31 Gennaio 2010

Podcast da Radio Classica: la giovane pianista Sara Costa

La giovane pianista Sara CostaEcco il podcast integrale della trasmissione “Ultimo grido”, andata in onda su “Radio Classica” il 20 gennaio 2010, con la conduzione di Luca Ciammarughi, che mi ha ospitato nella sua bella rubrica quotidiana, come tutti i martedì.

 
icon for podpress  Trasm. Radio Classica con Sara Costa e Les Adieux di Beethoven: Play Now | Play in Popup | Download

Abbiamo aperto la trasmissione parlando del Primo Concorso Europeo “Mario Fiorentini”, recentemente svoltosi a La Spezia dal 2 al 5 gennaio 2010. L’importante  Giuria del Concorso era composta dal Presidente, M° Michel Dalberto, e dai Maestri  Pierluigi Camicia, Bruno Canino, Francesca Costa, Michele Marvulli.

Il retroscena del concorso è simpatico ed interessante. La giovane pianista Sara Costa, qualche mese fa, si era rivolta a noi di ClassicaViva per incidere un suo CD promo. Dopo l’intenso lavoro sul disco svolto con il nostro Direttore Artistico, Stefano Ligoratti, che è anche il nostro Tone Meister, i due giovani pianisti avevano instaurato una bella amicizia artistica.

E Sara aveva parlato a Stefano del Concorso di La Spezia, al quale si era iscritta, Il primo Concorso Pianistico Europeo invitandolo a partecipare anche lui. Detto fatto, ai primi di gennaio si è svolta la tenzone, con molti candidati agguerritissimi. Un Concorso bello, ben organizzato, con una Giuria molto prestigiosa, e una finale con concerti per Pianoforte e Orchestra. E, sorpresa, vincitore assoluto è risultato proprio il nostro Stefano Ligoratti con il suo Concerto in la minore di Robert Schumann, che ha conquistato anche il premio speciale del pubblico e quello per il pianista più giovane. Finalista è stata proprio Sara Costa, con una bella interpretazione del secondo concerto Di F. Chopin, insieme alla giapponese Nishimura Yutaka, che ha interpretato il “Jeune Homme” di Mozart.

E’ sempre un piccolo dispiacere quando due artisti devono scontrarsi sullo stesso terreno… e, inevitabilmente, uno soltanto vince. Ed ecco che, cavallerescamente, Stefano ha deciso di promuovere Sara nel nostro catalogo di talenti, pubblicandone le tracce musicali incise nel nostro studio.

Sara è una bravissima pianista, ricca di personalità e gusto, con un suono pieno e maturo, pieno di slancio. Il suo impeccabile curriculum e la sua grande professionalità ci hanno convinto ad inserirla nel nostro bouquet di artisti, e a presentarne il lavoro a Radio Classica. Abbiamo quindi ascoltato con piacere la sua bella interpretazione della Sonata di L. Van Beethoven “Les Adieux”, op. 81A, n. 26, in mi bemolle maggiore, e poi la Sonata n. 2  in si bemolle minore, Op. 36, di Sergej Rachmaninov. Luca Ciammarughi ci ha raccontato la genesi della splendida Sonata di Beethoven, dedicata all’Arciduca Rodolfo D’Austria, allievo amatissimo di Beethoven: la celebre Sonata “degli addii” celebra il doloroso momento dell’entrata delle truppe francesi in Vienna, con la corte d’Austria che fu costretta ad abbandonare la città, e quindi l’addio all’amico Rodolfo.

Suonare News: la copertina del numero di gennaio 2010Nel corso della trasmissione abbiamo anche parlato dell’Editoriale di Filippo Michelangeli, editore della rivista “Suonare News”, apparso nel numero di gennaio 2010.
In questo suo articolo, un poco provocatorio, Michelangeli si interroga e ci chiede: “Nella carriera di un musicista conta più il talento o la determinazione? È più importante l’aspetto artistico o quello pratico? Se lo chiedono ogni giorno migliaia di giovani che, freschi di studi, sognano di vivere di musica. Rispondo subito: contano di più la determinazione e l’aspetto pratico.”

Ne è scaturito un bel dibattito con Luca Ciammarughi, nel quale io ho sostenuto con convinzione le tesi di Michelangeli. Perché oggi la musica è anche un mestiere, e, se si vuol vivere di musica, è necessario anche sapersi un poco trasformare negli imprenditori di se stessi: il talento non basta…

Interverrò magari con un apposito post sull’argomento, che è davvero molto importante.

Abbiamo poi concluso la trasmissione presentando un bel brano di Ferruccio Busoni, poco conosciuto, da un recente CD Naxos, il sesto volume dell’integrale pianistica dedicato a questo meraviglioso pianista e compositore. Si tratta di Prélude et étude en arpèges, K. 297, l’ultima composizione pianistica prima della morte, eseguito dal pianista Wolf Harde. Abbiamo poi terminato la trasmissione invitando tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza con Busoni a visitare il documentatissimo e ricchissimo sito di Laureto Rodoni, che gli ha dedicato centinaia di pagine, con un lavoro durato una vita.

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7 Dicembre 2009

Prima della Scala… tutte le notizie e i link, e godiamoci almeno il video della bella trasmissione di Che tempo che fa

Anita Rachvelishvili, protagonista di Carmen, in scena il 7 dicembre 2009 per la prima della Scala a MilanoE’ Sant’Ambrogio… tempo di inaugurazione del Teatro alla ScalaStasera va in scena la “Carmen” di George Bizet.

Le cose da dire sarebbero migliaia… e sono già state scritte su Internet in molti siti… Allora penso di far cosa gradita ai miei lettori con questo post “aggregatore”, e vi linko e vi “embeddo” alcuni begli articoli e video.

Il primo: l’Orchestra del Teatro osserverà un minuto di silenzio per ricordare la crisi che attraversa il paese e - soprattutto - quella che vivono i lavoratori dello spettacolo: http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-minuto-di-silenzio-per-la-crisialla-prima-della-Carmen-alla-Scala/1797966.

Poi: la contestazione. Fuori dal teatro, come da consuetudine, ci saranno i lavoratori dello spettacolo, a portare la propria protesta; una delegazione della Cub, nei giorni scorsi, aveva chiesto di poter leggere un comunicato prima dell’inizio della prima, ma non ha ottenuto il consenso del teatro.

Ancora: i protagonisti. Non possiamo dimenticare di citare la protagonista, l’esordiente Anita Rachvelishvili, scelta direttamente dal Maestro Barenboim dall’Accademia della Scala (in bocca al lupo!). E un bell’articolo di Natalia Aspesi sulla regista, Emma Dante: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/24/la-donna-della-carmen-che-sfida-la.html

Per lo spettacolo vero e proprio, ecco tutte le notizie video dal sito di Repubblica Tv: http://tv.repubblica.it/copertina/scala:-appassionata-carmen/39946?video

E tutte le info originali sull’opera, cast, libretto, ecc. direttamente dal sito del Teatro: http://www.teatroallascala.org/it/stagioni/2009_2010/opera-e-balletto/Carmen.html

Lo spettacolo, diretto da Daniel Barenboim, verrà proposto in diretta televisiva in Europa (Francia, Germania, Belgio) e sarà proiettato anche nelle sale cinematografiche digitali di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Spagna, Canada e Australia.

In Italia la diretta della prima andrà via satellite su SKY (Canale Classica) e verrà proiettata anche in diversi cinema e Teatri su tutto il territorio nazionale.

Radio Classica su InternetBella e lunga diretta anche su RadioClassica, in compagnia del bravo Luca Ciammarughi: la potete seguire in diretta Internet da qui: http://www.radioclassica.fm/radio-classica.asx

Per finire, vi “embeddo” direttamente il link del video della bellissima puntata di “Che tempo che fa” realizzata il 3 dicembre su RAI 3 da Fabio Fazio. Uno splendido esempio di grande televisione, quella che vorremmo avere sempre.Ma resta, putroppo, rarissima. Peccato, infatti,  non avere stasera anche la diretta televisiva (ci sarà su Sky, invece, come dicevo). RAI, ma perché non fai il tuo lavoro e non ci dai anche la nostra grande cultura in diretta?

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4 Novembre 2009

Radio Classica: podcast della trasmissione del 3 novembre, con il nuovo Cd di Stefano Ligoratti

Cover del nuovo Cd di Stefano Ligoratti - FantasieIeri, 3 novembre, ho presentato in anteprima assoluta a Radio Classica, ospite della trasmissione “Ultimo grido“, condotta da Luca Ciammarughi, il nuovissimo Cd prodotto da ClassicaViva: “Fantasie“, con il pianista Stefano Ligoratti (che, ricordiamo, è anche il Direttore artistico di ClassicaViva).

E’ stata l’occasione per un ulteriore approfondimento sul tema dell’interpretazione di Bach al pianoforte, che avevamo già trattato la scorsa settimana, e, naturalmente, per parlare diffusamente delle composizioni eseguite nel CD.

Abbiamo anche annunciato il prossimo, importante concerto di Stefano Ligoratti, che debutterà l’11 novembre a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio,  per la Società dei Concerti, con un recital pianistico in cui eseguirà molti dei pezzi presentati in questo CD.

Trovate qui il programma del concerto nei dettagli: http://www.classicaviva.com/StefanoLigorattiRecital11112009.htm

 
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Sono andati in onda integralmente - e potete naturalmente ascoltarli nel podcast qui sopra - i seguenti brani:

Il Cd

  • J. S. Bach (1685-1750):  Chromatische Fantasie und Fuge in d-moll BWV 903
  • L. van Beethoven (1770-1827):  Sonate n. 14 op. 27, n. 2 in cis-moll “Quasi una fantasia”- “Mond scheinsonate”
  • F. Mendelssohn (1809-1847): Phantasie in fis-moll op. 28 F. Mendelssohn (1809-1847)
  • F. Liszt (1811-1886): Fantasie und Fuge über das Thema BACH, S. 529

Il Maestro Ligoratti, presente in studio in diretta, ha parlato diffusamente con Luca Ciammarughi anche di molti altri temi musicologicamente interessanti: dall’interpretazione delle Sonate di Beethoven (in questo caso, nei dettagli, della celeberrima Sonata n. 14, op. 27  n. 2  “Chiaro di luna“), di cui ha una visione unitaria in quanto al tempo di esecuzione nel corso dei tre movimenti, ad un ampio approfondimento sul genere “Fantasia”, dalla sua nascita (in Italia) alla sua diffusione in epoca sia barocca che romantica.

Decisamente rari i brani proposti, di cui esistono pochissime incisioni - tra cui la Fantasia e Fuga di Franz Liszt, brano di spettacolare bellezza, in cui, pur nel virtuosismo estremo, sono presenti tutti gli aspetti del miglior Liszt, anticipatore di molte profonde innovazioni nel linguaggio musicale, poi recepite dalla musica del novecento.

Il CD è in corso di stampa e verrà posto in vendita la sera del concerto e sul sito-catalogo di ClassicaViva entro pochi giorni. Le tracce saranno, come al solito, disponibili anche i formato MP3, sempre sul catalogo.

Buon ascolto, dunque!

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29 Ottobre 2009

L’interpretazione pianistica di Bach: podcast da RadioClassica sul Clavicembalo ben Temperato

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Martedì 27 settembre 209 è andata in onda, su Radio Classica, la consueta trasmissione pomeridiana “Ultimo grido”, condotta da Luca Ciammarughi, di cui sono stata ospite, come ogni martedì.

Molto interessante l’argomento che abbiamo trattato: Bach al pianoforte, e in, particolare, l’interpretazione del “Clavicembalo ben temperato”.

Prendendo spunto dalla recente pubblicazione del CD di Maurizio Pollini della Deutche Grammophone, dedicato al Primo Libro del Clavicembalo ben temperato, (che sta scalando tutte le classifiche di vendita del mondo), con Luca abbiamo scelto alcune tra le più memorabili interpretazioni storiche di questa opera fondamentale, tra cui quelle di Glenn Gould, Maurizio Pollini, Friedrich Gulda, Edwin Fischer, Il CD di Maurizio Pollini sul Clavicembalo ben Temperato di J. S.  BachAndras Schiff, e la giovane Edna Stern (allieva di Daniel Baremboim). Abbiamo messo a confronto diretto interpretazioni di diversi preludi dal Primo libro del “Clavicembalo” e poi ascoltato anche alcuni preludi e fughe dal Secondo libro (ad esempio i num. 11 e 12).

Non è mancata la proposta di una splendida esecuzione clavicembalistica (il secondo Preludio e Fuga, eseguito da Bob Van Asperen, da un Cd della Virgin), per meglio approfondire le differenze esecutive tra questo strumento ed il pianoforte.

Il Cd di Glenn Gould con il Primo Libro del “Clavicembalo ben temperato”Luca Ciammarughi ha anche approfondito diversi  aspetti dell’interpretazione al pianoforte, utilizzando i vari ascolti e le diverse esecuzioni per affontare discorsi anche complessi e da sempre molto dibattuti, come ad esempio quello dell’uso del pedale di risonanza.

La trasmissione, davvero entusiasmante, ha ricevuto molti complimenti dai nostri numerosi fans. Ve la riproponiamo in podcast, in attesa di mandarne in onda altre simili, come ci è stato entusiasticamente richiesto.

 
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30 Ottobre 2008

La splendida Bohème al Regio di Torino, con il giovane Daniele Rustioni

Il Maestro Daniele RustioniPer contrastare il terribile clima di scoraggiamento che si respira in questi giorni, passiamo a una notizia davvero bella. A Torino, il 28 ottobre 2008, è andata in scena al Teatro Regio una splendida Bohème, con un cast giovane e un Direttore d’orchestra venticinquenne. Si tratta del Maestro Daniele Rustioni, un ragazzo, ancora,  ma già un artista completo e un Direttore esperto e di grande valore.

Ho ascoltato in diretta RAI tutta l’opera, con grande commozione. Conosco infatti Daniele da una decina di anni, quando ancora studiava presso il Conservatorio per il suo curriculum di eccellenza  (è Diplomato in Pianoforte, Organo  e Direzione d’Orchestra). Non è cambiato, negli anni. E’ rimasto dolce, simpatico, studioso e serio, e soprattutto modesto e alla mano, nonostante il grandissimo talento. Dopo gli studi di Milano, Daniele si e’ perfezionato in direzione d’orchestra all’Accademia Superiore Musicale Pescarese, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e alla Royal Academy of Music di Londra. E’ stato allievo di Gianandrea Noseda e, dall’anno scorso, è Principale Direttore Ospite del prestigioso Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo.  E’ Direttore Ospite Principale dell’Ashovert Music Festival in Inghilterra, Direttore Assistente della Vocal Faculty alla Royal Academy of Music e Maestro Preparatore dei cantanti alla National Opera Studio di Londra.

E’ per giovani come questo che dobbiamo difendere i nostri Conservatori, per avere nel nostro futuro altri musicisti così. Non dobbiamo arrenderci: questi ragazzi rappresentano il futuro della musica italiana.

La Bohème al Regio di TorinoVi propongo di seguito i podcast della registrazione dalla trasmissione su Radio 3 RAI, andata in onda in diretta martedì 28 ottobre 2008, con la conduzione di Guido Zaccagnini. Purtroppo ci sono stati notevoli problemi tecnici, sia sul canale radiofonico, sia su Internet, da cui ho effettuato la registrazione. Noterete quindi qualche piccola interruzione, che però nulla toglie alla freschezza e alla bellezza dell’opera. Ho ritagliato per voi la celeberrima scena d’amore iniziale tra Rodolfo e Mimì (non poteva mancare!), e poi anche un podcast  con l’intervista a Daniele e ai giovani protagonisti dell’opera: Erica Grimaldi (Mimì) e Tomislav Muzek (Rodolfo). Buon ascolto, quindi!

 
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La prima locandina di Bohème al Regio di Torino

Ricordo che una Bohème al Regio ha un significato particolare: il 1º febbraio 1896, La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini. Che magnifica eredità sta raccogliendo il giovane Rustioni!

Ma consentitemi anche qualche altra breve nota. Un plauso, innanzitutto,  a Walter Vergnano, il sovrintendente del Regio, e presidente dell’Anfols (associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche), che ha creduto e investito nei giovani. Un atto di intelligente coraggio, premiato alla grande dal risultato. E’ stata una Bohème impeccabile, commovente, diretta secondo la grande tradizione operistica italiana, musicalmente ineccepibile e ricca di idee. Una bella scommessa vinta.

Foto di scena dal Regio di Torino

Come si poteva leggere ieri in un bell’articolo di Sandro Cappelletto su htpp://www.lastampa.it, “la scelta del direttore d’orchestra (Daniele Rustioni) e dei cantanti parlano a favore di uno spettacolo pensato per saggiare la tempra di nuovi talenti. Un passo nella direzione di un teatro di repertorio affidato, almeno in parte, a una compagnia stabile. Come usava un tempo, come se le grandinate che si stanno abbattendo sui bilanci e sul futuro dei nostri teatri d’opera obbligassero a ripensare alcune certezze, date troppo per scontate: magnificenza di produzioni, cachet altissimi (i più stellari al mondo), occhi puntati sull’evento e sul divo di passaggio, più che sulla bellezza e la forza della musica, sul richiamo sicuro del titolo.

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16 Ottobre 2008

Podcast da Radio Classica con lo Schumann del Trio Matisse, parlando del nuovo pubblico dei concerti, di semantica e definizioni della musica classica

IL Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 14 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

 
icon for podpress  Trasm a Radio Classica di Ines Angelino con Schumann, il Trio Matisse ecc.: Play Now | Play in Popup | Download

Trasmissione molto densa e ricca di argomenti: ecco subito un piccolo riassunto:

  • E’ cambiato il pubblico della musica classica? la pubblicità e il nuovo “consumo” di classica;
  • Il Trio n. 1, Op. 63,  di Robert Schumann, nell’interpretazione, registrata negli studi di ClassicaViva,  del Trio Matisse;
  • Come chiamare oggi la musica “classica”? Discussione sui nuovi aggettivi proposti da Quirino Principe, Maurizio Pollini…
  • Un Cd del soprano Cristina Zavalloni con il pianista Andrea Rebaudengo, con canzoni di De Falla e rivisitazioni dei Beatles di Luis Andrissen

Abbiamo aperto la trasmissione commentando un fatto importante: il nuovo pubblico che frequenta i concerti. Ho preso spunto dall’evento musicale del Conservatorio di Milano, quando, sabato 11 ottobre, il Maestro Daniele Gatti che dirigeva gli allievi del Conservatorio ha attirato migliaia di persone verso la Sala Verdi, con code di almeno un chilometro, durate un paio d’ore…  Ebbene, il famoso Maestro, il “programmone”, con le due sinfonie di Beethoven e probabilmente anche il fatto che il concerto fosse gratuito hanno attirato un pubblico come non se ne vedeva più da anni. Mi sono quindi chiesta se questo non voglia indicare una inversione di tendenza: che il pubblico, stufo di TV e di insulsi programmi di consumo, stia finalmente tornando al piacere di assistere ai concerti dal vivo? Perché, stavolta, oltre ai soliti appassionati habitués dai capelli bianchi, c’erano anche tanti giovani. Che la musica classica stia tornando di moda? Come testimoniano anche gli ultimi jingle pubblicitari, dal Mozart della “Regina della notte” - con tutto che probabilmente Amadé si è un poco rivoltato nella tomba, visto il prodotto pubblicizzato (ma no, dopo tutto era un bon vivant…) - agli spot sulle automobili…

Abbiamo poi mandato in onda il Trio n. 1 Op. 63 in re minore di Robert Schumann,  nell’interpretazione del Trio Matisse, appena pubblicato sul catalogo di ClassicaViva (trovate qui le tracce originali: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=schumann+trio&x=0&y)

Formatosi alla Scuola di musica di Fiesole, il Trio Matisse, composto dal violinista Paolo Ghidoni, dal violoncellista Piero Bosna e dalla pianista Emanuela Piemonti, si è avvalso del prezioso insegnamento del Trio di Trieste e di maestri come Norbert Brainin, Valentin Berlinskij e György Kurtag. L’interpretazione del Trio di Schumann è davvero splendida, ed è riuscita a far risaltare particolarmente  bene il clima Sturm und Drang di quest’opera tipicamente romantica.

Oltre ad ascoltare il Trio,  abbiamo anche parlato delle nuove definizioni da applicare alla musica classica, prendendo spunto da un recente intervento del musicologo Quirino Principe su RAI 3 (alla trasmissione “la spina nel fianco”). Abbiamo anche lanciato una specie di referendum tra gli ascoltatori: come chiamare la musica che finora viene comunemente definita, con termine ormai improprio “classica”.

Quirino Principe ha proposto la nuova definizione “musica forte”, da contrapporre alla musica evidentemente “debole”, ossia la cosiddetta “leggera”, ma ci sono anche altre definizioni possibili, ossia “musica d’arte” (da Pollini), musica “colta”, “grande musica”, eccetera. Che ne pensate? Scriveteci! La semantica non sarà un argomento molto “popolare”, ma indubbiamente si tratta di un argomento importante. Ne parliamo insieme? Ascoltate il podcast e intervenite!

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8 Ottobre 2008

Podcast a Radio Classica con un articolo di Guido Salvetti e lo Schumann di Stefano Ligoratti

Il pianista Stefano LigorattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 7 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

 
icon for podpress  Trasm. a RadioClassica di InesAngelino 07/10/2008.mp3 [58:15m]: Play Now | Play in Popup | Download

Abbiamo iniziato parlando di Robert Schumann, presentando la sua Op. 26, il  “Carnevale di Vienna”, nella fresca e palpitante esecuzione del giovane pianista Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva. Un affascinante lavoro, che risale al soggiorno viennese del 1839, in cui Schumann riesce a farci rivivere tutto l’incanto straordinario del Carnaval. Anche se l’impostazione generale è assai differente dalla precedente e celebre opera omonima, il “Carnaval“, che porta il numero d’opera 9, ed è, invece, degli anni 1833-35. Non si tratta qui di un affresco antologico, bensì di una sorta di sonata “mascherata” (o suite), nella quale ancora una volta ci parlano Walt e Vult, Eusebio e Florestano.
Cinque movimenti ricchi di idee, nei quali Schumann riesce a comunicarci l’impressione di una bellissima festa, pur all’interno di complesse strutture formali. Trovate le tracce sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=carnevale+di+vienna&x=5&y=7

Il Maestro Guido SalvettiAbbiamo poi parlato di un importante e lucidissimo articolo-dossier del Maestro Guido Salvetti, che, oltre ad essere un musicista e un famoso musicologo, è stato anche Direttore del Conservatorio di Milano, nonché uno dei padri della riforma dei Conservatori,  sfociata nella legge 508. L’articolo è in edicola in questi giorni sulla rivista “Classic Voice”. Si intitola “Un decennale luttuoso o festoso?”.

Nell’interessantissimo e lungo articolo, che vi invitiamo a leggere sulla rivista, Salvetti  analizza la storia della riforma, con gli effetti positivi che pur è riuscita a produrre nonostante i “misfatti” perpetrati dai soliti noti per neutralizzarla e stravolgerla, e conclude con un appassionato appello al Ministro Gelmini, affinché istituisca i Licei musicali e  “porti a conclusione l’applicazione della legge 508, avviando tra l’altro un’opera di razionalizzazione che passi anche attraverso la valutazione della qualità. E mandi davvero ad esaurimento quelle cattedre che risultano sguarnite di studenti.”

Sempre nell’affascinante interpretazione di Stefano Ligoratti, sono poi andati in onda gli “Impromptus” Über ein Thema von Clara Wieck op. 5, sempre di Schumann, un’interessante e poco nota opera giovanile, costruita, per l’appunto, su un tema della quattordicenne Clara Wieck. Era il 1833, e il ventitreenne Robert scrisse questa serie di “improvvisi” (il titolo è, in effetti, un suo omaggio a Schubert), che sono di fatto 10 variazioni sulla melodia di Clara, facendone dono al padre di lei per il suo compleanno. Vediamo che Schumann, dopo le variazioni A.B.E.G.G. op. 1, risalenti a qualche anno prima, ritorna presto sulla forma della variazione: forse per mettere delle griglie e strutturare più rigorosamente un animo esuberante e un poco indisciplinato. Trovate la traccia in MP3  sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?products_id=164.

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5 Ottobre 2008

Podcast a Radio Classica, parlando di Conservatori, del Maestro Daniele Gatti, con gli audiolibri del poeta Alessandro Rossi, e poi lieder di Schubert

Il Maestro Daniele GattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica venerdì 3 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.  

 
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La trasmissione si è aperta con le mie dichiarazioni in favore dei Conservatori italiani, che operano sempre ai massimi livelli di qualità, svolgendo un lavoro fantastico ed insostituibile con i giovani musicisti italiani. Abbiamo citato a questo proposito anche il Maestro Daniele Gatti, che potremo ascoltare al Conservatorio “G. Verdi” di Milano l’11 ottobre 2008, con un bel concerto per il Bicentenario della Fondazione del Conservatorio. (In programma due sinfonie di Beethoven: la 1^, in do maggiore, e la 5^, in do minore. Ghiotto programma e splendida occasione di ascoltare gratuitamente grande musica. Per di più eseguita dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio, composta da allievi e Maestri.)

Ho riportato, dunque, le dichiarazioni del Maestro Gatti, che, andando a dirigere gli allievi del Conservatorio da cui proviene, ha anche rilasciato un’intervista sul “Corriere della Sera”, schierandosi con grande energia a favore di Conservatori italiani, e soprattutto del Conservatorio di Milano, presso il quale ha studiato, difendendone il livello di eccellenza. Ha affermato, e lo applaudiamo anche per questo, che “in Italia si studia benissimo”, e non c’è bisogno di andare a studiare all’estero.

E’ poi andata in onda una bellissima registrazione di “Suor Angelica” di Giacomo Puccini (la terza parte),  con una favolosa Katia Ricciarelli. Si tratta di una registrazione RCA, con l’Orchestra Stabile dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Diretta da Bruno Bartoletti, remastering di una incisione del 1973, pubblicata in occasione delle celebrazioni pucciniane di quest’anno, per il 150 anniversario della nascita del compositore. Questo splendido atto unico, che fa parte del “Trittico”,  è opera particolarmente raffinata e di elevata spiritualità.

Alessandro RossiHo poi presentato una novità assoluta della nostra Casa Editrice: gli audiolibri di poesia. Sono le poesie del giovane Alessandro Rossi, un artista completo, che è anche musicista (si accompagna infatti con la chitarra, improvvisando ogni volta nuove armonie),  cantautore, attore. In questi audiolibri egli legge i suoi versi, con intensa ed asciutta interpretazione.

Ho scoperto Alessandro questa estate, ascoltandolo in un concerto dal vivo al Mantova Musica festival,  e l’ho immediatamente riconosciuto come un grande poeta. Una vera folgorazione, la mia, simile a quella provocata dal primo incontro con Nazim Hikmet, o con Neruda… La chitarra commenta, sottolinea, fa da moderno tappeto sonoro a questi versi, la sorprendente e prepotente rivelazione di un grande, nuovo poeta… Sono poesie completamente originali, lette tutte di un fiato, improvvisando in studio, che non è possibile ricondurre ad alcuna “scuola” o corrente. Sembrano scritte direttamente “con il sangue”, in linguaggio però asciutto, essenziale, “senza pelle”, diretto, comunicano emozioni ogni volta diverse, ma sempre, indiscutibilmente, vere, profonde, con una incredibile capacità di scavo nelle profondità dell’animo umano. Poesie che sembrano ballate, moderne ballate di un cantore dal sapore antico, un rinato “troubadour”, un menestrello, erede di quel connubio delicato e fragile tra musica e poesia, che evoca immediatamente Jacques Brel e Fabrizio De André, un poeta che genera bellezza ad ogni verso, con stupefacente naturalezza.

Nel podcast potete quindi ascoltare una decina di queste composizioni, questa nuova voce completamente originale: un grande poeta dell’amore, che non manca di ironia e di spunti filosofici, quasi surrealisti. Trovate gli audiolibri di Alessandro Rossi nel nostro catalogo, con questa semplice ricerca: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=rossi&osCsid=7f7019b38dcc23598fd5d037b81d2437&x=7&y=8

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24 Settembre 2008

Podcast a Radio Classica con Domenico Nordio e il Quartetto per archi di Debussy

Il nuovo CD di Domenico Nordio e Mikhail LidskyEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 23 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

 
icon for podpress  Trasm RadioClassica InesAngelino-23 09 2008: Play Now | Play in Popup | Download

Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando gli hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro). 

Questa trasmissione, dedicata davvero agli strumenti ad arco,  è iniziata con la presentazione del nuovo CD della Decca, “Capriccio”, del celebre violinista italiano Domenico Nordio,  che ha anche rilasciato una intervista telefonica. Un CD davvero interessante e piacevolissimo, un viaggio affascinante nella musica violinistica italiana o trascritta da composizioni italiane, (Nordio suona accompagnato, come già per le Sonate di Brahms, dal pianista Mikhail Lidsky), di cui potete ascoltare alcune tracce nel nostro podcast, tra cui un magnifico “Praeludium e allegro” nello stile di G. Pugnani, di Fritz Kreisler (1875-1962), seguito da “La campanella” di Paganini, nella trascrizione pianistia di Liszt-Busoni, e infine la stessa “Clochette” nella trascrizione per pianoforte e violino di Kreisler. Alla fine della trasmissione, sono state infine trasmesse le deliziose “Variazioni su un tema di Corelli” nello stile di Tartini, sempre di Fritz Kreisler.

L’album comprende una serie di rarità difficilmente rintracciabili in discografia, insieme a capolavori notissimi come “Il trillo del diavolo” di Tartini.

Ho poi parlato (a partire dal minuto 34,40) del Dottor Confalonieri… anzi, del Maestro Il Maestro Fedele ConfalonieriFedele Confalonieri, che, come avevo scritto in un post precedente, ha recentemente ottenuto anche un master pianistico da parte dell’Accademia di Imola. A lui un pensiero sinceramente riconoscente per quanto sta facendo per la musica, da appassionato musicista quale è egli stesso, e l’invito, se potesse… a dire una parola sottovoce al suo amico Silvio, per ricordargli di firmare il famoso decreto per l’equipollenza dei titoli rilasciati dai Conservatori e dalle Accademie… Confidiamo in lui! La musica ha molto bisogno di amici così!

Il quartetto IndacoE’ stata poi la volta, come al solito, di nuove produzioni originali di ClassicaViva. Fedeli alla nostra missione di “incubatrice” di talenti,  abbiamo infatti appena finito di registrare e mettere a catalogo (cliccare qui!) la prima incisione di una nuova formazione da camera: il Quartetto Indaco, che ha inciso per noi niente po’ po’ di meno che… il Quartetto di Claude Debussy, e precisamente il “Quatuor à Cordes en sol mineur” (Quartetto in sol minore op. 10 per archi). I quattro movimenti di cui è composta questa splendida e difficilissima composizione (1. “Animé et très décidé” (”Animato e molto deciso”); 2. “Assez vif et bien rythmé” (”Abbastanza vivo e ben ritmato”); 3. “Andantino doucement expressif” (”Andantino dolcemente espressivo”); 4. “Très modéré” (”Molto moderato”), che muta in “Très mouvementé et avec passion” (”Molto movimentato e con passione”), sono andati tutti in onda, inframmezzati da nostri interessanti commenti musicologici sul quartetto stesso e da una intervista telefonica a Eleonora Matsuno, primo violino del quartetto. Un quartetto davvero internazionale, in quanto formato da Eleonora, di padre giapponese, Jamiang Santi (secondo violino, italiano), Andrei Harabagiu (viola, moldavo), Naomi Berril (violoncello, irlandese).

Buon ascolto, dunque!

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18 Settembre 2008

Podcast a Radio Classica con il Trio Matisse, Schubert, e la Follia di Spagna di Stefano Ligoratti

Il Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione andata in onda su Radio Classica martedì 16 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Annuncio anche fin da ora con grande piacere che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

 

 
icon for podpress  Trasm a Radio Classica di Ines Angelino con Schubert e tema follia [89:36m]: Play Now | Play in Popup | Download

Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricarla dal nostro catalogo, utilizzando gli Hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro).

Stavolta abbiamo parlato di grande cinema, e precisamente di “Barry Lindon”, di Stanley Kubrick. Analizzando quello splendido film, la cui colonna sonora era composta da brani di famosi compositori classici, abbiamo presentato, per cominciare, il famoso “Andante con moto” dal Trio in mi bemolle maggiore  op. 100, D929 , di Franz Schubert, nell’esecuzione registrata negli studi di ClassicaViva dal “Trio Matisse”. Questo tema schubertiano viene utilizzato nel film come sottofondo a diverse celebri scene, nella rielaborazione di Leonard Rosenman, che per questo lavoro ebbe l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1976. E’ il tema del destino per eccellenza, che accompagna, dolente e solenne, con implacabile senso di fatalità, le vicende del protagonista Redmond Barry (presentiamo qui anche il filmato con la famosa scena della seduzione di Lady Lindon, interpretata da Marisa Berenson, da parte di Barry, uno strepitoso Ryan O’Neil…). Cinque minuti di grande cinema, affidato alla musica e alle immagini, senza parole…

Ricordando questo grande film, un meraviglioso affresco sul settecento, ripreso con lenti speciali Zeiss, ottenute dalla Nasa, per utilizzare soltanto la luce naturale, persino nelle scene notturne,  illuminate esclusivamente da candele e lumi d’epoca, abbiamo colto l’occasione per presentare quasi l’intero Trio schubertiano, con l’eccezione del primo movimento e, poi, anche, di parlare del famoso tema della “Follia di Spagna”, altro grande tema del film. Il destino del protagonista è infatti accompagnato, nel film, da questo famoso tema, declinato nella “Sarabanda” di Haendel.
Stefano LigorattiAbbiamo così presentato il tema della Follia, nella scintillante composizione del giovane Stefano Ligoratti, che ha eseguito al clavicembalo le sue  “12 Variazioni sul tema de la “Follia”. (La partitura originale è scaricabile dal nostro sito, qui).
Per concludere la trasmissione, abbiamo anche mandato in onda un’altra composizione ispirata alla “Follia”, nella prima incisione pianistica assoluta, sempre per le nostre edizioni, e sempre nell’interpretazione di Stefano Ligoratti, questa volta nella veste di pianista. Si tratta delle “12 Variationen auf die Folie d‘Espagne in d”, di C. Ph. E. Bach, il figlio del grande Johann Sebastian. Due brani davvero piacevoli e ricchi di inventiva e fantasia.

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