10 Ottobre 2009

Le Grandi Sonate di Beethoven a Milano con il pianista Stefano Ligoratti

Stefano Ligoratti suona Beethoven al Politeatro di MilanoMagnifico concerto a Milano, l’11 ottobre 2009, con il pianista Stefano Ligoratti.

Il giovane concertista, che è anche il Direttore artistico del nostro network, eseguirà ben quattro Sonate di Ludwig Van Beethoven, tra le più belle ed amate dal pubblico, e precisamente:

  •  Grande Sonata “Patetica” n. 8 in Do minore, Op. 13, nei tempi:
    - Grave, Allegro di molto e con brio
    - Adagio cantabile
    - Rondò
  • Sonata quasi una fantasia n. 14 in Do diesin minore Op. 27, n. 2, “Chiaro di luna”, nei tempi:
    - Adagio sostenuto
    - Allegretto
    - Presto agitato
  • Sonata n. 17 in Re minore Op. 31 n. 2 “La tempesta“, nei tempi:
    - Largo; Allegro
    - Adagio
    - Allegretto
  • Sonata n. 23 in Fa minore op. 57 “Appassionata“, nei tempi:
    - Allegro assai
    - Andante con moto
    - Allegro ma non troppo

Organizzato dall’Associazione milanese “Il clavicembalo Verde”, il concerto si terrà presso il Politeatro, in Viale Lucania, 16, a Milano, ed avrà inizio alle ore 16. Biglietti a 8 Euro.

E’ un concerto molto impegnativo per il solista (raramente vengono eseguite ben quattro Sonate tanto famose in un unico concerto), che non mancherà di entusiasmare il pubblico, per il programma davvero spettacolare e per il grande spessore musicale del giovane interprete.

Trovate qui la pagina WEB di Stefano Ligoratti, che, oltre ad essere pianista, è anche organista, clavicembalista, Direttore d’Orchestra e Compositore.

Un’anteprima per i nostri fedeli lettori, per valutare immediatamente la qualità della proposta? Ecco i video con la sua esecuzione, dal vivo, della Sonata “La tempesta“, effettuata un paio di anni fa al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, in un concerto per la “Società dei Concerti”:

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13 Settembre 2009

Mostra di Venezia: Placido e il Grande Sogno, andiamo a vederlo al cinema!

Il Grande Sogno, di Michele PlacidoE parliamo un poco di cinema, entrando nel merito. Dopo i discorsi del Ministro Brunetta, che potete vedere nel post precedente, approfondiamo un poco cosa hanno realizzato, questi cineasti tanto vituperati.

Prendiamo il film di Placido, ad esempio: Il grande sogno. Il film è piaciuto alla critica (e sta entusiasmando il pubblico che sta correndo a vederlo: è appena uscito nelle sale in tutta Italia) forse perchè si coglie la vena di sincerità e l’atmosfera da “romanzo popolare e politico”. I destini dei tre protagonisti, un poliziotto, (Riccardo Scamarcio) una ragazza di buona famiglia (Jasmine Trinca) e uno dei leader della rivoluzione, figlio di operai deciso a fare la rivoluzione(Luca Argentero) si incrociano durante uno dei periodi più importanti della nostra storia recente.

Il regista ha raccontato “la sua storia”, quella di un giovane poliziotto che che visse intensamente quel periodo e in seguito interruppe la carriera militare per iscriversi all’Accademia di Arte Drammatica. (Una storia, permettetemi la divagazione personale, che mi ricorda parecchio i miei vent’anni, compiuti proprio nel ‘68, mentre frequentavo la Statale di Milano, e partecipavo, tra i protagonisti, al grande movimento studentesco di allora, e il Piccolo Teatro, alla cui scuola, proprio in quell’anno, mi ero diplomata attrice,  e ho debuttato, nella stagione ‘69-’69…)

Ecco il trailer del film:

Il 68 è un importante spartiacque e come tale appartiene a tutti noi e va ricordato positivamente “perchè il ‘68 non ha mai ucciso nessuno”. Michele Placido ci ha restituito una bellissima immagine dei dubbi, delle incertezze e delle grandi fermenti di idee che lo attraversarono ed è contento della risposta positiva al film proprio da parte dei giovani d’oggi, abituati a vedere troppe commedie poco serie: con gioia ha sottolineato di “aver già ricevuto moltissime richieste da parte di università, circoli e associazioni studentesche di destra e di sinistra per una proiezione pubblica de “Il grande sogno”.

Credo che una buona risposta agli attacchi insensati al nostro miglior cinema d’autore non possa essere che quella di ANDARE AL CINEMA a vedere questo bel film (e anche gli altri, si capisce!). Un segnale concreto, da parte di ognuno di noi, per sostenere i nostri migliori artisti, che da sempre danno lustro al nostro paese e formano la sua coscienza civile.

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12 Settembre 2009

Mostra di Venezia, Brunetta, Fus… gli attacchi al mondo del cinema

Il Ministro Brunetta a VeneziaNei mesi scorsi abbiamo avuto molte volte modo di parlare dei famigerati tagli al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), operati dal governo, e delle relative e vibranti proteste da parte degli operatori del mondo dello spettacolo.

Alla Mostra del Cinema di Venezia, che è in corso di svolgimento, si sono rinnovate dichiarazioni e prese di posizione molto nette di tutta la gente del cinema contro questi tagli.

Ed ecco che ci ha pensato il Ministro Brunetta a gettare olio sul fuoco: a poche ore dalla fine della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, il Mini­stro della Pubblica amministra­zione e dell’Innovazione - ieri,  nel suo inter­vento alla scuola di formazione del Pdl a Gubbio - ha dato dei “saggi” consigli al suo collega San­dro Bondi, responsabile dei Be­ni culturali, presente in sala.

Ecco i video integrali del suo intervento (quello con i passaggi di cui parliamo qui è il secondo - i video li ho trovati su YouTube, i commenti non sono miei, ma di chi li ha pubblicati, se li visualizzate direttamente con Youtube potete leggere tutto), seguito dal riassunto di  alcune sue testuali dichiarazioni, nelle quali ha sparato ad alzo zero contro il cinema italiano. I tagli al Fondo Unico dello Spettacolo, per lui, sono giusti.

Esiste in Italia un culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Pae­se, ed è quello che si vede in que­sti giorni alla Mostra del Cine­ma di Venezia.

Bene fai Sandro a chiudere quel rubinetto del Fus”.
Il Ministro ha proseguito parlando diregisti che hanno ricevuto 30/40 milioni di euro di finanziamenti incassando in tutta la loro vita 3-4 mila euro. Questi stessi autori nobili, con l’aria sofferente, ti spiegano che questa Italia fa schifo…Solo che loro non hanno mai lavorato per avere un’Italia migliore”.

E’ toccato poi aiparassiti dei teatri lirici: i finti cantanti, scenografi che non si sono mai confrontati con il mercato, tan­to Pantalone pagava. A lavora­re…”.

E ancora: “Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro“. (!)

E infine:Questo è un pezzo di Italia molto rappresen­tata, molto ‘placida’ e questa Italia è leggermente schifosa.”

La scelta dell’aggettivo “placida“‘ non era evidentemente affatto casuale dopo che Michele Placido, a Venezia con il suo film sul ‘68, Il grande sogno, si è reso protagonista di una polemica che dalla casa di produzione Medusa si era este­sa a Berlusconi (aveva dichiarato di non averlo mai votato, anche se aveva prodotto il suo film con la Casa Medusa, di proprietà, per l’appunto, del nostro Presidente del Consiglio). Il riferimento di Brunetta era ovviamente diretto a Michele Placido e Citto Maselli, che hanno toccato con i loro film “temi” che ovviamente non sono fra i più graditi a chi governa l’Italia.

A sottolineare la trasformazione del Ministro Brunetta, in peggio, in un facsimile del suo Presidente del Consiglio,  ci ha pensato l’ex Presidente di RAI Cinema, Giuliano Montaldo, secondo il quale l’idea di spettacolo dell’esponente politico sarebbe coincidente con la presenza, a Venezia, di Noemi Letizia.

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11 Settembre 2009

11 settembre - una poesia per ricordare

Oggi è l’11 settembre. L’anniversario di una orribile strage. Ho ritrovato una mia poesia, scritta circa sei mesi dopo quel tragico 11 settembre 2001, pensando a questi terribili avvenimenti, poco dopo l’invasione dell’Afganistan (”il paese che ha proibito la musica…”).

Ve la dedico.

Per non dimenticare, per continuare a sperare nella pace.

Venti di guerra, suoni di pace

bimbo iracheno

Immoto
il mondo girava
addobbato di merci
senza troppe domande
senza troppi perché
avvolto nell’ignoranza
- si sa, ma è meglio non sapere -
non vedere i nuovi olocausti
si chiamino
AIDS e bambini africani
sterminio per fame
o embargo in Iraq
si chiamino
fondamentalismo islamico
o globalizzazione.

Ignaro
il mondo girava
sfavillante di luci
e calore.
Qualcuno cercava
di capire
o protestare
magari nel modo sbagliato
e morendo nel modo sbagliato
ma tutto
continuava a correre
ingiusto
veloce
disuguale.

l'attentato alle due torri: 11 settembre 2001

E poi
una bella mattina di settembre
un perfetto
felice
cielo blu
da cartolina
si tinge di fuoco
ed il mondo si ammanta
del fumo nero
della distruzione annunciata
risvegliato di colpo
nel suo cieco avanzare
precipitato in un incubo
in cui tutti sono uguali
nella morte
e nella fuga
- né bianchi, né neri -

l'esodo tutti uguali: 11 settembre 2001

macerie raggelate
pensieri spezzati
bandiere ferite

le bandiere ferite: 11 settembre 2001

illusioni incenerite
nel fuoco dell’odio
l’implacabile odio
degli uomini vinti.

Ora l’orgoglio ferito
soffia sui venti di guerra
la parola è alle bombe
sul paese
che ha proibito la musica.
La morte
ha gli occhi della vendetta
- occhio per occhio -
e il mondo diventa cieco.

Le bombe piovono
sul deserto
sulla fame
delle donne velate
dei bimbi senza infanzia
e senza futuro
mentre la parola “pace”
svapora nell’incendio
di un mondo cieco
prima ancora che muto.

Afganistan: bimbe e soldato

Il mondo impazzito
gira
sempre più ignaro
perduta ogni ragione
- nessuno lo può fermare -
solo irragionevole amore
intrecciato con la parola
dolore
ma vivo
combattente
consapevole
amore umano.

Rompiamo il silenzio della ragione
con la pazzia
dell’amore del bello
detta arte
col frastuono delle parole
d’amore
e l’irrompere della musica
di Bach
- la prova certa dell’esistenza di Dio.

Che Dio stesso
risvegliato da Bach
e dalle nostre
irragionevoli preghiere
unite
bianche nere gialle rosse
Dio stesso
che si chiami
Javeh
Allah
o compassione di Buddha
o umana pietà nel nome di Cristo
o musica
ci salvi
toccandoci il cuore
con le sue dita di note
parlando a tutti
la stessa lingua umana
fatta di carne e dolore.

Sogniamo tutti insieme
un lucido sogno di pace
immaginiamo un mondo diverso
reimpariamo ad amare
a capire
a perdonare
aiutando le umane mani
che si tendono pietose
incuranti di bombe
e fatica
fermiano la follia
perché esista ancora
un mondo da vivere.

bimbo afgano

Ines Angelino

marzo 2002

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5 Settembre 2009

Il vincitore del Busoni 2009 è Michail Lifits

Michail LifitsMICHAIL LIFITS È IL 27° VINCITORE DEL CONCORSO BUSONI

Al termine della seconda prova con orchestra la giuria presieduta da Lilya Zilberstein ha proclamato i vincitori: il secondo premio è andato a Alexey Lebedev, il terzo a Gesualdo Coggi. A Oxana Shevchenko il Premio della critica internazionale.

A Lifits, di nazionalità tedesca, che studia in Italia all’Accademia di Imola con il Maestro Boris Petrushansky, è stato anche assegnato il premio speciale per la migliore interpretazione di Mozart e il premio speciale del pubblico.

La sua bella esecuzione del secondo concerto di Rachmaninov evidentemente è piaciuta, anche se questa volta il primo premio è stato assegnato a maggioranza e non all’unanimità, e quindi il vincitore non ha guadagnato anche i 5.000 Euro previsti per il premio speciale benedetti Michelangeli…

A domani con gli approfondimenti! La notizia è di pochi istanti fa…

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26 Agosto 2009

Un fondamentale articolo di Anselm Jappe sul ruolo della cultura oggi

Il filosofo Anselm JappeHo trovato in rete un bellissimo e davvero fondamentale articolo sul rapporto tra l’economia e l’arte, e in particolare su quale sia il posto della cultura nella società capitalistica odierna (”l’industria culturale”), davvero molto attuale. Ecco il link all’originale: http://www.exit-online.org/textanz1.php?tabelle=transnationales&index=4&posnr=157&backtext1=text1.php

Lo ha scritto il filosofo Anselm Jappe,  che insegna all’Accademia di Belle Arti di Frosinone dal 2002/2003. Ha conseguito la laurea in filosofia a Roma e il dottorato a Parigi. Ha pubblicato in Italia il volume Guy Debord (Manifestolibri, 1999) e numerosi articoli. E’ stato professore invitato in diverse Accademie francesi e Università brasiliane. Si interessa soprattutto alle ripercussioni sociali delle arti nel senso più vasto. Ecco il link alla sua pagina su Wikipedia: http://fr.wikipedia.org/wiki/Anselm_Jappe

E’ un articolo importante, profondo e anche difficile. Praticamente è un saggio, più che un articolo. Ma vale assolutamente la pena di leggerlo e di meditarlo a fondo, perché affronta nodi fondamentali sullo stato della cultura e dell’arte nella nostra epoca, fornendo una chiave interpretativa molto lucida, efficace e illuminante su quanto sta accadendo (si pensi ai tagli al FUS… ma anche ai dibattiti sulla musica di Allevi. Che c’entra, direte? C’entra, c’entra…)

Vi ripropongo quindi qui integralmente questo testo, nella speranza di poterne presto discutere insieme.

Anselm Jappe
IL GATTO, IL TOPO, LA CULTURA E L’ECONOMIA

Una delle favole dei fratelli Grimm - immagino che siano conosciute anche in Messico - si chiama “Il gatto e il topo in società”. Un gatto convince un topo dell’amicizia che ha per lui; mettono su casa insieme, e in previsione dell’inverno comprano un vasetto di grasso che nascondono in una chiesa. Ma con il pretesto di dover andare a un battesimo, il gatto esce diverse volte e si mangia man mano tutto il grasso, divertendosi poi a dare risposte ambigue al topo su quanto ha fatto. Quando finalmente vanno insieme alla chiesa per mangiare il vasetto di grasso, il topo scopre l’inganno, e il gatto per tutta risposta mangia il topo. L’ultima frase della favola annuncia la morale: “Così va il mondo”.

Direi che il rapporto tra la cultura e l’economia rischia fortemente di assomigliare a questa favola, e vi lascio indovinare chi, tra la cultura e l’economia, svolge il ruolo del topo e chi quello del gatto. Soprattutto oggi, nell’epoca del capitalismo pienamente sviluppato, globalizzato e neoliberale. Le questioni che vuole affrontare questo “foro de arte publico”, e che vertono tra l’altro sulla questione chi deve finanziare le istituzioni culturali e quali aspettative, e di quale pubblico, deve soddisfare un museo, rientrano in una problematica più generale: quale è il posto della cultura nella società capitalistica odierna? Per tentare di rispondere, io prenderò dunque le cose un po’ più alla larga.

Continua a leggere cliccando qui: Un fondamentale articolo di Anselm Jappe sul ruolo della cultura oggi

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Il programma di oggi al Concorso Busoni

La diretta in streaming video dal Concorso Busoni 2009Grande successo per le trasmissioni in diretta streaming video dal Concorso Busoni (che abbiamo annunciato nel nostro post di stanotte)! In moltissimi stanno seguendo le esibizioni dei concorrenti (si vede e si sente benissimo, sembra di essere lì, fantastico! E speriamo che la connessione tenga, perché stiamo mettendo la rete a dura prova…)

Ecco il programma di oggi, dal bel forum Pianoforum (in commento al nostro post, un gentile iscritto al forum ha pubblicato il programma di oggi: http://www.pianoforum.it/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1251241375/3. Lo riprendiamo qui per comodità di tutti:)

Questo il programma di oggi (al link: http://stream.concorsobusoni.it):

ore 10.00

Daniele Rinaldo (Italia)      Smilie
07/02/1984, Padova
Allievo di Claudio Martinez Mehner

Chopin: Polonaise-Fantaisie op.61
Busoni: Elegie n.7 Berceuse, n.5 Turandots Frauengemach
Ravel: Gaspard de la Nuit: Ondine, Le Gibet, Scarbo

Arisa Sakai (Giappone)
24/02/1989, Kobe
Allieva di Jacques Rouvier, Jean-Marie Cottet

Busoni: Sonatina n. 6 Super Carmen, BV 284
Chopin: Ballade op. 52
Rachmaninov: Moments Musicaux op. 16

ore 16.00

Scipione Sangiovanni (Italia)    Smilie
19/09/1987, San Pietro Vernotico (BR)
Allievo di Ippazio Ponzetta, Vincenzo Balzani

Händel: Suite n.4 (1733)
Haydn: Sonata Hob. XVI/52
Busoni: Indianisches Tagebuch
Mozart/Liszt: Reminiscences de Don Juan Continua a leggere cliccando qui: Il programma di oggi al Concorso Busoni

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Imperdibile: in diretta su Internet le Finali del Concorso Busoni

Ferruccio Busoni, dal bel sito di Laureto RodoniUna bellissima notizia per tutti gli appassionati di musica classica (e di pianoforte, in particolare):

da oggi, 26 agosto 2009 (dalle ore 10) sino al 4 settembre, le finali del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, che si svolge, come è noto, a Bolzano, sono visibili in streaming live sul sito:

http://stream.concorsobusoni.it

il programma completo delle finali si trova sul sito del Concorso Busoni alla pagina: http://www.concorsobusoni.it/it-94-1997.aspx

Si tratta di un evento, in certo qual modo, storico, che cambierà per sempre i concorsi pianistici. Già si erano viste altre esperienze del genere, al recente Van Cliburn, ad esempio. Ma è la prima volta che tutti potranno assistere, in diretta, alle finali del più importante concorso pianistico italiano, uno dei più noti del mondo, oltre tutto.

Una vetrina spettacolare per i finalisti; una grande diffusione per la grande musica, che conquista una platea mondiale, con un evento mediatico attesissimo. E, oltretutto, credo fermamente che questo segni la fine delle polemiche sui concorsi “truccati”, nei quali, in un modo o nell’altro, si bisbiglia sempre, con mille polemiche, che abbia vinto il tale o il tal altro perché “raccomandato” o allievo di un membro della commissione, o per chissà quale altro intrigo di corridoio.

E’ evidente che a questi livelli artistici il giudizio delle commissioni giudicatrici si fa difficilissimo, e che, alla fine, pur sempre, entrano in gioco raffinate questioni di gusto personale dei vari giurati. Ma, per lo meno, un’esecuzione diffusa in diretta in streaming mondiale sicuramente è trasparente: non c’è posto per trucchi, interpretazioni pasticciate: tutti ascoltano, e sul pianoforte c’è poco da truccare… se si sbaglia, si sente! E gli intenditori se ne accorgono, sempre.

Speriamo sia anche l’occasione di rivalutare un modo di suonare più rivolto alla musica e all’interpretazione artistica, che non alla tecnica… siamo tutti un po’ stanchi di pianisti che sono degli spettacolari virtuosi e funamboli della tastiera, delle vere e proprie macchine da guerra, ma che non trasmettono emozioni e non sanno proporre idee proprie o approfondire davvero i brani che presentano, secondo l’idea del grande Busoni, per l’appunto, che diceva che “ogni interpretazione è in realtà una trascrizione”. A proposito, per chi volesse approfondire la conoscenza con questo strepitoso pianista e compositore, consigliamo di visitare il bel sito di Laureto Rodoni: http://www.rodoni.ch/indexx.html

Che questa bellissima novità per la musica si presenti proprio al concorso intitolato al suo nome, mi sembra di ottimo auspicio per la musica italiana.

Tra l’altro, sono in lizza diversi italiani tra i finalisti. Faccio un po’ di … tifo per loro, e li evidenzio in rosso! IN BOCCA AL LUPO!

Ecco l’elenco completo… e BUON ASCOLTO!

Tatiana Chernichka (Russia)
Regina Chernychko (Ucraina)
Gesualdo Coggi (Italia)
Lorenzo Cossi (Italia)

Christopher Devine (Inghilterra)
Christopher Falzone (USA)
Giuseppe Gullotta (Italia)
Yifan Hu (Cina)
Da Sul Jung (Corea del Sud)
Viviana Pia Lasaracina (Italia)
Alexey Lebedev (Russia)
Sun Ho Lee (Corea del Sud)
Michail Lifits (Germania)
Daniele Rinaldo (Italia)
Arisa Sakai (Giappone)
Scipione Sangiovanni (Italia)
Oxana Shevchenko (Kazakistan)
Olga Stezhko (Bielorussia)
Bruno Vlahek (Croazia)
Mimi Jue Wang (Cina)
Jae Yeon Won (Corea del Sud)
Jie Yuan (Cina)

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11 Agosto 2009

Risvegliati, Italia!


Sono Italiana

ho imparato da bambina
ad amare la luce
dei nostri paesaggi
e le madonne
dei nostri quadri
i colori delle colline in primavera
e la trasparenza del mare

tanta inutile bellezza
nella luce del mio paese
svilita
dai riflettori violenti
accesi sull’arroganza.

Sono Italiana
ho imparato a parlare
sulle arie di Puccini
a leggere
sulle poesie di Leopardi
a guardare nell’ombra delle pietre antiche
a respirare nel profumo del nostro mare.

Ora il mio paese
non mi appartiene più
sporcato
involgarito
offeso dall’ignoranza

lo guardo sprofondare
impotente
con i miei occhi
da bambina invecchiata.

Ora capisco davvero
il grido di dolore
dei patrioti
del nostro Risorgimento
e senza retorica
oso pronunciare
le antiche parole
“Risvegliati, Italia!”

I.A.

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30 Luglio 2009

Continuano le proteste per i tagli al FUS: blocco della presentazione della Mostra del Cinema di Venezia

Proteste contro i tagli al FUS a RomaSergio Castellitto e Carlo Verdone sono stati tra i protagonisti della protesta che ha bloccato per oltre 20 minuti la presentazione - questa mattina a Roma - della 66esima mostra del cinema di Venezia, per chiedere solidarietà ai giornalisti e agli operatori anche stranieri per la protesta contro i tagli al Fus. Protesta che non si è fermata nonostante ieri il premier Silvio Berlusconi abbia annunciato (vedi il nostro articolo, http://lnx.classicaviva.com/wp/2009/07/29/fus-lelemosina-di-berlusconi-le-reazioni/) un reintegro di 60 milioni di Euro.

Ecco il link ad un video della manifestazione molto eloquente: http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=5560

Da Carlo Verdone a Luca Barbareschi, da Laura Morante e Sabrina Ferilli a Citto Maselli, da Mimmo Calopresti a Cristina Comencini, da Claudio Santamaria a Pierfrancesco Savino a Valerio Mastrandea. Sono alcuni dei tantissimi volti noti del mondo del cinema che sono arrivati davanti all’Hotel Escelsior di Roma già un’ora prima dell’inizio della presentazione ufficiale del cartellone della mostra del Cinema di Venezia, per manifestare pacificamente contro i tagli al Fus.

Registi, attori, produttori hanno distribuito all’ingresso dei volantini con l’appello “In difesa dei diritti del pubblico” e contro i tagli al Fus e “agli apocalittici ritardi di quelle riforme di sistema che attendiamo da decenni”.

La presenza dei massimi esponenti del cinema italiano ha convinto anche il direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, ad uscire dell’Excelsior per incontrare i manifestanti, che hanno gia’ annunciato altre iniziative di protesta anche al Lido, per poter sfruttare la vetrina internazionale della mostra.

Accanto a Castellitto e Verdone, tra gli altri, lo sceneggiatore Andrea Purgatori, Ugo Gregoretti e Citto Maselli in rappresentanza di tutti gli altri.

Sergio Castellitto ha letto un comunicato comprensivo dei numeri riferiti ai fondi pubblici sul cinema in Europa, mentre Carlo Verdone ha preso la parola per un appello contro la chiusura delle sale cinematografiche. “Attenzione - ha dichiarato il regista -, rischiamo di perdere oltre 300 sale, e con loro un pubblico medio urbano”.

L’attore Stefano Accorsi, uno dei tanti personaggi noti che hanno scelto di dare visibilità alla contestazione con la propria presenza,  ha dichiarato: “Noi non boicottiamo la Mostra del cinema, ma la useremo come vetrina per la protesta contro i tagli al fondo unico per lo spettacolo. La situazione in Italia è drammatica, bisogna far capire al governo che lo spettacolo è un industria come le altre e va sostenuta”.

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