti, qui). No, proprio non ci siamo, la destra non ha capito. Oppure non vuole capire cosa è realmente accaduto.

Il discorso di insediamento, a mio avviso, è uno dei più belli che siano mai stati pronunciati. (Leggetelo, tradotto in italiano, qui). Giudicate da voi, però: ecco il relativo video, qui, direttamente dal nuovo, fantastico sito della Casa Bianca (che, nonostante gli accessi a milioni, funziona in modo incredibilmente rapido ed efficiente): http://www.whitehouse.gov/blog/inaugural-address/

Nelle immagini che ho assemblato sopra - in un emozionante slide show - ci sono diverse cose che mi hanno colpito molto.

La prima è il fatto che il giorno prima del giuramento il Presidente Obama, con moglie e figlie, nonché il Vicepresidente Biden e famiglia, hanno occupato la loro intera giornata a fare volontariato per il “Martin Luther King Day”, lavorando in un centro per adolescenti senza tetto. Guardate il Presidente - in jeans e maniche di camicia rimboccate - che dipinge i muri e attacca le tende. Pensate ora ad uno dei nostri politici (uno qualunque!) e ora ditemi se questa non è una rivoluzione, una vera.

Leggete qui le parole del Presidente su come onorare Martin Luther King servendo gli altri: http://www.whitehouse.gov/blog/dr_king_service/

Concludo con una nota sulle donne: guardate le immagini di Obama con sua moglie, con le figlie, con i bambini. Sono immagini vere, non di maniera. Un uomo vero, che dà spazio ai sentimenti, all’amore, alla famiglia. Un uomo che ama sua moglie, non se ne vergogna, e che come uno dei suoi primi atti ha immediatamente ridato dignità alla richiesta delle donne americane di poter disporre del proprio diritto alla maternità in piena coscienza. Ecco, anche di questo avevamo bisogno.

Grazie, Mr. President, per il tuo coraggio e il tuo essere, profondamente, un uomo per bene, coerente e pieno di umanità. Che la tua forza sia di esempio a tutti noi. Ci sentiamo tutti un poco di più membri della razza umana, una razza migliore, più degna, adesso. Che la pace e la forza siano con te.

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