12 Settembre 2009

Mostra di Venezia, Brunetta, Fus… gli attacchi al mondo del cinema

Il Ministro Brunetta a VeneziaNei mesi scorsi abbiamo avuto molte volte modo di parlare dei famigerati tagli al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), operati dal governo, e delle relative e vibranti proteste da parte degli operatori del mondo dello spettacolo.

Alla Mostra del Cinema di Venezia, che è in corso di svolgimento, si sono rinnovate dichiarazioni e prese di posizione molto nette di tutta la gente del cinema contro questi tagli.

Ed ecco che ci ha pensato il Ministro Brunetta a gettare olio sul fuoco: a poche ore dalla fine della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, il Mini­stro della Pubblica amministra­zione e dell’Innovazione - ieri,  nel suo inter­vento alla scuola di formazione del Pdl a Gubbio - ha dato dei “saggi” consigli al suo collega San­dro Bondi, responsabile dei Be­ni culturali, presente in sala.

Ecco i video integrali del suo intervento (quello con i passaggi di cui parliamo qui è il secondo - i video li ho trovati su YouTube, i commenti non sono miei, ma di chi li ha pubblicati, se li visualizzate direttamente con Youtube potete leggere tutto), seguito dal riassunto di  alcune sue testuali dichiarazioni, nelle quali ha sparato ad alzo zero contro il cinema italiano. I tagli al Fondo Unico dello Spettacolo, per lui, sono giusti.

Esiste in Italia un culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Pae­se, ed è quello che si vede in que­sti giorni alla Mostra del Cine­ma di Venezia.

Bene fai Sandro a chiudere quel rubinetto del Fus”.
Il Ministro ha proseguito parlando diregisti che hanno ricevuto 30/40 milioni di euro di finanziamenti incassando in tutta la loro vita 3-4 mila euro. Questi stessi autori nobili, con l’aria sofferente, ti spiegano che questa Italia fa schifo…Solo che loro non hanno mai lavorato per avere un’Italia migliore”.

E’ toccato poi aiparassiti dei teatri lirici: i finti cantanti, scenografi che non si sono mai confrontati con il mercato, tan­to Pantalone pagava. A lavora­re…”.

E ancora: “Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro“. (!)

E infine:Questo è un pezzo di Italia molto rappresen­tata, molto ‘placida’ e questa Italia è leggermente schifosa.”

La scelta dell’aggettivo “placida“‘ non era evidentemente affatto casuale dopo che Michele Placido, a Venezia con il suo film sul ‘68, Il grande sogno, si è reso protagonista di una polemica che dalla casa di produzione Medusa si era este­sa a Berlusconi (aveva dichiarato di non averlo mai votato, anche se aveva prodotto il suo film con la Casa Medusa, di proprietà, per l’appunto, del nostro Presidente del Consiglio). Il riferimento di Brunetta era ovviamente diretto a Michele Placido e Citto Maselli, che hanno toccato con i loro film “temi” che ovviamente non sono fra i più graditi a chi governa l’Italia.

A sottolineare la trasformazione del Ministro Brunetta, in peggio, in un facsimile del suo Presidente del Consiglio,  ci ha pensato l’ex Presidente di RAI Cinema, Giuliano Montaldo, secondo il quale l’idea di spettacolo dell’esponente politico sarebbe coincidente con la presenza, a Venezia, di Noemi Letizia.

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5 Marzo 2009

Povero Puccini… gli hanno tolto la sua musica!

Alessio Boni interpreta Giacomo PucciniScusate, ma non resisto alla tentazione di commentare lo sceneggiato RAI andato in onda nei giorni scorsi, dedicato alla vita di Giacomo Puccini.

Errori e luoghi comuni: la fiction su Puccini fa infuriare i melomani” - titola un articolo del Corriere della Sera.

Va beh, si sapeva, era uno sceneggiato nazional popolare. Ma ben venga, se può avvicinare la gente alla figura di Puccini. E alla sua musica… già, la sua musica! Ma dov’era la sua musica, diamine? Confinata a poche, troppo poche scene (ineliminabili, ovviamente), sulla messa in scena di alcune sue opere… e a qualche passaggio al pianoforte, per mostrarne il travaglio creativo. E poi, orrore, a fastidioso commento di tutto lo sceneggiato,  musiche non sue, di tal Padre Frisina, che, poveraccio, ha anche tentato di fare del suo meglio, ma gli era stata affidata, davvero, una “mission impossible”!

Un compito da fare tremare le vene nei polsi: mostrare Puccini che cerca la sua Turandot, con altro commento musicale! Ma che cosa è venuto in mente agli sceneggiatori? La lezione di Visconti, ahimè, è lontana, troppo lontana.

Non è che siamo melomani incontentabili. E’ che quando si parla di musica, e della vita di un genio che compone musica (e che musica…), proprio non si può, e non è davvero immaginabile, inserire il commento musicale di un altro autore. Neanche se questo autore, to’, si chiamasse Schubert, o Beethoven. E’ proprio che - direbbe Di Pietro - che c’azzecca?

Tu vedi Puccini camminare malato per strada, arrovellarsi disperato perché non trova la musica per la sua Turandot e sa che sta per morire… e gli metti in sottofondo la musica di Frisina? Che, oltretutto, cerca di adattarsi al personaggio che deve commentare, orecchiandone e scopiazzandone spunti musicali e clima armonico? Bah.  Mi piacerebbe moltissimo chiedere ai geni che hanno fatto questa pensata cosa avevano in mente, e perché hanno fatto questa scelta. Secondo loro, quando un musicista sta componendo un’opera, e ne è ossessionato, va in giro a pensare compulsivamente il tema di un altro compositore?

Misteri RAI. Certo si è persa una magnifica occasione di ascoltare più musica di Puccini. E anche di evitare alcuni errori storici (come la falsa storia con Doria), che da poco è stata completamente rivista e corretta dal regista Paolo Benvenuti (ricordate i nostri post sul suo bel film “La fanciulla del lago?”). Benvenuti parla apertamente e duramente di “ignoranza e disprezzo del pubblico”.

E poi, poveri Illica e Giacosa, ridotti a macchiette. Per non parlare di Toscanini, che sembrava imbalsamato. Una roba da museo delle cere…

Unica nota positiva: a me il protagonista è piaciuto: Alessio Boni ha dato verità al suo personaggio, spessore umano, tenerezza, passione e slancio. Pur ingabbiato in una sceneggiatura infarcita di luoghi comuni e flash back (aiuto, non ne possiamo più dei flash back!)  questo attore bello, affascinante e davvero bravissimo è riuscito a commuovere, a essere ironico, irresistibilmente simpatico e seduttivo, a incarnarsi quasi nel grande Giacomo, al quale è riuscito anche a somigliare molto, e a far quasi dimenticare, a tratti, tutto il resto. Persino la musica di Frisina… E scusate se è poco. Bravo. Ricorderemo, almeno, il suo eroico tentativo di salvare lo sceneggiato.

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25 Febbraio 2009

Infuriano le polemiche sull’articolo di Baricco: ecco il dibattito a Repubblica TV

Alessandro Baricco, molto amato in questo momento...Cari amici, dopo l’articolo di ieri di Alessandro Baricco su “La Repubblica”, erano inevitabili strascichi e polemiche. Le dichiarazioni di Baricco sono piombate come una bomba sul già allarmatissimo mondo dello spettacolo, già messo a dura prova dai tagli al FUS e dalla clamorosa discesa in campo dell’AGIS (vedi nostro post precedente).

Ne abbiamo parlato ieri diffusamente anche ieri a Radio Classica, nella trasmissione “Ultimo Grido” delle 16, condotta da Luca Ciammarughi, della quale sono ospite fissa ogni martedì.

Citiamo, per tutti, solo alcuni commentiLuca Barbareschi, attore e deputato del PDL: “Ma proprio Baricco che ha fatto teatro a botte di sovvenzioni? Il sistema dello spettacolo in Italia non va rotto come dice lui, va risistemato come in Francia, Germania, Inghilterra, ora perfino America: l’intervento dello Stato ci vuole. Chi deve andar via è la politica che ha egemonizzato poltrone, denari, tutto”. E incalza il premio Nobel Dario Fo: ”Ci vogliono regole trasparenti”, dice Fo, “per rispetto anche del pubblico. Ma sul finanziamento non si discute: anzi in Italia la percentuale del Pil alla cultura è dieci volte inferiore alla media europea”. La proposta di Baricco di finanziare la tv è la più spinosa da digerire. E il musicista premiato con l’Oscar, Nicola Piovani: “Una sciocchezza così non l’avevo mai sentita. A Roma si dice “Levateje er vino“”.

Ma, per saperne di più ed entrare davvero nel vivo del dibattito, ecco, per voi, il video che abbiamo registrato dalla diretta della bellissima trasmissione di Repubblica TV, un vero esempio di TV intelligente, di informazione puntuale e sempre attualissima, un dibattito ben condotto e moderato dai bravissimi Paolo Garimberti e Edoardo Buffoni. Questa è la vera TV, questo è il futuro dell’informazione: grazie, Repubblica!

Riportiamo il video per chi non avesse potuto seguire la diretta, andata in onda al mattino, in pieno orario lavorativo. Trovate comunque tutti i video di Repubblica nel sito http://tv.repubblica.it . Sono intervenuti in studio a Roma Vincenzo Cerami, e in studio a Milano Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano. In collegamento telefonico Francesco Ernani, Sovrintendente teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, di “Ad fondazione musica per Roma”, oltre a Ottavia Piccolo, attrice di teatro, e a Elio De Capitani, attore.

 
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20 Febbraio 2009

Rieccomi, finalmente… Grazie a tutti voi

ClassicaVivaCari amici del blog,

avrete sicuramente notato la mia misteriosa scomparsa… da quasi due mesi! Inaudito, e per di più, senza spiegazioni. Imperdonabile, lo so. Bene, eccomi tuttavia ricomparire e riprendere le pubblicazioni sul blog, spero, d’ora in poi, con la precedente consueta quotidianità.

Ho finalmente trovato il coraggio di rompere il silenzio, di chiedervi scusa per la mia assenza e di ricominciare.

Cosa mi è accaduto, dunque? Beh… crisi di stanchezza. Overworking. Troppe cose da fare, cui stare dietro. Rottura dell’hard disk del mio computer di produzione (ma non avevi il back up….?) Certo che ce l’avevo, ma avete idea di cosa voglia dire ripristinare un sistema complesso come il mio? Di quante centinaia di programmi da reinstallare, password da ritrovare, configurazioni, siti da riattivare stiamo parlando? Per non parlare di almeno 250 GB di dati (musica esclusa…) Lasciamo stare… Ho atteso per un mese un miracolo informatico che non si è poi verificato, ossia la rinascita del mio hard disk per mezzo di un trapianto di testine, da un hard disk identico, che ho dovuto ordinare addirittura negli Stati Uniti… ma, quando finalmente è arrivato, purtroppo si è rivelato un tentativo inutile. Così, pazienza, al lavoro, ripristino manuale di tutto il sistema… e morale nei tacchi.

Sì, è vero, avevo perso il coraggio, la spinta.  La sensazione era quella di lottare contro i mulini a vento, di scalare una montagna impervia dopo l’altra per ritrovarne sempre, ogni volta, un’altra davanti, ancora più alta, da scalare.

Da qui, un fermo, uno stop. Un ripensare, ripensarmi, per poter ripartire. Poi mi sono detta che non si ha il diritto di fermarsi e di arrendersi, mai. Il post precedente, sul Presidente Obama, parlava proprio di questo. Se credi davvero in qualcosa, anche se sembra impossibile, devi continuare a crederci, lottare per questo, sempre e comunque. Se non si era arreso lui, con tutti gli handicap di partenza che ha dovuto superare, perché mi arrendevo io?

Così ho attinto al pozzo del coraggio e ho ritrovato la forza di andare avanti, il gusto, l’aroma e il piacere del mio lavoro, il coraggio di scusarmi con voi per il mio lungo silenzio e di riprendere le pubblicazioni sul blog. So che mi capirete, e, spero, perdonerete. Nel frattempo, sono stati i lettori ad animare (eccome!) il blog, con bellissimi interventi. Giusto e bello, questo spazio è soprattutto vostro, è per voi che scrivo. Grazie. Davvero, grazie a tutti voi per la pazienza e per la collaborazione, l’intelligenza e la voglia di comunicare che avete espresso.

Quindi è per voi che continuo… ben ritrovati, cari lettori. Coraggio a tutti noi, e buona musica a tutti…

Ines

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24 Dicembre 2008

Il successo di Allevi mi offende, dice Uto Ughi

Il Maestro Uto UghiCari amici, scusate se turbo un poco l’atmosfera natalizia piena di amicizia e di amorevoli dichiarazioni di intenti. Ma proprio oggi, sul quotidiano “La stampa” è stata pubblicata una intervista al Maestro Uto Ughi, che è stato particolarmente duro nei confronti del “fenomeno Allevi“, dopo avere ascoltato il concerto da tenuto da questo pianista-compositore nell’Aula del Senato lo scorso 21 dicembre, nel corso del quale ha eseguito proprie musiche, suonando e dirigendo anche un’orchestra sinfonica.

Si parla molto di Giovanni Allevi tra i musicisti. C’è chi è pro, chi è contro, chi lo osanna e chi lo detesta.  Di sicuro questo pianista arrivato al grande successo alla soglia dei quarant’anni non lascia indifferenti.

Ma, a cantarle così chiare e secche, finora, non si era azzardato ancora nessuno, nell’ambiente della Classica.
Ecco, ci ha pensato ora il grande violinista Uto Ughi, che, come è noto, non ha peli sulla lingua e dice sempre quello che pensa.

il Maestro Giovanni AlleviIn questo caso se la prende soprattutto con il sopravvalutato fenomeno mediatico, con la moda che porta molti a osannare Allevi, forse per timore di cantar fuori dal coro e di non essere in scia con la moda del momento. Perché proprio e soprattutto di moda si tratta, dopo tutto.

Ma leggiamo direttamente qualche frase ripresa dall’articolo di Sandro Cappelletto su “La Stampa”, che potete trovare a questo link. Sono giudizi davvero molto duri, che riportiamo per dovere di cronaca, ma che indubbiamente in alcuni aspetti, i più eclatanti, sono sicuramente condivisibili. Soprattutto quando Ughi parla della frase di Allevi «La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l’Islam sta avendo sulla civiltà occidentale?». Ecco, davvero, che nessuno si beva queste sciocchezze, per carità. Comunque, commentate, cari lettori. Parliamone. Con equilibrio e calma, ma parliamone. Non fa certo male alla musica approfondire questi discorsi. Siete d’accordo con Ughi?

«Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista.»

Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato - «fino alla fine, incredulo» - dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».

Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole? «Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è “anche” un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».

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1 Novembre 2008

E’ Halloween… Dai, Maria Star Gel, facciamoci due risate…

Halloween...Sdrammatizziamo un po’? Beh, è la notte di Hallowen, e mi sento in vena di scherzetti… anche di dolcetti, se è per questo.buon Halloween...

Mi sono già pappata mezzo barattolo di nutella…

Ci facciamo due risate? Guardatevi ’sto video con Carolina Guzzanti, dal programma di Serena Dandini su Rai 3 andato in onda ieri sera.

Irresistibile… quasi quasi, Maria Star Gel dei miracoli ci diventa simpatica. Ma cosa l’hanno costretta a fare? (Oltre al miracolo assoluto di avere messo d’accordo in quattro e quattr’otto, per la prima volta nella storia patria, genitori, mamme italiane (!), figli, studenti,  professori, disoccupati, precari, bidelli e docenti universitari, si capisce)

 
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22 Settembre 2008

Ancora su Alitalia… il punto di vista di un musicista

Il violinista Domenico NordioRiporto qui integralmente un bell’intervento del famoso violinista italiano Domenico Nordio, che, oltre a fare il concertista di successo, tiene anche un bel blog…

E’ importante questo punto di vista di un musicista, è importante per non perdere le prospettive di quanto sta accadendo in Italia. Perché, ci dice Nordio, “MI DEVO VERGOGNARE SE A ME DI ALITALIA NON INTERESSA UN FICO SECCO”?

Perché, in effetti, la vita dei musicisti, che non hanno ALCUNA GARANZIA DI LAVORO E DI GUADAGNO, interessa forse a qualcuno?

di domenico (20/09/2008 - 08:24)

Spiegatemi un attimo ‘ché non ho capito.

Dunque.

In questi giorni tutti sembrano preoccupati delle sorti di Alitalia, tutti sembrano preoccupati dei lavoratori Alitalia che rischiano la disoccupazione e tutti sembrano preoccupati del danno di immagine se l’Alitalia fallisse: mi chiedo se mi devo vergognare se invece a me di quello che sta succedendo in Alitalia non interessa un fico secco.

Non so bene perché la nostra beneamata “compagnia di bandiera” sia arrivata al punto disastroso in cui è, ma alcune cosette le conosciamo tutti e non è che siano cosette di cui la beneamata “compagnia di bandiera” e chi ci lavora dentro debbano andare fieri. Aldilà dei disastri manageriali (che purtroppo sono comuni a molti altri Enti), è vero o no che le retribuzioni dei lavoratori in Alitalia sono molto più alte della media, non solo dei lavoratori dipendenti in Italia, ma anche dei colleghi di pari grado delle altre compagnie aeree? E’ vero o no che in Alitalia ci sono sigle sindacali che ricevono finanziamenti senza avere alcuna rappresentatività? E’ vero o no che i tutti i piloti Alitalia -tutti- hanno una marea di ore lautamente retribuite durante le quali non fanno un tubo perché sono in permesso sindacale? E’ vero o no che se viene assunto un pilota in Alitalia, foss’anche il più grande pilota dell’universo, questi è costretto a fare tutta la gavetta guidando all’inizio solo gli aerei più vecchi e che necessitano di maggiori attenzioni (probabilmente perché lì dentro il “nonnismo” aziendale ha come regola di base il “più sono potente e meno lavoro”)?

Avanti.

E’ vero o no che se un addetto Alitalia venisse licenziato avrebbe diritto all’assegno di disoccupazione di ben sette anni, a fronte di una media di alcuni mesi di un qualsivoglia altro poveraccio? E’ vero o no che poco tempo fa c’è stata la rivolta degli assistenti di volo perché l’azienda aveva deciso, per risparmiare qualche soldo e per ottimizzare le risorse, di ridurre di una sola unità la sovrabbondante dotazione di addetti pro-aereo che è la più alta del mondo?

E ancora.

E’ vero o no che molti degli aerei Alitalia consumano una marea di carburante perché sono troppo vecchi ed è vero o no che nessuno ci ha mai detto che alcuni aerei sono messi così male da non volare neanche più neanche in Africa (vedi gli Md80)? E’ vero o no che l’azienda Alitalia ha deciso di “tagliare” l’aeroporto di Malpensa, privilegiando Fiumicino e disinteressandosi così dell’area del Paese che probabilmente utilizza di più gli aerei perché più è la più produttiva? E infine, trionfo della retorica: è vero o no che le tariffe Alitalia sono talmente care da essere completamente fuori mercato ed è vero o no che sono così care perché devono compensare tutti gli enormi sprechi di danaro che ci sono lì dentro, anche relativi alla gestione delle risorse “umane”?

Spiegatemi un attimo ‘ché non ho capito.

Io, povero violinista, se non lavoro non guadagno un soldo, se non lavoro bene non lavoro più, non ho ore retribuite in servizio sindacale, non ho nemmeno un sindacato che possa tutelare i miei “interessi” (ma in questo caso forse è meglio così), non ho le ferie retribuite, pago una valanga di tasse e pago i commercialisti che mi preparano i moduli per gli innumerevoli versamenti allo Stato, pago addirittura i managers che gestiscono la mia attività (non sarò Alitalia, ma anche io nel mio piccolo ho chi si occupa di me e che veste in giacca e cravatta…), non ho uno straccio di indennità di disoccupazione e mi tocca pagarmi la manutenzione ordinaria e straordinaria dei miei strumenti di lavoro senza che ci sia alcun “Aiuto di Stato”.

C’è qualche dubbio che se un giorno io, povero violinista, mi dovessi spaccare una mano né Berlusconi, né Veltroni, né Epifani and “beautiful company” si interesserebbero non dico tanto di aiutarmi economicamente, ma anche solo di manifestarmi una vaga solidarietà? E c’è qualche dubbio che sarei internato di corsa in una casa di igiene mentale se io, povero violinista, mi mettessi a festeggiare in modo plateale il fallimento della trattativa con l’unica Stagione di Concerti pronta a scritturarmi?

Allora help me, please: mi devo davvero vergognare se a me di quello che sta succedendo in Alitalia non interessa un fico secco?

Domenico Nordio

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20 Settembre 2008

I lavoratori dell’Alitalia, e i lavoratori della scuola… un intervento del Prof. Antonio Calosci

Beh, piange sempre il cuore a vedere che dei lavoratori, pur se privilegiati per molti versi, possano perdere il loro lavoro. Ma a me, scusate se potrò sembrare cinico, piange per altri motivi. Quanti sono il lavoratori Alitalia a rischio perdita di lavoro se l’Alitalia viene dichiarata fallita? 20 mila? Mi pare sia questa la cifra in ballo.
Mi pare di aver sentito anche che molti di questi sarebbero precari.

20 mila sono una bella cifra e tutti i giornali ne parlano. Ne parlano anche  TG, le radio… è diventato l’argomento più gettonato persino nei bar dello sport!!! Ed è giusto! 20 mila persone sul lastrico sono pur sempre un dramma.

Stiamo parlando di una Italia di serie “A”.

Ma esiste anche una Italia di serie “B”, forse “C”, o probabilmente ancor più bassa. Di chi parlo? Parlo dei lavoratori della SCUOLA (scuola, non AFAM). Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad un vero massacro di posti, suddivisi tra cattedre e posti di ATA.

  • Berlinguer: meno 65 mila posti
  • Moratti: meno 40 mila
  • Fioroni: non saprei
  • Gelmini: per ora ha paventato meno 85 mila (con la benedizione di Berlinguer, che avrebbe asserito “non sono i numeri a fare la qualità della scuola”).

Se sommiamo il tutto abbiamo alla fine del giro 190 mila posti in meno…. Volatilizzati nel nulla!!! Ma, ma, ma… qualcuno di voi ha sentito giornali, TG, radiogiornali interessati a questo dramma?

Io non ho sentito nulla! Eppure le cifre 190 mila contro 20 mila dovrebbero far urlare allo scandalo, e invece tutto è silente!!! E i professori non hanno tutti i privilegi dei Piloti e neppure gli stipendi!!!

Povera SCUOLA, che muore nel silenzio e nell’indifferenza totale!!!

Prof. Antonio Calosci
(Professore ordinario di Violino presso il Conservatorio “Rossini” di Pesaro)

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25 Agosto 2008

In Mostra a Venezia il film La fanciulla del lago

Forse molti di voi ricorderanno i miei post in merito al film “La fanciulla del lago“, su un episodio della vita di Giacomo Puccini, a cura del regista Paolo Benvenuti. Ecco ora una bella  notizia… Il film è riuscito a superare le difficoltà iniziali, ed è stato realizzato!

Verrà anche ufficialmente presentato, fuori concorso, alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia, il giorno 29 agosto, nel pomeriggio, nella sala grande. Ecco il link al programma del Festival: http://www.cinemaitaliano.info/concorso.php?id=00002&vista=2008&sub=programma. E, qui, la scheda ufficiale del film .

Riportiamo il testo estratto dalle note di regia di Paolo Benvenuti e Paola Baroni:

Giacomo Puccini (1858-1924) è considerato uno dei più grandi maestri della musica di tutti i tempi. Attraverso le sue composizioni, egli ha saputo comunicare la complessità dei fermenti artistici e culturali che hanno segnato il passaggio dal XIX al XX secolo. Ed è in un angolo toscano di straordinaria bellezza naturale, un lembo di terra tra le acque lacustri e quelle marine, Torre del Lago, che il cinema ha potuto ricostruire l’incanto e il mistero della creazione musicale pucciniana, con l’intento di fare luce su uno degli episodi più oscuri della biografia del Maestro: il dramma di Doria Manfredi, la sua giovane cameriera morta suicida nel gennaio del 1909.
Il film ha una sua particolarità: non vi sono dialoghi. Le uniche voci del film leggono, fuori campo, lettere che i personaggi della vicenda si scrivono durante l’evolversi del dramma.
La scelta del “muto” nella costruzione drammaturgica del racconto, nasce da motivi di carattere etico ed estetico. Ci è sembrato che la scelta del “muto” fosse l’unico procedimento espressivo per raggiungere quel “cinema puro”, in grado di esprimere concetti ed emozioni attraverso il solo fluire di immagini e suoni. Un film costruito sul dialogo continuo e aperto tra il divenire dell’espressione cinematografica e quella musicale, fino al fondersi dei due linguaggi.

Paola Baroni e Paolo Benvenuti

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31 Luglio 2008

Podcast con Ines Angelino: Francesco Paolo Tosti a Radio Classica, cantato da Peter Buchi

Il tenore Peter BuchiE rieccomi con l’ultima trasmissione prima delle vacanze di “Ultimo grido” su Radio Classica.

Vi propongo qui il podcast integrale della trasmissione.
Stavolta, con il bravo Luca Ciammarughi, conduttore della trasmissione, abbiamo parlato di Francesco Paolo Tosti, il compositore italiano molto famoso tra la fine dell’800 ed i primi anni del ‘900, molto apprezzato per le sue romanze. Abbiamo fatto ascoltare diversi bellissimi pezzi che abbiamo appena pubblicato sul nostro catalogo, cantati dal tenore americano Peter Buchi, accompagnato dal pianista italiano Mario Parrella.

Abbiamo anche, ovviamente, diffusamente parlato di Francesco Paolo Tosti, e dei poeti che mise in musica, tra i quali grandi nomi come Gabriele D’Annunzio, Rocco Pagliara, Salvatore Di Giacomo

La qualità del podcast che qui vi offriamo, come di consueto,  è quella di un MP3 a 64 Kb, compresso per esigenze radiofoniche. Per apprezzare la raffinata qualità originale, potete trovare queste ed altre tracce sul nostro catalogo on-line a questo link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=tosti&x=0&y=0.  Traccia per traccia, vi troverete anche una esauriente e completa documentazione musicale.

 

 
icon for podpress  Podcast di ClassicaViva a Radio Classica del 30/07/2008 [64:37m]: Play Now | Play in Popup | Download

Nel podcast potete quindi ascoltare i seguenti celeberrimi brani:

  • “L’alba separa dalla luce l’ombra”
  • “L’ultima canzone”
  • “Luna d’estate”
  • “Malia”
  • “Marechiare”
  • ”A vucchella”
  • “Aprile”
  • “La chanson de l’adieu”
  • “Good-bye!”
  • “Ideale”
  •  ”Ridonami la calma”
  • “Sogno”

Ma non è finita qui: nella trasmissione abbiamo anche parlato del Concerto di Kummer “ritrovato”, e da noi  appena pubblicato, di cui abbiamo scritto nei precedenti articoli. Ne trovate un esauriente racconto a partire dal 49 minuto del podcast. 

Non ci resta che auguravi, come sempre, buon ascolto… e buona musica a tutti!

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