23 Giugno 2010

L’intervento dell’On. Giulietti alla Camera, sul Decreto Bondi

 
icon for podpress  L'intervento dell'On. Giulietti alla Camera contro il Decreto Bondi: Play Now | Play in Popup | Download

Ecco il video con il bell’intervento del 22 giugno, alla Camera, dell’Onorevole Giuseppe Giulietti, del Gruppo Misto.

Lo proponiamo perché ci sembra un’ottima sintesi  di tutto quanto è possibile dire contro il Decreto Bondi, in materia di Fondazioni Lirico-sinfoniche. Dopo il suo intervento trovate anche quelli di molti altri deputati, quasi tutti dell’opposizione di IDV e PD. Sono quasi due ore di interventi: è davvero molto interessante  ascoltarli, per capire bene tutta la situazione.

E, vivaddio, in difesa della Cultura (con la C maiuscola…).

http://www.articolo21.orgLeggete, qui, anche il relativo articolo sul sito di Articolo 21, di cui l’On. Giulietti è  il portavoce.

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Il decreto Bondi sulle Fondazioni liriche alla Camera

Facciamo il punto sul Decreto Legge

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Mentre pubblichiamo questo post, è in discussione alla Camera la riforma delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche approvata il 16 giugno in Senato, e che deve concludere il suo iter entro il 29 giugno, a pena di decadenza. La Camera, con 280 no dei deputati di maggioranza e 249 sì dai deputati di opposizione, ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità sulla legge. A palazzo Madama il Governo non ebbe necessità di ricorrere al voto di fiducia e ne fece motivo di vanto. Il decreto, però, scade tra una settimana. Alla Camera, pertanto, i tempi sono strettissimi e non ci sarebbe spazio per un ritorno al Senato in caso di approvazione di emendamenti a Montecitorio. Motivi per cui, il Governo potrebbe porre la questione di fiducia sul decreto.

Ricordiamo infatti che si tratta di una riforma presentata come Decreto Legge, ad opera del Ministro della Cultura, Sandro Bondi, con la quale il governo intende riformare il sistema degli attuali 14 enti lirici, con il significativo sottotitolo di “disposizioni urgenti”. Fin dall’inizio il Decreto ha incontrato una furibonda opposizione da parte dei sindacati e dei Sovrintendenti degli Enti Lirici; il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prima di apporre la propria firma, ha effettuato diversi rilievi, ma alla fine ha firmato, e il Decreto è entrato in vigore subito dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (il 30 aprile 2010) e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, pena decadenza (ossia, per l’appunto, entro il 29 giugno).

Trovate qui il Decreto integrale, in formato PDF Continua a leggere cliccando qui: Il decreto Bondi sulle Fondazioni liriche alla Camera

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Le contestazioni e le proteste contro il Decreto Bondi

Il no al Decreto BondiAlla Camera, nel momento in cui pubblichiamo questo post, ferve un acceso dibattito sul Decreto Legge sulle Fondazioni liriche.

Di fronte alla ferma opposizione di Pd e IDV, ma anche di rappresentanti del gruppo misto, come l’Onorevole Giulietti di “Articolo 21″, il Governo minaccia di mettere la fiducia sul Decreto. “Il testo del governo - sostiene l’IDV - non prevede alcuna vera riforma delle fondazioni, di cui pure si ravvisa la necessità, ma scarica semplicemente sui lavoratori la necessità di quadrare i bilanci. Questo decreto, inoltre, non riapre neppure le fondazioni all’imprenditoria privata, perché mancano gli incentivi e la defiscalizzazione. E’ ovvio che nessun imprenditore di buon senso investirà dove non gli conviene farlo”.

E intanto, fuori dal Ministero dei beni culturali e poi davanti alla Camera, il 22 giugno c’è stato un presidio di centinaia di esponenti delle Fondazioni liriche (orchestrali, coro e corpo di ballo) ed esponenti delle forze sindacali Cgil Slc, Fials, Cisl.. Ma c’è stato anche uno sciopero generale per tutto il settore. Sono saltate le rappresentazioni di tutte le opere liriche in tutto il paese (ad esempio, il Faust alla Scala e la Manon all’Opera di Roma).

Centinaia di lavoratori protestano contro la politica di tagli scelta dal governo. Uno striscione è stato appeso davanti all’ingresso del Ministero: “Ci state tagliando le gambe”, dice. E’ firmato dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ad animare il sit-in contro il Decreto Bondi ci sono anche i musicisti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, del Lirico di Cagliari e del Maggio Fiorentino. Se il decreto diventa legge, annunciano i sindacati, la protesta arriverà a bloccare la stagione estiva, quella più frequentata anche dai turisti, da Caracalla a Verona, San Carlo, Santa Cecilia. E metterà a rischio anche la tournée della Scala. A Venezia i musicisti della Fenice suonano e danzano in corteo per le calli, a Milano gli artisti della Scala, dopo le innumerevoli manifestazioni di piazza dei giorni scorsi, annunciano un nuovo sciopero per domani sera e si chiudono in assemblea permanente. Continua a leggere cliccando qui: Le contestazioni e le proteste contro il Decreto Bondi

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29 Luglio 2009

Fus: l’elemosina di Berlusconi: le reazioni

Silvio BerlusconiDopo settimane di appelli, manifestazioni di piazza, ordini del giorno bipartisan - scrive l’Ansa -Silvio Berlusconi annuncia la buona novella al mondo dello spettacolo ridotto alla canna del gas dai tagli ai finanziamenti pubblici: un decreto per incrementare le risorse del fondo unico dello spettacolo. Il traguardo, chiarisce il premier, sono 60 milioni di euro (contro i 200 chiesti dall’opposizione…). (Da erogare a chi, di grazia? Si apre la guerra tra i poveri e i meno poveri…)
Comunque un segnale, commenta l’ex ministro Buttiglione. Ma dal Pd, augurandosi che la promessa sia rispettata, si parla di elemosina. E in previsione della Mostra di Venezia, la mobilitazione non si ferma. “Di promesse -spiega per Centoautori Stefano Rulli - ne abbiamo sentite tante”.
Il ministro Bondi, esponendo le sue priorità, chiede per il Fus “un reintegro parziale, ma non di più” (sic!!!), ribadendo la necessità delle riforme. “Bisogna liberare la cultura dai rapporti con la politica”, dice il ministro, spiegando che i settori meno legati al contributo dello Stato sono stati quelli che hanno avuto più sviluppo (ah, sì? Fornisca dati certi e numeri, prego…).

“Certo anche lo spettacolo deve essere capace di uscire dall’assistenzialismo e dall’elemosina di Stato - interviene Berlusconi - però ora è chiaro che non possiamo far chiudere i teatri come La Scala e quindi aumenteremo i fondi a disposizione dello spettacolo”. I tempi non vengono precisati. Le possibilità sono diverse, si apprende poi da fonti del ministero, anche se l’ipotesi più apprezzata e forse anche la più probabile, sarebbe quella di un reintegro legato alla riforma delle fondazioni liriche che Bondi punta a presentare nella prima riunione di settembre del consiglio dei ministri. Il testo c’é già, e chi l’ha letto parla di una riforma “dura e severa”, come del resto il ministro ha più volte annunciato, che riporti le Fondazioni liriche sul mercato europeo ed elimini le sacche di privilegio.

Sulla necessità di fare leggi e riforme anche per cinema e spettacolo dal vivo, sono tutti d’accordo, dai parlamentari della maggioranza che in queste settimane hanno sostenuto la battaglia per il Fus insieme con i colleghi dell’opposizione, alle associazioni dello spettacolo, in prima fila l’Agis, che accoglie con soddisfazione l’annuncio dell’imminente reintegro. Soddisfazione condivisa anche dal regista Maurizio Scaparro, che per protesta contro i tagli aveva deciso di non ritirare questa sera il premio Charlot alla carriera e dopo l’annuncio di Berlusconi cambia idea.

Ma nel Pd come nell’Idv si guarda ai 60 milioni come a poca cosa. “l’obiettivo resta il reintegro integrale”, fa notare De Biasi (Pd), mentre Giambrone (Idv) parla di “brodino caldo che non risolve il problema”. Barbareschi e Carlucci (Pdl) cantano vittoria ma avvertono, “le riforme sono necessarie altrimenti si tratterà di un’indegna caccia al denaro”.

Il cinema in rivolta intanto non ferma la mobilitazione, attesa anche per domani alla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia: “Finché non saremo di fronte ad una legge - dice Rulli - atti concreti, cifre adeguate alle necessità del cinema italiano, la nostra mobilitazione andrà avanti”.

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24 Luglio 2009

FUS: il Presidente Napolitano risponde alla lettera appello ricevuta

Il Presidente Napolitano condivide le preoccupazioni sul FUSIn seguito alla nota e dolorosa vicenda dei tagli al FUS, è stata indirizzata al Presidente Napolitano una lettera-appello, da parte dei Parlamentari Gabriella Carlucci, De Biasi, Barbareschi, Vita, Granata e Ghizzoni. Il capo dello stato ha così risposto alla lettera, direttamente dal sito del Quirinale:

Condivise le preoccupazioni rappresentate da Parlamentari sul FUS

“Non esito a condividere le preoccupazioni che mi rappresentate”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a una lettera-appello ricevuta da alcuni parlamentari sulle questioni del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Il Capo dello Stato, pur consapevole dei limiti che segnano i suoi compiti e doveri istituzionali, richiama il convincimento espresso in diverse occasioni che “occorra un impegno molto più deciso e concreto a favore di un costante sviluppo di tutte le manifestazioni della cultura e dell’arte italiana”. In particolare, sull’”allarme per lo stato dello spettacolo” e “sulla riduzione dei finanziamenti per il FUS”, il Presidente scrive: “Al di là dell’esito di imminenti votazioni in Parlamento, rispetto alle quali non posso ovviamente intervenire, ritengo che anche in vista della prossima legge finanziaria e delle decisioni per il 2010 si debba da ogni parte porre il problema di cui vi siete fatti portatori”. Per il Capo dello Stato è “decisivo il più vasto chiarimento sulle priorità cui ancorare la spesa pubblica”. In questo senso ha assicurato “convinto invito alla riflessione e a ogni possibile ripensamento”.

Palloncini neri in piazza contro i tagli al FUSEd ecco invece il testo di un’altra lettera appello, del 16 luglio, firmata dalle più importanti associazioni Nazionali del mondo dello spettacolo:

Al Presidente della Repubblica
On. le Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Roma, 16 luglio 2009

Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei non solo per l’alta carica che ricopre, ma perché conosciamo da tempo la Sua sensibilità e passione civile, l’amore per le arti in tutte le sue forme e rappresentazioni; e La conosciamo altresì come persona estremamente sensibile allo sviluppo della vita civile e democratica del nostro paese. Continua a leggere cliccando qui: FUS: il Presidente Napolitano risponde alla lettera appello ricevuta

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22 Luglio 2009

Comunicato stampa del Cordinamento Nazionale dello Spettacolo

La manifestazione di Roma contro i tagli al FUSRiceviamo, e volentieri pubblichiamo, il seguente COMUNICATO STAMPA:

GLI ARTISTI NON SONO LE PEDINE DI UNA SCACCHIERA, MA LO SCACCO MATTO

Il Coordinamento Nazionale dello Spettacolo si muoverà in direzione di una proposta di Legge Quadro dello Spettacolo che fissi degli indirizzi ben precisi di carattere generale, intervenendo con dei regolamenti che permettano di valorizzare le specificità di ogni comparto.

Lo Stato non deve investire meno, ma meglio, con una gestione più oculata e trasparente del Fondo Unico per lo Spettacolo (circa 500 milioni di euro l’anno). Nessuno deve ridurre il Fus, ma il Fus deve essere riformato, in particolare rivalutando la distribuzione delle risorse economiche.

Tutti i finanziamenti pubblici allo spettacolo devono essere trasparenti attraverso la costituzione da parte dello Stato di una banca-dati nazionale alla quale possano accedere tutti i cittadini, che i dirigenti delle società pubbliche nel settore spettacolo.
Il nostro compito - sottolinea Massimiliano Metalli Segretario Nazionale del Coordinamento Nazionale dello Spettacolo - sarà quello di promuovere attivamente una riforma dell’educazione musicale e dei conservatori, a far rinascere i teatri di provincia un tempo detti di gavetta, ad affidare gli enti lirici a persone davvero competenti, o sarà la morte del melodramma, dell’opera, di un patrimonio artistico e culturale per quale un tempo l’Italia era invidiata in tutto il mondo !!!

Ci vuole DETERMINAZIONE, fantasia, innovazione.
Per gli artisti italiani, per i musicisti italiani in particolare, non c’è spazio. Non c’è nessuno che si prenda la briga di difenderli, di valorizzarli !!!
Cancellato il ministero dello spettacolo, eccoci in ginocchio a subire i capricci e i ricatti delle multinazionali spalleggiate da agenti che non tengono certo in considerazione i meriti e le capacita’ degli artisti ! per loro sono solo pedine di una scacchiera … ma noi, se vogliamo possiamo vincere la partita!

Occorre salvaguardare, promuovere, valorizzare!!! le forme di espressione musicale e di creativita’ ancorate alle nostre tradizioni culturali, svolte da complessi costituiti in associazioni e fondazioni riconosciute.
Il teatro italiano è vita, ed è soprattutto cultura! La civiltà di una nazione si misura dal numero dei suoi teatri, dal numero dei suoi spettatori e dalla qualita’ dei suoi artisti se i numeri li vogliamo fare davvero!

Il teatro italiano ha alle spalle la straordinaria eredità del teatro greco e romano. E’ legato a doppio filo con la storia della nostra cultura: dai giullari al teatro colto e raffinato del rinascimento, da Machiavelli a Goldoni a Pirandello a De Filippo.
Silvio D’amico ha sottolineato il posto d’onore occupato dal teatro italiano nella civiltà umana.

Dobbiamo tutelare - aggiunge Massimiliano Metalli - questo nostro patrimonio; tutela non vuole dire solo finanziamenti - che certo devono esserci -, tutela vuol dire anche saper valorizzare e innovare.
Il teatro italiano ha talenti, quelli che si sono fatti già apprezzare per la loro eccellenza - attrici, attori, autori, registi, costumisti, scenografi e molte voci nuove pronte a dare il meglio: giovani autori e giovani attrici e attori. devono essere incoraggiati e sostenuti!
Il teatro non deve essere un segmento a se stante del circuito dello spettacolo la sua integrazione nel sistema mediatico contemporaneo è una nuova sfida ed una nuova frontiera.
In particolare la televisione di Stato dovrà riprendere l’attenzione per il teatro di prosa e d’opera, che contribuisca a rivitalizzare i grandi festival teatrali e valorizzi i progetti di scambio di respiro europeo perché il teatro fa circolare le idee e unisce i popoli.
Lo spettacolo va considerato una primaria opportunità di sviluppo del Paese ed una risorsa preziosa per l’economia, per la coesione sociale e l’immagine internazionale del nostro Paese, una linfa preziosa per l’identità nazionale, il patrimonio di una storia e di una tradizione da valorizzare nel mondo.

Il futuro del nostro teatro e di tutte le forme-spettacolo - conclude Massimiliano Metalli - è nel coinvolgimento sempre crescente dei giovani.
Ricordate una cosa… il fascino del teatro, quella immediatezza di rapporto che si crea fra il palcoscenico e il pubblico, è magia… lo spettatore si fonde con essa per regalarci un dono, la vita sotto tutte le sue forme!
Tutti dobbiamo essere uniti a questa grande iniziativa”.

Massimiliano Metalli - Segretario Nazionale del Coordinamento Nazionale dello Spettacolo

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21 Luglio 2009

Emergenza cultura, spettacolo, lavoro: i lavoratori dello spettacolo contro i tagli al FUS

L'attore Carlo Verdone alla manifestazione contro i tagli al FUS“Se l’Italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica, lo si deve anche a noi”.

Così si legge nel volantino, intitolato “EMERGENZA CULTURA, SPETTACOLO, LAVORO”, che è stato diffuso ieri, in coincidenza con la manifestazione contro i tagli al Fus davanti alla Camera dei deputati.

“Siamo tanti, più di 200.000 - prosegue il testo -, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione”.

“Perché lo stato italiano - si legge ancora - investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento.

Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito. Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee, in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il Paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale. Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome”.

Il documento è firmato:

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione, gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura, della ricerca e dell’informazione.

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Riparliamo della legge Quadro sullo spettacolo dal Vivo

l'On Luca BarbareschiIn occasione delle clamorose proteste per i tagli al FUS, e per capire meglio di cosa parli l’On. Barbareschi quando ieri ha dichiarato, durante la manifestazione nazionale davanti a Montecitorio, che “Ma è necessario che lo spettacolo sappia anche ripulire i propri bilanci, tagliare gli sprechi, assumere una diversa coscienza imprenditoriale… “, mi sembra molto utile riparlare qui della Legge Quadro sullo spettacolo dal vivo.

La “Proposta di Legge Quadro per il riordino complessivo di tutti gli ordinamenti dello spettacolo dal vivo” è stata presentata dagli Onorevoli Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi il 29 aprile 2008.

Secondo quanto afferma l’On. Carlucci, (che, come è noto, come pure l’On. Barbareschi, è una protagonista molto nota nel mondo dello spettacolo - e la loro conoscenza diretta e concreta delle problematiche dello spettacolo, devo dire, si nota subito, ed è un’ottima cosa), la proposta verrà approvata dal Parlamento entro la fine dell’estate 2009.

Si tratta di una legge molto articolata, che affronta praticamente tutti i temi che interessano lo spettacolo dal vivo.
Poiché ho l’impressione che, tutto sommato, se ne sia parlato poco, mentre si tratta di un passaggio di importanza fondamentale per questo comparto dell’arte italiana (la cosa riguarda tutti, ma proprio tutti, artisti, editori, impresari, fondazioni), vi invito a documentarvi, leggendo il documento originale, reperibile su Internet, e qui sul nostro blog: http://lnx.classicaviva.com/wp/2008/06/19/leggiamo-la-proposta-di-legge-quadro-carluccibarbareschi-sullo-spettacolo-dal-vivo/.

In pratica, partendo dall’importante assunto del “prioritario interesse nazionale di una politica nazionale dallo spettacolo dal vivo”, considerando “lo spettacolo un’opportunità e una risorsa per l’economia, la coesione sociale e l’immagine del nostro paese, un valore aggiunto di una identità, di una storia e di una tradizione da valorizzare”, si propongono semplificazioni, sgravi e agevolazioni fiscali per tutti i comparti dello spettacolo dal vivo (tra cui - importantissimo! - la riduzione dell’IVA al 4% sui supporti e gli strumenti musicali), la promozione dei nuovi talenti, dell’insegnamento delle discipline artistiche, la sensibilizzazione e la promozione del pubblico, la tutela sociale degli operatori del settore… e molto altro.

L’unico punto che mi sembra opinabile (e preoccupante) è la richiesta - che sta venendo avanti in questo periodo - di inserimento della musica cosiddetta “popolare” tra le attività sostenute dal FUS (Fondo Unico per lo spettacolo); che ha già subito pesantissimi tagli, mettendo in crisi fondazioni Liriche e concertistiche e tutte le associazioni musicali che tentano di diffondere la musica “colta”. La coperta è già molto corta: se la tiriamo ancora… rischiamo di restare tutti al freddo!

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20 Luglio 2009

EMERGENZA: Mobilitazione nazionale dei lavoratori dello spettacolo - Roma

Lo spettacolo è finitoRiceviamo da parte del Gruppo “100 Autori” di Facebook,  il seguente comunicato, che volentieri pubblichiamo, aderendo anche noi a questa iniziativa:

Mobilitazione di tutto il mondo dello spettacolo, OGGI, alle ore 17.00, in Piazza Montecitorio. Inoltrate e diffondete.

EMERGENZA CULTURA, SPETTACOLO, LAVORO

Se l’italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro, la sua danza, la sua musica lo si deve anche a noi.
Siamo tanti, più di 200.000, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie
sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano
investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo
Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento. Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito.
Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno
artisti, si avranno meno lavoro e meno idee – in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il
paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità
nazionale.
Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un
pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una
cultura e una comunicazione degna di questo nome.

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione, gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura, della ricerca e dell’informazione.

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11 Giugno 2009

L’Ultima Sonata di Franz Schubert - spettacolo teatrale di ClassicaViva a Milano - 12 giugno 2009

L'ultima sonata di Franz Schubert

L’ultima Sonata

viaggio al centro della vita e della musica di Franz Peter Schubert

Annunciamo con piacere che ClassicaViva ha prodotto un nuovo spettacolo teatrale, davvero innovativo e piacevole (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!).

Si tratta di “L’Ultima sonata”, opera teatrale originale, ideata e scritta da Ines Angelino, Fondatore e Direttore di ClassicaViva, e dal pianista e musicologo Luca Ciammarughi.

Lo spettacolo debutterà, in prima assoluta, a Milano,

 il 12 giugno 2009, alle
ore 21,

presso il Teatro SpazioTeatro 89,

in Via Fratelli Zoia, 89

http://www.spazioteatro89.org/program.asp?idEvent=364

biglietti in vendita presso il Teatro

al prezzo eccezionale di € 3

è consigliabile prenotare, telefonando al 348 22 50241

Ecco un video promozionale per l’evento, in cui è possibile ascoltare una parte del primo tempo de “L’ultima Sonata” di Franz Schubert, nell’interpretazione del pianista Luca Ciammarughi
L’ultima Sonata

Viaggio al centro della vita e delle opere di Franz Schubert

L'Ultima Sonata, una pièce di Ines Angelino e Luca Ciammarughi

Personaggi e interpreti:

Franz Schubert: Luca Ciammarughi

Therese Grob: Silvia Spruzzola

Karoline Esztherházy: Monika Lukács

 Johann Michael Vogl: Mirko Guadagnini

Franz Von Schober: Stefano Ligoratti

Regia e commento iconografico:
Ines Angelino

L'ultima Sonata di Fraz Schubert

Il pianista Luca Ciammarughi interpreta Franz Schubert il tenore Mirko Guadagnini interpreta Johanno Michael Vogl il soprano Silvia Spruzzola
il soprano Monika Lukács intepreta Karoline Eszterházy Il pianista Stefano Ligoratti interpreta Franz Schober

Lo spettacolo nasce da un’idea di Ines Angelino, immediatamente condivisa con slancio dal pianista Luca Ciammarughi,
raffinato e profondo interprete schubertiano.

E’ un appassionato omaggio a Franz Schubert, che viene, per la prima volta, rievocato in una messa in scena per il palcoscenico, in alcuni passaggi della sua vita, e fatto rivivere nelle sue vicende biografiche e nella sua musica, che viene interpretata, dal vivo, dal protagonista, (il pianista Luca Ciammarughi), e dagli altri personaggi, che cantano e suonano per noi alcuni dei suoi più noti
Lieder.

La vicenda viene rappresentata come davvero dovette svolgersi: dal primo amore con il soprano Therese Grob, al rapporto con il suo grande amico Franz Von Schober, alle prime schubertiadi, che vengono riprodotte in scena, con iLieder di Johann Michael Vogl, alle lezioni di musica alla Contessina Karoline Eszterházy, altro grande amore infelice di Schubert, fino ad arrivare alla fine, con il famoso concerto del 1828,  la composizione delle ultime opere (tra cui l’ultima sonata, la D 960, che dà il titolo alla pièce)… fino al tragico epilogo finale.

Questo lavoro è frutto di un lungo, accurato e quasi maniacale studio filologico sulla vita e sulle opere di Schubert, che tende a rappresentare tutto con la massima fedeltà storica possibile, ma anche con profonda e meditata aderenza psicologica all’anima di questo grandissimo compositore, senza fermarsi all’agiografia o alle tesi preconcette (come quella, oggi molto di moda, della sua presunta omosessualità). Ma è anche un lavoro che vuole avvicinare il grande pubblico, i giovani, gli studenti, alla figura di Schubert, e quindi fare opera divulgativa.

Da qui, la scelta di presentare, tra i tanti capolavori pianistici e liederistici che si ascolteranno, anche brani musicali molto noti, come l’“Ave Maria”, o la Sinfonia “Incompiuta”.

Su tutto, domina il fascino della musica dal vivo, di bravissimi musicisti che diventano anche attori, di uno spettacolo che non è un concerto, ma una vera e propria rivisitazione musicale e musicologica, con l’incanto che solo una messinscena teatrale può dare.

Dal nostro network di appassionati melomani, lo dedichiamo con umile e incontenibile entusiasmo alla memoria del grandissimo Schubert, e a tutti gli amanti della musica.

*************

ClassicaViva offre questo spettacolo “chiavi in mano”, come propria consuetudine, ad un costo davvero assolutamente accessibile a qualunque Teatro o Comune, anche piccolo.

Esigenze tecniche:

- Spazio nudo praticabile (meglio se vero e proprio palcoscenico con sipario)
- 1 Pianoforte a mezza coda
- Normale impianto audio e luci
- Fondale bianco per la proiezione delle diapositive che fanno da scenografia

 L'Ultima Sonata di Franz Schubert  

Classicaviva

 

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