7 Dicembre 2009

Prima della Scala… tutte le notizie e i link, e godiamoci almeno il video della bella trasmissione di Che tempo che fa

Anita Rachvelishvili, protagonista di Carmen, in scena il 7 dicembre 2009 per la prima della Scala a MilanoE’ Sant’Ambrogio… tempo di inaugurazione del Teatro alla ScalaStasera va in scena la “Carmen” di George Bizet.

Le cose da dire sarebbero migliaia… e sono già state scritte su Internet in molti siti… Allora penso di far cosa gradita ai miei lettori con questo post “aggregatore”, e vi linko e vi “embeddo” alcuni begli articoli e video.

Il primo: l’Orchestra del Teatro osserverà un minuto di silenzio per ricordare la crisi che attraversa il paese e - soprattutto - quella che vivono i lavoratori dello spettacolo: http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-minuto-di-silenzio-per-la-crisialla-prima-della-Carmen-alla-Scala/1797966.

Poi: la contestazione. Fuori dal teatro, come da consuetudine, ci saranno i lavoratori dello spettacolo, a portare la propria protesta; una delegazione della Cub, nei giorni scorsi, aveva chiesto di poter leggere un comunicato prima dell’inizio della prima, ma non ha ottenuto il consenso del teatro.

Ancora: i protagonisti. Non possiamo dimenticare di citare la protagonista, l’esordiente Anita Rachvelishvili, scelta direttamente dal Maestro Barenboim dall’Accademia della Scala (in bocca al lupo!). E un bell’articolo di Natalia Aspesi sulla regista, Emma Dante: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/24/la-donna-della-carmen-che-sfida-la.html

Per lo spettacolo vero e proprio, ecco tutte le notizie video dal sito di Repubblica Tv: http://tv.repubblica.it/copertina/scala:-appassionata-carmen/39946?video

E tutte le info originali sull’opera, cast, libretto, ecc. direttamente dal sito del Teatro: http://www.teatroallascala.org/it/stagioni/2009_2010/opera-e-balletto/Carmen.html

Lo spettacolo, diretto da Daniel Barenboim, verrà proposto in diretta televisiva in Europa (Francia, Germania, Belgio) e sarà proiettato anche nelle sale cinematografiche digitali di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Spagna, Canada e Australia.

In Italia la diretta della prima andrà via satellite su SKY (Canale Classica) e verrà proiettata anche in diversi cinema e Teatri su tutto il territorio nazionale.

Radio Classica su InternetBella e lunga diretta anche su RadioClassica, in compagnia del bravo Luca Ciammarughi: la potete seguire in diretta Internet da qui: http://www.radioclassica.fm/radio-classica.asx

Per finire, vi “embeddo” direttamente il link del video della bellissima puntata di “Che tempo che fa” realizzata il 3 dicembre su RAI 3 da Fabio Fazio. Uno splendido esempio di grande televisione, quella che vorremmo avere sempre.Ma resta, putroppo, rarissima. Peccato, infatti,  non avere stasera anche la diretta televisiva (ci sarà su Sky, invece, come dicevo). RAI, ma perché non fai il tuo lavoro e non ci dai anche la nostra grande cultura in diretta?

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11 Novembre 2009

Importante concerto del pianista Stefano Ligoratti, a Milano, per la Società dei Concerti

Stefano Ligoratti suona a Milano in Sala Verdi per la Società dei ConcertiOggi, 11 novembre 2009,  a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, alle ore 21, si terrà uno splendido concerto del pianista Stefano Ligoratti, per la serie “Concerti per Amore”, organizzata dalla Società dei Concerti.

biglietti a € 20 - concerto in abbonamento
link: http://www.soconcerti.it/cpa.htm

Il Maestro Stefano Ligoratti, che è anche il Direttore artistico di ClassicaViva, eseguirà questo magnifico programma, tutto imperniato intorno al nome e alla musica di Bach:

J. S. Bach - Fantasia cromatica e Fuga BWV 903
F. Liszt
- Fantasia e fuga sul nome B-A-C-H, S. 529
F. Busoni - Fantasia nach J. S.Bach, KiV 253
Bach-Busoni
- “Ciaccona” dalla Partita II BWV 1004
L. van Beethoven -
Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”

Riteniamo che il miglior commento al programma di questo concerto sia l’estratto da una intervista - pubblicata su una pubblicazione riservata agli abbonati  - a cura del Direttore Artistico della Società dei Concerti, la pianista Enrica Ciccarelli:

“Il prossimo 11 novembre suonerai in Sala Verdi nell’ambito dei Concerti per Amore. Parlaci nel dettaglio del programma che hai scelto.

Il mio è in realtà un programma squisitamente “busoniano”, non soltanto per la presenza di due brani di questo magnifico compositore e pianista italiano, ma anche perché rispecchia in pieno l’estetica musicale di Ferruccio Busoni, che possiamo riassumere in questa sua celebre frase: “Bach è la base per suonare il pianoforte, Liszt il vertice. Entrambi rendono possibile Beethoven“.

Il programma è incardinato intorno al nome e alla musica di J. S. Bach. Parte dalla sua “Fantasia cromatica e Fuga“, per svilupparsi in altre fantasie ispirate al grande compositore, come la “Fantasia e Fuga sul nome di BACH” di F. Liszt, La “Fantasia nach J. S. Bach“, di Ferruccio Busoni, culminando nella celeberrima trascrizione busoniana della “Ciaccona” di Bach, dalla Partita II BWV 1004. Il programma comprende anche la Sonata “Appassionata“, di Ludwig Van Beethoven, che, sorprendentemente, può essere anch’essa collegata con Bach per il secondo movimento, che sembra un corale con variazioni, e il suo ultimo tempo, con spunti di tipo polifonico a canone.

E’ un programma pianistico, ma è indubbiamente ispirato dalla mia conoscenza del repertorio clavicembalistico, organistico e quindi barocco (la Fantasia di Liszt, ad esempio, è la trascrizione originale dello stesso Liszt di una sua precedente omonima composizione per organo). Le forme presentate nel concerto, infatti, sono quelle tipiche del barocco: l’improvvisazione domina nella forma della Fantasia, la polifonia nella forma della Fuga, l’ostinato nella forma della Ciaccona, e la Sonata ha le sue radici proprio nel barocco. Continua a leggere cliccando qui: Importante concerto del pianista Stefano Ligoratti, a Milano, per la Società dei Concerti

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30 Luglio 2009

Continuano le proteste per i tagli al FUS: blocco della presentazione della Mostra del Cinema di Venezia

Proteste contro i tagli al FUS a RomaSergio Castellitto e Carlo Verdone sono stati tra i protagonisti della protesta che ha bloccato per oltre 20 minuti la presentazione - questa mattina a Roma - della 66esima mostra del cinema di Venezia, per chiedere solidarietà ai giornalisti e agli operatori anche stranieri per la protesta contro i tagli al Fus. Protesta che non si è fermata nonostante ieri il premier Silvio Berlusconi abbia annunciato (vedi il nostro articolo, http://lnx.classicaviva.com/wp/2009/07/29/fus-lelemosina-di-berlusconi-le-reazioni/) un reintegro di 60 milioni di Euro.

Ecco il link ad un video della manifestazione molto eloquente: http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=5560

Da Carlo Verdone a Luca Barbareschi, da Laura Morante e Sabrina Ferilli a Citto Maselli, da Mimmo Calopresti a Cristina Comencini, da Claudio Santamaria a Pierfrancesco Savino a Valerio Mastrandea. Sono alcuni dei tantissimi volti noti del mondo del cinema che sono arrivati davanti all’Hotel Escelsior di Roma già un’ora prima dell’inizio della presentazione ufficiale del cartellone della mostra del Cinema di Venezia, per manifestare pacificamente contro i tagli al Fus.

Registi, attori, produttori hanno distribuito all’ingresso dei volantini con l’appello “In difesa dei diritti del pubblico” e contro i tagli al Fus e “agli apocalittici ritardi di quelle riforme di sistema che attendiamo da decenni”.

La presenza dei massimi esponenti del cinema italiano ha convinto anche il direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, ad uscire dell’Excelsior per incontrare i manifestanti, che hanno gia’ annunciato altre iniziative di protesta anche al Lido, per poter sfruttare la vetrina internazionale della mostra.

Accanto a Castellitto e Verdone, tra gli altri, lo sceneggiatore Andrea Purgatori, Ugo Gregoretti e Citto Maselli in rappresentanza di tutti gli altri.

Sergio Castellitto ha letto un comunicato comprensivo dei numeri riferiti ai fondi pubblici sul cinema in Europa, mentre Carlo Verdone ha preso la parola per un appello contro la chiusura delle sale cinematografiche. “Attenzione - ha dichiarato il regista -, rischiamo di perdere oltre 300 sale, e con loro un pubblico medio urbano”.

L’attore Stefano Accorsi, uno dei tanti personaggi noti che hanno scelto di dare visibilità alla contestazione con la propria presenza,  ha dichiarato: “Noi non boicottiamo la Mostra del cinema, ma la useremo come vetrina per la protesta contro i tagli al fondo unico per lo spettacolo. La situazione in Italia è drammatica, bisogna far capire al governo che lo spettacolo è un industria come le altre e va sostenuta”.

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11 Giugno 2009

L’Ultima Sonata di Franz Schubert - spettacolo teatrale di ClassicaViva a Milano - 12 giugno 2009

L'ultima sonata di Franz Schubert

L’ultima Sonata

viaggio al centro della vita e della musica di Franz Peter Schubert

Annunciamo con piacere che ClassicaViva ha prodotto un nuovo spettacolo teatrale, davvero innovativo e piacevole (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!).

Si tratta di “L’Ultima sonata”, opera teatrale originale, ideata e scritta da Ines Angelino, Fondatore e Direttore di ClassicaViva, e dal pianista e musicologo Luca Ciammarughi.

Lo spettacolo debutterà, in prima assoluta, a Milano,

 il 12 giugno 2009, alle
ore 21,

presso il Teatro SpazioTeatro 89,

in Via Fratelli Zoia, 89

http://www.spazioteatro89.org/program.asp?idEvent=364

biglietti in vendita presso il Teatro

al prezzo eccezionale di € 3

è consigliabile prenotare, telefonando al 348 22 50241

Ecco un video promozionale per l’evento, in cui è possibile ascoltare una parte del primo tempo de “L’ultima Sonata” di Franz Schubert, nell’interpretazione del pianista Luca Ciammarughi
L’ultima Sonata

Viaggio al centro della vita e delle opere di Franz Schubert

L'Ultima Sonata, una pièce di Ines Angelino e Luca Ciammarughi

Personaggi e interpreti:

Franz Schubert: Luca Ciammarughi

Therese Grob: Silvia Spruzzola

Karoline Esztherházy: Monika Lukács

 Johann Michael Vogl: Mirko Guadagnini

Franz Von Schober: Stefano Ligoratti

Regia e commento iconografico:
Ines Angelino

L'ultima Sonata di Fraz Schubert

Il pianista Luca Ciammarughi interpreta Franz Schubert il tenore Mirko Guadagnini interpreta Johanno Michael Vogl il soprano Silvia Spruzzola
il soprano Monika Lukács intepreta Karoline Eszterházy Il pianista Stefano Ligoratti interpreta Franz Schober

Lo spettacolo nasce da un’idea di Ines Angelino, immediatamente condivisa con slancio dal pianista Luca Ciammarughi,
raffinato e profondo interprete schubertiano.

E’ un appassionato omaggio a Franz Schubert, che viene, per la prima volta, rievocato in una messa in scena per il palcoscenico, in alcuni passaggi della sua vita, e fatto rivivere nelle sue vicende biografiche e nella sua musica, che viene interpretata, dal vivo, dal protagonista, (il pianista Luca Ciammarughi), e dagli altri personaggi, che cantano e suonano per noi alcuni dei suoi più noti
Lieder.

La vicenda viene rappresentata come davvero dovette svolgersi: dal primo amore con il soprano Therese Grob, al rapporto con il suo grande amico Franz Von Schober, alle prime schubertiadi, che vengono riprodotte in scena, con iLieder di Johann Michael Vogl, alle lezioni di musica alla Contessina Karoline Eszterházy, altro grande amore infelice di Schubert, fino ad arrivare alla fine, con il famoso concerto del 1828,  la composizione delle ultime opere (tra cui l’ultima sonata, la D 960, che dà il titolo alla pièce)… fino al tragico epilogo finale.

Questo lavoro è frutto di un lungo, accurato e quasi maniacale studio filologico sulla vita e sulle opere di Schubert, che tende a rappresentare tutto con la massima fedeltà storica possibile, ma anche con profonda e meditata aderenza psicologica all’anima di questo grandissimo compositore, senza fermarsi all’agiografia o alle tesi preconcette (come quella, oggi molto di moda, della sua presunta omosessualità). Ma è anche un lavoro che vuole avvicinare il grande pubblico, i giovani, gli studenti, alla figura di Schubert, e quindi fare opera divulgativa.

Da qui, la scelta di presentare, tra i tanti capolavori pianistici e liederistici che si ascolteranno, anche brani musicali molto noti, come l’“Ave Maria”, o la Sinfonia “Incompiuta”.

Su tutto, domina il fascino della musica dal vivo, di bravissimi musicisti che diventano anche attori, di uno spettacolo che non è un concerto, ma una vera e propria rivisitazione musicale e musicologica, con l’incanto che solo una messinscena teatrale può dare.

Dal nostro network di appassionati melomani, lo dedichiamo con umile e incontenibile entusiasmo alla memoria del grandissimo Schubert, e a tutti gli amanti della musica.

*************

ClassicaViva offre questo spettacolo “chiavi in mano”, come propria consuetudine, ad un costo davvero assolutamente accessibile a qualunque Teatro o Comune, anche piccolo.

Esigenze tecniche:

- Spazio nudo praticabile (meglio se vero e proprio palcoscenico con sipario)
- 1 Pianoforte a mezza coda
- Normale impianto audio e luci
- Fondale bianco per la proiezione delle diapositive che fanno da scenografia

 L'Ultima Sonata di Franz Schubert  

Classicaviva

 

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4 Marzo 2009

Polemica Baricco: la posizione del Ministro Bondi, e in edicola le ultime dichiarazioni dello scrittore

Alessandro Baricco, come viene visto ora...Oggi è comparso su “La Repubblica” un altro articolo, a pagina intera, di Alessandro Baricco, che risponde ai suoi detrattori e argomenta lungamente, ritornando sul discorso che aveva aperto con il suo precedente intervento (che trovate qui) e sulle polemiche da esso scatenate (qui).

Purtroppo l’articolo non è ancora online, per cui ve ne riporterò io il succo in un post separato che pubblicherò in giornata. Nel frattempo, correte in edicola, mi raccomando… Repubblica deve pur sopravvivere, no? Mi sembra giusto che venda anche qualche copia!…

Intanto vi dico subito che ho letto, con piacevole sorpresa, in un articolo su “il Foglio” il Ministro Sandro Bondidel 25 febbraio, la risposta del Ministro Sandro Bondi, ossia proprio colui che ha davvero voce in capitolo per decidere su tutta la faccenda. Il Ministro dei Beni culturali esprime dunque un parere che a me sembra serio, e ben articolato: ecco il link al suo intervento sul sito del governo, che per vostra comodità però, vi riporto qui sotto integralmente (con evidenziazioni mie). Dico subito che in questo intervento ci sono molti spunti e molte idee che condivido: la mia opinione, però, la scriverò in un articolo apposito, altrimenti questo post diventerebbe un’enciclopedia, e questo non è nello spirito di un blog…  Occhio, comunque, a questa frase, che a mio parere è la più importante,  significativa e condivisibile di questo testo: “Ma il fatto è che il teatro di prosa, la lirica, la danza non consentono redditi da impresa.”

Da “IL FOGLIO” di mercoledì 25 febbraio 2009

Bondi difende la mobilia (teatrale) “Baricco dice: basta soldi di stato alla cultura? D`accordo, facciamo selezioni migliori ma senza cedere al profitto. Opera, musica e teatro sono inestimabili forme di mecenatismo ereditate dalle società di corte

Roma. Anche il ministro per i Beni culturali ieri ha letto il lungo articolo di Alessandro Baricco sulla Repubblica. E anche lui per un attimo è parso esultare alla ricetta del romanziere torinese: basta soldi pubblici alla cultura, foraggiamo piuttosto la televisione e la scuola, e invitiamo ì privati a rimboccarsi le maniche per lanciarsi nel mercato culturale. Ottima idea. Solo che. a seguirla in dettaglio, I”‘utopia” dì Baricco, diversamente da quanto lo stesso scrittore ritiene, continua a rimanere tutta nella sua testa, visto che non è facile, e neppure auspicabile, trasformarla in realtà. “Barícco critica la cultura di sinistra. E’ paradossale che debba essere io a difendere lo stato culturale. Ogni giorno da sinistra e da destra ricevo inviti che oscillano tra il sostenere la cultura in toto, e la tesi più fosca di privare la cultura di ogni sussidio”, avverte Sandro Bondi in una pausa dei vertice franco-italiano a Villa Madama, dove ha firmato un accordo per aprire anche il mercato italiano ai canali culturali di Arte, la tv franco-tedesca. “Chi è responsabile del patrimonio storico-artistico nazionale deve perseguire un punto di equilibrio, che consiste nel diminuire per gradi il contributo statale in quei settori dove dev’essere meno presente, come il cinema o l’arte contemporanea, e aumentare il contributo dei privati con defiscalizzazioni ad hoc”. Insomma, quand’anche Baricco avesse ragione, non si deve fare di tutt’erba un fascio.

Giustissimo “allargare il privilegio della crescita culturale”, tenendo conto dei nuovi circuiti di massa. Sacrosanto “difendere alcuni repertori che non avrebbero la forza di sopravvivere alla logica del profitto”. Legittimo aggiornare la formazione di “cittadini colti, informati, e con saldi punti di riferimento”.

Attenzione, però, a non confondere ogni cosa sotto la voce “cultura” come sembra fare Baricco quando propone di abbandonare al mercato settori delicatissimi come l`opera lirica, la musica classica e il teatro, con la scusa che ormai si fanno solo spettacoli orribili e i drammaturghi non esistono più. “Baricco forse non va molto a teatro. Non avrà mai visto la trilogia della Villeggiatura di Goldoni con regia di Toni Servillo o uno spettacolo di Massimo Castri.

Ma il fatto è che il teatro di prosa, la lirica, la danza non consentono redditi da impresa.

Per questo è sbagliato confonderli con altri campi dove il business è possibile, come le mostre, i grandi eventi, il cinema. Restano forme d`arte tradizionali, legate al mecenatismo, nate dalle società di corte e perpetuate grazie alle sovvenzioni di stato quando i principi e le società di corte son stati sostituiti dalla repubblica e dallo stato dì diritto. Del resto, l`Italia non fa eccezione: dall’America al Giappone, dalla Corea al Regno Unito, passando per Francia, Germania, Russia e Cina non c’è paese al mondo che non le sovvenzioni”. Eppure, Baricco denuncia “l’accanimento terapeutico su un pubblico agonizzante”. Obietta che non spetta alla politica salvare regie che costano milioni, o il corpo di ballo della Scala o l`opera di Stockhausen. E’ giusto affinare i criteri di selezione degli impresari culturali, sottraendoli alle mafie politiche per evitare gli sprechi”, replica Bondi.

“Ma è assurdo pretendere di ripristinare l’educazione musicale nei licei, da dove fu bandita ai tempi dell’Unità, e demandare poi ai privati l’allestimento della Tosca. Urge un’analisi meno superficiale delle strutture culturali. Gli italiani possono pure impazzire per il Grande fratello, ma hanno tutto il diritto di godersi Molière, Shakespeare, Pirandello, Verdi e Cimarosa, e di tramandarsi gli affreschi di Piero della Francesca“.

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28 Febbraio 2009

Lo spettacolo è finito… ora tagli al Maggio fiorentino

Lo spettacolo è finito...Riprendiamo il discorso sui tagli al FUS e sulle polemiche scatenate dall’articolo di Baricco dei giorni scorsi.

Dalle parole, si passa ai fatti. Purtroppo.

E’ a rischio il cartellone del 72° Maggio musicale fiorentino (il secondo festival d´Europa dopo Salisburgo!), che inizierà il 29 aprile. La Fondazione Teatro del Maggio, dopo i tagli del governo al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, non ha più una lira in cassa. Così taglia dalla programmazione del festival opere come il Bully Budd di Britten, o il Macbeth, che avrebbe riportato Verdi nel luogo della prima esecuzione, al teatro della Pergola.

Per fortuna rimarranno Abbado e Muti con le loro orchestre giovanili e Zubin Mehta, (che è il direttore principale del Teatro del Maggio), con i concerti per piano e orchestra di Beethoven.

Il sovrintendente Francesco Giambrone ha annunciato che coi tagli sono a rischio gli stipendi ai circa 400 dipendenti, già sul piede di guerra. Gli stipendi di febbraio saranno pagati in ritardo, per il 3 marzo, e solo grazie al tempestivo intervento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Per il 2009 è poi previsto un buco di bilancio pari a 4 milioni e mezzo di euro: per evitare un secondo commissariamento in tre anni, il Comune “offrirà” al “Maggio” due stabili di sua proprietà, tra cui l’ottocentesco teatro Goldoni.

“Tra dieci giorni - ha dichiarato il sovrintendente Giambrone -  avremo un cartellone completamente rivisto. Le opere saranno meno, ma resteranno il “Crepuscolo degli dei” e “Patto di Sangue”.

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25 Febbraio 2009

Infuriano le polemiche sull’articolo di Baricco: ecco il dibattito a Repubblica TV

Alessandro Baricco, molto amato in questo momento...Cari amici, dopo l’articolo di ieri di Alessandro Baricco su “La Repubblica”, erano inevitabili strascichi e polemiche. Le dichiarazioni di Baricco sono piombate come una bomba sul già allarmatissimo mondo dello spettacolo, già messo a dura prova dai tagli al FUS e dalla clamorosa discesa in campo dell’AGIS (vedi nostro post precedente).

Ne abbiamo parlato ieri diffusamente anche ieri a Radio Classica, nella trasmissione “Ultimo Grido” delle 16, condotta da Luca Ciammarughi, della quale sono ospite fissa ogni martedì.

Citiamo, per tutti, solo alcuni commentiLuca Barbareschi, attore e deputato del PDL: “Ma proprio Baricco che ha fatto teatro a botte di sovvenzioni? Il sistema dello spettacolo in Italia non va rotto come dice lui, va risistemato come in Francia, Germania, Inghilterra, ora perfino America: l’intervento dello Stato ci vuole. Chi deve andar via è la politica che ha egemonizzato poltrone, denari, tutto”. E incalza il premio Nobel Dario Fo: ”Ci vogliono regole trasparenti”, dice Fo, “per rispetto anche del pubblico. Ma sul finanziamento non si discute: anzi in Italia la percentuale del Pil alla cultura è dieci volte inferiore alla media europea”. La proposta di Baricco di finanziare la tv è la più spinosa da digerire. E il musicista premiato con l’Oscar, Nicola Piovani: “Una sciocchezza così non l’avevo mai sentita. A Roma si dice “Levateje er vino“”.

Ma, per saperne di più ed entrare davvero nel vivo del dibattito, ecco, per voi, il video che abbiamo registrato dalla diretta della bellissima trasmissione di Repubblica TV, un vero esempio di TV intelligente, di informazione puntuale e sempre attualissima, un dibattito ben condotto e moderato dai bravissimi Paolo Garimberti e Edoardo Buffoni. Questa è la vera TV, questo è il futuro dell’informazione: grazie, Repubblica!

Riportiamo il video per chi non avesse potuto seguire la diretta, andata in onda al mattino, in pieno orario lavorativo. Trovate comunque tutti i video di Repubblica nel sito http://tv.repubblica.it . Sono intervenuti in studio a Roma Vincenzo Cerami, e in studio a Milano Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano. In collegamento telefonico Francesco Ernani, Sovrintendente teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, di “Ad fondazione musica per Roma”, oltre a Ottavia Piccolo, attrice di teatro, e a Elio De Capitani, attore.

 
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Recensione del concerto degli “Swingle Singers” al Conservatorio di Torino

Gli Swingle Singers con Maria PetrescuRiceviamo questo articolo dalla nostra collaboratrice Maria Petrescu (la seconda da destra, in basso, nella foto che la ritrae con gli Swingle Singers), cui diamo un cordialissimo benvenuto nel nostro staff giornalistico, con il quale collaborerà sia come giornalista che come fotografa ed esperta di grafica.

Il 21 febbraio 2009 si è tenuto al Conservatorio di Torino il concerto del gruppo a cappella The Swingle Singers.

La storia del gruppo comincia nel lontano 1962 a Parigi, con Ward Swingle, Anne Germain, Jeanette Baucomont, Jean Cussac e Christiane Legrand. Ora il gruppo è composto da otto elementi: due soprani  (Joanna Goldsmith e Sara Brimer), due mezzosoprani (Clare Wheeler e Lucy Bailey), due tenori (Richard Eteson e Christopher Jay) e due bassi (Kevin Fox e Tobias Hug). Il gruppo riscuote anche oggi un grande successo in tutto il mondo sebbene nessuno di questi facesse parte del gruppo originario: dimostrazione della continua ricerca dell’eccellenza che ha caratterizzato il loro percorso musicale fin dai primi anni.
Gli Swingle Singers sono specializzati nell’interpretazione di brani a cappella di vari generi musicali, soprattutto di musica classica. E’ famosa la loro versione dell’Aria sulla quarta corda di Bach, diventata la sigla del programma televisivo Superquark di Piero Angela.

Il concerto del 21 febbraio al Conservatorio di Torino è stato semplicemente un successo. A cominciare dal tutto esaurito e finendo con il secondo bis*, tutta la serata è stata un inno alla perfezione.
Sono stati eseguiti brani di svariati generi musicali, un perfetto esempio della singolare contaminazione tra generi che gli “Swingle Singers” propongono. Da Purcell a Piazzolla, da Bach a Chopin, da Björk a Sting: non solo una scelta di repertorio audace, ma anche una tecnica impeccabile ed una straordinaria pulizia delle voci. Possono sembrare un’orchestra sinfonica, un coro oppure un complesso jazz a seconda del brano interpretato. Il tutto con una levità e precisione fuori dal comune.
Spetta a Hugh Walker, ingegnere del suono del gruppo, garantire la resa acustica in concerto. Non è certamente facile con otto microfoni sul palco, il rientro in cuffia per ognuno, l’amplificazione, i riverberi e le casse a pochi passi di distanza dai cantanti.

Riporto un frammento dell’intervista di Marco Basso a Kevin Fox:
In tanti anni di attività cambiano i cantanti, ma non il senso artistico degli Swingle
“La nostra filosofia non è mai cambiata: usare la voce in modo strumentale e fondere stili differenti di musica per creare qualcosa di nuovo. Questi princìpi ci hanno permesso di avere forza, energia e idee musicali durature, cosicché il gruppo, dopo quarantasei anni di attività. sta ancora andando forte. Naturalmente i tempi, i cantanti, le tecnologie, il repertorio sono cambiati, ma questo è positivo oltre che necessario.”

“Perché avete scelto la forma del canto a cappella?”
“La voce è il più immediato di tutti gli strumenti: fra esecutore e ascoltatore non c’è altro. E’ anche estremamente versatile: non ci sono limiti a quanto si possa fare con la voce. Così amiamo forzarne i confini ed esplorarne le possibilità.”

Non sono mancati, durante la serata, frizzanti interventi da parte dei cantanti, brevi intermezzi in italiano che hanno letteralmente deliziato il pubblico, nonché dimostrazioni delle capacità vocali di Kevin Fox e Tobias Hug.

Gli Swingle Singers non sono solo degli artisti di fama internazionale; sono anche e soprattutto delle persone splendide. Quel che più mi ha colpito (più del concerto, più della tecnica e della loro perfezione vocale) è stato quel Happy Birthday cantato a mezzanotte per telefono ad un amico.
Non posso fare altro che ringraziarli per la loro disponibilità e per la loro bellissima musica.
Di una gentilezza d’altri tempi, pacati e precisi; del resto la musica che fanno richiede appunto questo: una perfetta armonia.

Si ringrazia l’Associazione Stefano Tempia per aver reso possibile questa magnifica serata.
La foto qui sopra mi ritrae insieme al gruppo dopo il concerto.
Più foto sono disponibili qui.

*Il secondo bis è stato “Bella ciao”

Maria Petrescu

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24 Febbraio 2009

E, in clamorosa controtendenza, l’articolo di Baricco “Basta soldi pubblici al teatro…”

Lo spettacolo è finito...Ho appena finito di pubblicare un disperato appello  dell’AGIS contro il taglio dei fondi pubblici allo spettacolo (il famoso FUS, Fondo Unico per lo Spettacolo), ed ecco, completamente in controtendenza (e in contropiede…) un articolo di Alessandro Baricco su “La Repubblica” di oggi.

Leggetelo, sta facendo molto discutere. Anche nei commenti dei lettori. In ogni caso, dico, in una parola, la mia: togliere i denari ai teatri per darli alla TV (che, oltre tutto, non mi sembra ne abbia bisogno), mi sembra, più che bizzarro, suicida. Bene per i fondi alla scuola, per educare un nuovo pubblico (su questo siamo tutti d’accordo…). Ma il vero problema è: chi amministrerebbe i fondi per fare cultura in TV? In quest’orgia di festivaldisanremo, di grandifratelli, e di falsi “amici” che si tirano i coltelli in diretta tv, siamo proprio sicuri che la grande musica e il grande teatro troverebbero posto e collocazione? Con le attuali logiche di profitto e i palinsesti costruiti sull’auditel? E, soprattutto, con gli attuali amministratori e gli attuali padroni del vapore? No, Baricco, ci vorrebbe, PRIMA, una grande rivoluzione culturale… Di tipo quasi cinese, va’…

Ma leggete, leggete direttamente. Per vostra comodità, riporto qui integralmente il testo dell’articolo:

Basta soldi pubblici al teatro
meglio puntare su scuola e tv

di ALESSANDRO BARICCO

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SOS dell’AGIS: lo spettacolo muore! Lettera aperta al Presidente del Consiglio

Il Teatro Petruzzelli di Bari, dopo l'incendio del 27 ottobre 1991E’ appena stata pubblicata una sconvolgente lettera aperta dell’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) al Presidente del Consiglio: Trovate il link qui

ATTENZIONE! L’AGIS è un Ente importante nel nostro paese,  riunisce oltre 30 associazioni di categoria su tutto il territorio nazionale. Fondata l’ 8 dicembre 1945, AGIS rappresenta gli imprenditori nei settori dell’esercizio cinematografico e delle attività pubbliche e private della prosa, della musica, della danza, dello spettacolo popolare, del circo, del teatro di figura, dello spettacolo viaggiante e dell’industria del divertimento automatico. L’AGIS costituisce, per i vari settori dello spettacolo, lo strumento di dialogo con tutte le istituzioni nazionali e locali, ed il perno di coordinamento e promozione delle esigenze delle singole categorie. L’immagine qui a fianco, in cui si vede il Teatro Petruzzelli dopo il famoso incendio del 1991, è l’emblematico simbolo di quanto accadrà ai nostri teatri e all’intero mondo dello spettacolo italiano se questo appello non verrà accolto…

Ecco il testo integrale dell’appello, rivolto direttamente al Presidente del Consiglio.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

“Illustre Presidente,

nel rispetto dell’azione avviata dal Suo Governo per contrastare i riflessi nazionali della crisi mondiale dell’economia virtuale e reale, abbiamo seguito con silente attenzione le vicende della legge finanziaria 2009 per il profilo direttamente interessante le attività culturali dello spettacolo.

Abbiamo conclusivamente registrato che il Fondo Unico per lo Spettacolo è stato definito in 398 milioni di euro, 169 milioni in meno (-42%) di quanto previsto nella finanziaria 2008 per il corrente esercizio (567 milioni).

Consapevoli delle difficoltà generali delle imprese, dei lavoratori e dello loro famiglie (compresi quelli dello spettacolo) abbiamo atteso un intervento parzialmente riequilibratore con i provvedimenti successivi alla legge di bilancio che hanno riguardato disposizioni finanziarie urgenti e norme per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione ed imprese.

Non così per le attività culturali dello spettacolo, che da settembre avevano chiesto al Ministero di riferimento di poter congiuntamente monitorare l’evolversi della situazione in tutte le sedi deputate, onde evitare il tracollo del sistema in atto.
Abbiamo conosciuto gli ultimi e fondati provvedimenti del Governo che hanno riguardato i settori auto, moto, elettrodomestici, mobili, credito, innovazione tecnologica con interventi complessivi per due miliardi di euro.

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