30 Ottobre 2008

La splendida Bohème al Regio di Torino, con il giovane Daniele Rustioni

Il Maestro Daniele RustioniPer contrastare il terribile clima di scoraggiamento che si respira in questi giorni, passiamo a una notizia davvero bella. A Torino, il 28 ottobre 2008, è andata in scena al Teatro Regio una splendida Bohème, con un cast giovane e un Direttore d’orchestra venticinquenne. Si tratta del Maestro Daniele Rustioni, un ragazzo, ancora,  ma già un artista completo e un Direttore esperto e di grande valore.

Ho ascoltato in diretta RAI tutta l’opera, con grande commozione. Conosco infatti Daniele da una decina di anni, quando ancora studiava presso il Conservatorio per il suo curriculum di eccellenza  (è Diplomato in Pianoforte, Organo  e Direzione d’Orchestra). Non è cambiato, negli anni. E’ rimasto dolce, simpatico, studioso e serio, e soprattutto modesto e alla mano, nonostante il grandissimo talento. Dopo gli studi di Milano, Daniele si e’ perfezionato in direzione d’orchestra all’Accademia Superiore Musicale Pescarese, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e alla Royal Academy of Music di Londra. E’ stato allievo di Gianandrea Noseda e, dall’anno scorso, è Principale Direttore Ospite del prestigioso Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo.  E’ Direttore Ospite Principale dell’Ashovert Music Festival in Inghilterra, Direttore Assistente della Vocal Faculty alla Royal Academy of Music e Maestro Preparatore dei cantanti alla National Opera Studio di Londra.

E’ per giovani come questo che dobbiamo difendere i nostri Conservatori, per avere nel nostro futuro altri musicisti così. Non dobbiamo arrenderci: questi ragazzi rappresentano il futuro della musica italiana.

La Bohème al Regio di TorinoVi propongo di seguito i podcast della registrazione dalla trasmissione su Radio 3 RAI, andata in onda in diretta martedì 28 ottobre 2008, con la conduzione di Guido Zaccagnini. Purtroppo ci sono stati notevoli problemi tecnici, sia sul canale radiofonico, sia su Internet, da cui ho effettuato la registrazione. Noterete quindi qualche piccola interruzione, che però nulla toglie alla freschezza e alla bellezza dell’opera. Ho ritagliato per voi la celeberrima scena d’amore iniziale tra Rodolfo e Mimì (non poteva mancare!), e poi anche un podcast  con l’intervista a Daniele e ai giovani protagonisti dell’opera: Erica Grimaldi (Mimì) e Tomislav Muzek (Rodolfo). Buon ascolto, quindi!

 
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La prima locandina di Bohème al Regio di Torino

Ricordo che una Bohème al Regio ha un significato particolare: il 1º febbraio 1896, La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini. Che magnifica eredità sta raccogliendo il giovane Rustioni!

Ma consentitemi anche qualche altra breve nota. Un plauso, innanzitutto,  a Walter Vergnano, il sovrintendente del Regio, e presidente dell’Anfols (associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche), che ha creduto e investito nei giovani. Un atto di intelligente coraggio, premiato alla grande dal risultato. E’ stata una Bohème impeccabile, commovente, diretta secondo la grande tradizione operistica italiana, musicalmente ineccepibile e ricca di idee. Una bella scommessa vinta.

Foto di scena dal Regio di Torino

Come si poteva leggere ieri in un bell’articolo di Sandro Cappelletto su htpp://www.lastampa.it, “la scelta del direttore d’orchestra (Daniele Rustioni) e dei cantanti parlano a favore di uno spettacolo pensato per saggiare la tempra di nuovi talenti. Un passo nella direzione di un teatro di repertorio affidato, almeno in parte, a una compagnia stabile. Come usava un tempo, come se le grandinate che si stanno abbattendo sui bilanci e sul futuro dei nostri teatri d’opera obbligassero a ripensare alcune certezze, date troppo per scontate: magnificenza di produzioni, cachet altissimi (i più stellari al mondo), occhi puntati sull’evento e sul divo di passaggio, più che sulla bellezza e la forza della musica, sul richiamo sicuro del titolo.

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16 Ottobre 2008

Podcast da Radio Classica con lo Schumann del Trio Matisse, parlando del nuovo pubblico dei concerti, di semantica e definizioni della musica classica

IL Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 14 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

 
icon for podpress  Trasm a Radio Classica di Ines Angelino con Schumann, il Trio Matisse ecc.: Play Now | Play in Popup | Download

Trasmissione molto densa e ricca di argomenti: ecco subito un piccolo riassunto:

  • E’ cambiato il pubblico della musica classica? la pubblicità e il nuovo “consumo” di classica;
  • Il Trio n. 1, Op. 63,  di Robert Schumann, nell’interpretazione, registrata negli studi di ClassicaViva,  del Trio Matisse;
  • Come chiamare oggi la musica “classica”? Discussione sui nuovi aggettivi proposti da Quirino Principe, Maurizio Pollini…
  • Un Cd del soprano Cristina Zavalloni con il pianista Andrea Rebaudengo, con canzoni di De Falla e rivisitazioni dei Beatles di Luis Andrissen

Abbiamo aperto la trasmissione commentando un fatto importante: il nuovo pubblico che frequenta i concerti. Ho preso spunto dall’evento musicale del Conservatorio di Milano, quando, sabato 11 ottobre, il Maestro Daniele Gatti che dirigeva gli allievi del Conservatorio ha attirato migliaia di persone verso la Sala Verdi, con code di almeno un chilometro, durate un paio d’ore…  Ebbene, il famoso Maestro, il “programmone”, con le due sinfonie di Beethoven e probabilmente anche il fatto che il concerto fosse gratuito hanno attirato un pubblico come non se ne vedeva più da anni. Mi sono quindi chiesta se questo non voglia indicare una inversione di tendenza: che il pubblico, stufo di TV e di insulsi programmi di consumo, stia finalmente tornando al piacere di assistere ai concerti dal vivo? Perché, stavolta, oltre ai soliti appassionati habitués dai capelli bianchi, c’erano anche tanti giovani. Che la musica classica stia tornando di moda? Come testimoniano anche gli ultimi jingle pubblicitari, dal Mozart della “Regina della notte” - con tutto che probabilmente Amadé si è un poco rivoltato nella tomba, visto il prodotto pubblicizzato (ma no, dopo tutto era un bon vivant…) - agli spot sulle automobili…

Abbiamo poi mandato in onda il Trio n. 1 Op. 63 in re minore di Robert Schumann,  nell’interpretazione del Trio Matisse, appena pubblicato sul catalogo di ClassicaViva (trovate qui le tracce originali: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=schumann+trio&x=0&y)

Formatosi alla Scuola di musica di Fiesole, il Trio Matisse, composto dal violinista Paolo Ghidoni, dal violoncellista Piero Bosna e dalla pianista Emanuela Piemonti, si è avvalso del prezioso insegnamento del Trio di Trieste e di maestri come Norbert Brainin, Valentin Berlinskij e György Kurtag. L’interpretazione del Trio di Schumann è davvero splendida, ed è riuscita a far risaltare particolarmente  bene il clima Sturm und Drang di quest’opera tipicamente romantica.

Oltre ad ascoltare il Trio,  abbiamo anche parlato delle nuove definizioni da applicare alla musica classica, prendendo spunto da un recente intervento del musicologo Quirino Principe su RAI 3 (alla trasmissione “la spina nel fianco”). Abbiamo anche lanciato una specie di referendum tra gli ascoltatori: come chiamare la musica che finora viene comunemente definita, con termine ormai improprio “classica”.

Quirino Principe ha proposto la nuova definizione “musica forte”, da contrapporre alla musica evidentemente “debole”, ossia la cosiddetta “leggera”, ma ci sono anche altre definizioni possibili, ossia “musica d’arte” (da Pollini), musica “colta”, “grande musica”, eccetera. Che ne pensate? Scriveteci! La semantica non sarà un argomento molto “popolare”, ma indubbiamente si tratta di un argomento importante. Ne parliamo insieme? Ascoltate il podcast e intervenite!

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8 Ottobre 2008

Podcast a Radio Classica con un articolo di Guido Salvetti e lo Schumann di Stefano Ligoratti

Il pianista Stefano LigorattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 7 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

 
icon for podpress  Trasm. a RadioClassica di InesAngelino 07/10/2008.mp3 [58:15m]: Play Now | Play in Popup | Download

Abbiamo iniziato parlando di Robert Schumann, presentando la sua Op. 26, il  “Carnevale di Vienna”, nella fresca e palpitante esecuzione del giovane pianista Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva. Un affascinante lavoro, che risale al soggiorno viennese del 1839, in cui Schumann riesce a farci rivivere tutto l’incanto straordinario del Carnaval. Anche se l’impostazione generale è assai differente dalla precedente e celebre opera omonima, il “Carnaval“, che porta il numero d’opera 9, ed è, invece, degli anni 1833-35. Non si tratta qui di un affresco antologico, bensì di una sorta di sonata “mascherata” (o suite), nella quale ancora una volta ci parlano Walt e Vult, Eusebio e Florestano.
Cinque movimenti ricchi di idee, nei quali Schumann riesce a comunicarci l’impressione di una bellissima festa, pur all’interno di complesse strutture formali. Trovate le tracce sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=carnevale+di+vienna&x=5&y=7

Il Maestro Guido SalvettiAbbiamo poi parlato di un importante e lucidissimo articolo-dossier del Maestro Guido Salvetti, che, oltre ad essere un musicista e un famoso musicologo, è stato anche Direttore del Conservatorio di Milano, nonché uno dei padri della riforma dei Conservatori,  sfociata nella legge 508. L’articolo è in edicola in questi giorni sulla rivista “Classic Voice”. Si intitola “Un decennale luttuoso o festoso?”.

Nell’interessantissimo e lungo articolo, che vi invitiamo a leggere sulla rivista, Salvetti  analizza la storia della riforma, con gli effetti positivi che pur è riuscita a produrre nonostante i “misfatti” perpetrati dai soliti noti per neutralizzarla e stravolgerla, e conclude con un appassionato appello al Ministro Gelmini, affinché istituisca i Licei musicali e  “porti a conclusione l’applicazione della legge 508, avviando tra l’altro un’opera di razionalizzazione che passi anche attraverso la valutazione della qualità. E mandi davvero ad esaurimento quelle cattedre che risultano sguarnite di studenti.”

Sempre nell’affascinante interpretazione di Stefano Ligoratti, sono poi andati in onda gli “Impromptus” Über ein Thema von Clara Wieck op. 5, sempre di Schumann, un’interessante e poco nota opera giovanile, costruita, per l’appunto, su un tema della quattordicenne Clara Wieck. Era il 1833, e il ventitreenne Robert scrisse questa serie di “improvvisi” (il titolo è, in effetti, un suo omaggio a Schubert), che sono di fatto 10 variazioni sulla melodia di Clara, facendone dono al padre di lei per il suo compleanno. Vediamo che Schumann, dopo le variazioni A.B.E.G.G. op. 1, risalenti a qualche anno prima, ritorna presto sulla forma della variazione: forse per mettere delle griglie e strutturare più rigorosamente un animo esuberante e un poco indisciplinato. Trovate la traccia in MP3  sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?products_id=164.

Buon ascolto!

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5 Ottobre 2008

Podcast a Radio Classica, parlando di Conservatori, del Maestro Daniele Gatti, con gli audiolibri del poeta Alessandro Rossi, e poi lieder di Schubert

Il Maestro Daniele GattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica venerdì 3 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.  

 
icon for podpress  Trasm RadioClassica InesAngelino-03 10 2008: Play Now | Play in Popup | Download

La trasmissione si è aperta con le mie dichiarazioni in favore dei Conservatori italiani, che operano sempre ai massimi livelli di qualità, svolgendo un lavoro fantastico ed insostituibile con i giovani musicisti italiani. Abbiamo citato a questo proposito anche il Maestro Daniele Gatti, che potremo ascoltare al Conservatorio “G. Verdi” di Milano l’11 ottobre 2008, con un bel concerto per il Bicentenario della Fondazione del Conservatorio. (In programma due sinfonie di Beethoven: la 1^, in do maggiore, e la 5^, in do minore. Ghiotto programma e splendida occasione di ascoltare gratuitamente grande musica. Per di più eseguita dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio, composta da allievi e Maestri.)

Ho riportato, dunque, le dichiarazioni del Maestro Gatti, che, andando a dirigere gli allievi del Conservatorio da cui proviene, ha anche rilasciato un’intervista sul “Corriere della Sera”, schierandosi con grande energia a favore di Conservatori italiani, e soprattutto del Conservatorio di Milano, presso il quale ha studiato, difendendone il livello di eccellenza. Ha affermato, e lo applaudiamo anche per questo, che “in Italia si studia benissimo”, e non c’è bisogno di andare a studiare all’estero.

E’ poi andata in onda una bellissima registrazione di “Suor Angelica” di Giacomo Puccini (la terza parte),  con una favolosa Katia Ricciarelli. Si tratta di una registrazione RCA, con l’Orchestra Stabile dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Diretta da Bruno Bartoletti, remastering di una incisione del 1973, pubblicata in occasione delle celebrazioni pucciniane di quest’anno, per il 150 anniversario della nascita del compositore. Questo splendido atto unico, che fa parte del “Trittico”,  è opera particolarmente raffinata e di elevata spiritualità.

Alessandro RossiHo poi presentato una novità assoluta della nostra Casa Editrice: gli audiolibri di poesia. Sono le poesie del giovane Alessandro Rossi, un artista completo, che è anche musicista (si accompagna infatti con la chitarra, improvvisando ogni volta nuove armonie),  cantautore, attore. In questi audiolibri egli legge i suoi versi, con intensa ed asciutta interpretazione.

Ho scoperto Alessandro questa estate, ascoltandolo in un concerto dal vivo al Mantova Musica festival,  e l’ho immediatamente riconosciuto come un grande poeta. Una vera folgorazione, la mia, simile a quella provocata dal primo incontro con Nazim Hikmet, o con Neruda… La chitarra commenta, sottolinea, fa da moderno tappeto sonoro a questi versi, la sorprendente e prepotente rivelazione di un grande, nuovo poeta… Sono poesie completamente originali, lette tutte di un fiato, improvvisando in studio, che non è possibile ricondurre ad alcuna “scuola” o corrente. Sembrano scritte direttamente “con il sangue”, in linguaggio però asciutto, essenziale, “senza pelle”, diretto, comunicano emozioni ogni volta diverse, ma sempre, indiscutibilmente, vere, profonde, con una incredibile capacità di scavo nelle profondità dell’animo umano. Poesie che sembrano ballate, moderne ballate di un cantore dal sapore antico, un rinato “troubadour”, un menestrello, erede di quel connubio delicato e fragile tra musica e poesia, che evoca immediatamente Jacques Brel e Fabrizio De André, un poeta che genera bellezza ad ogni verso, con stupefacente naturalezza.

Nel podcast potete quindi ascoltare una decina di queste composizioni, questa nuova voce completamente originale: un grande poeta dell’amore, che non manca di ironia e di spunti filosofici, quasi surrealisti. Trovate gli audiolibri di Alessandro Rossi nel nostro catalogo, con questa semplice ricerca: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=rossi&osCsid=7f7019b38dcc23598fd5d037b81d2437&x=7&y=8

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24 Settembre 2008

Podcast a Radio Classica con Domenico Nordio e il Quartetto per archi di Debussy

Il nuovo CD di Domenico Nordio e Mikhail LidskyEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 23 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

 
icon for podpress  Trasm RadioClassica InesAngelino-23 09 2008: Play Now | Play in Popup | Download

Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando gli hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro). 

Questa trasmissione, dedicata davvero agli strumenti ad arco,  è iniziata con la presentazione del nuovo CD della Decca, “Capriccio”, del celebre violinista italiano Domenico Nordio,  che ha anche rilasciato una intervista telefonica. Un CD davvero interessante e piacevolissimo, un viaggio affascinante nella musica violinistica italiana o trascritta da composizioni italiane, (Nordio suona accompagnato, come già per le Sonate di Brahms, dal pianista Mikhail Lidsky), di cui potete ascoltare alcune tracce nel nostro podcast, tra cui un magnifico “Praeludium e allegro” nello stile di G. Pugnani, di Fritz Kreisler (1875-1962), seguito da “La campanella” di Paganini, nella trascrizione pianistia di Liszt-Busoni, e infine la stessa “Clochette” nella trascrizione per pianoforte e violino di Kreisler. Alla fine della trasmissione, sono state infine trasmesse le deliziose “Variazioni su un tema di Corelli” nello stile di Tartini, sempre di Fritz Kreisler.

L’album comprende una serie di rarità difficilmente rintracciabili in discografia, insieme a capolavori notissimi come “Il trillo del diavolo” di Tartini.

Ho poi parlato (a partire dal minuto 34,40) del Dottor Confalonieri… anzi, del Maestro Il Maestro Fedele ConfalonieriFedele Confalonieri, che, come avevo scritto in un post precedente, ha recentemente ottenuto anche un master pianistico da parte dell’Accademia di Imola. A lui un pensiero sinceramente riconoscente per quanto sta facendo per la musica, da appassionato musicista quale è egli stesso, e l’invito, se potesse… a dire una parola sottovoce al suo amico Silvio, per ricordargli di firmare il famoso decreto per l’equipollenza dei titoli rilasciati dai Conservatori e dalle Accademie… Confidiamo in lui! La musica ha molto bisogno di amici così!

Il quartetto IndacoE’ stata poi la volta, come al solito, di nuove produzioni originali di ClassicaViva. Fedeli alla nostra missione di “incubatrice” di talenti,  abbiamo infatti appena finito di registrare e mettere a catalogo (cliccare qui!) la prima incisione di una nuova formazione da camera: il Quartetto Indaco, che ha inciso per noi niente po’ po’ di meno che… il Quartetto di Claude Debussy, e precisamente il “Quatuor à Cordes en sol mineur” (Quartetto in sol minore op. 10 per archi). I quattro movimenti di cui è composta questa splendida e difficilissima composizione (1. “Animé et très décidé” (”Animato e molto deciso”); 2. “Assez vif et bien rythmé” (”Abbastanza vivo e ben ritmato”); 3. “Andantino doucement expressif” (”Andantino dolcemente espressivo”); 4. “Très modéré” (”Molto moderato”), che muta in “Très mouvementé et avec passion” (”Molto movimentato e con passione”), sono andati tutti in onda, inframmezzati da nostri interessanti commenti musicologici sul quartetto stesso e da una intervista telefonica a Eleonora Matsuno, primo violino del quartetto. Un quartetto davvero internazionale, in quanto formato da Eleonora, di padre giapponese, Jamiang Santi (secondo violino, italiano), Andrei Harabagiu (viola, moldavo), Naomi Berril (violoncello, irlandese).

Buon ascolto, dunque!

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18 Settembre 2008

Podcast a Radio Classica con il Trio Matisse, Schubert, e la Follia di Spagna di Stefano Ligoratti

Il Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione andata in onda su Radio Classica martedì 16 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Annuncio anche fin da ora con grande piacere che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

 

 
icon for podpress  Trasm a Radio Classica di Ines Angelino con Schubert e tema follia [89:36m]: Play Now | Play in Popup | Download

Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricarla dal nostro catalogo, utilizzando gli Hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro).

Stavolta abbiamo parlato di grande cinema, e precisamente di “Barry Lindon”, di Stanley Kubrick. Analizzando quello splendido film, la cui colonna sonora era composta da brani di famosi compositori classici, abbiamo presentato, per cominciare, il famoso “Andante con moto” dal Trio in mi bemolle maggiore  op. 100, D929 , di Franz Schubert, nell’esecuzione registrata negli studi di ClassicaViva dal “Trio Matisse”. Questo tema schubertiano viene utilizzato nel film come sottofondo a diverse celebri scene, nella rielaborazione di Leonard Rosenman, che per questo lavoro ebbe l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1976. E’ il tema del destino per eccellenza, che accompagna, dolente e solenne, con implacabile senso di fatalità, le vicende del protagonista Redmond Barry (presentiamo qui anche il filmato con la famosa scena della seduzione di Lady Lindon, interpretata da Marisa Berenson, da parte di Barry, uno strepitoso Ryan O’Neil…). Cinque minuti di grande cinema, affidato alla musica e alle immagini, senza parole…

Ricordando questo grande film, un meraviglioso affresco sul settecento, ripreso con lenti speciali Zeiss, ottenute dalla Nasa, per utilizzare soltanto la luce naturale, persino nelle scene notturne,  illuminate esclusivamente da candele e lumi d’epoca, abbiamo colto l’occasione per presentare quasi l’intero Trio schubertiano, con l’eccezione del primo movimento e, poi, anche, di parlare del famoso tema della “Follia di Spagna”, altro grande tema del film. Il destino del protagonista è infatti accompagnato, nel film, da questo famoso tema, declinato nella “Sarabanda” di Haendel.
Stefano LigorattiAbbiamo così presentato il tema della Follia, nella scintillante composizione del giovane Stefano Ligoratti, che ha eseguito al clavicembalo le sue  “12 Variazioni sul tema de la “Follia”. (La partitura originale è scaricabile dal nostro sito, qui).
Per concludere la trasmissione, abbiamo anche mandato in onda un’altra composizione ispirata alla “Follia”, nella prima incisione pianistica assoluta, sempre per le nostre edizioni, e sempre nell’interpretazione di Stefano Ligoratti, questa volta nella veste di pianista. Si tratta delle “12 Variationen auf die Folie d‘Espagne in d”, di C. Ph. E. Bach, il figlio del grande Johann Sebastian. Due brani davvero piacevoli e ricchi di inventiva e fantasia.

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15 Settembre 2008

Podcast con la straordinaria presentazione del nuovo CD di Stelia Doz e Guido Salvetti

La Cover del nuovo CD di ClassicaVivaL’autunno è arrivato (e si vede, qui fa un freddo…) e con la grande rentrée al lavoro sono ricominciate, dopo la pausa estiva, anche le trasmissioni con Radio Classica e Luca Ciammarughi. Rieccomi, quindi, con la trasmissione di “Ultimo grido”, andata in onda il 12 settembre 2008 su Radio Classica, di cui vi propongo qui, come di consueto, il podcast integrale. Si è trattato di una trasmissione davvero eccezionale.

Ho infatti presentato il nuovissimo CD di ClassicaViva “in quello stesso 1887: Canzoni e Mélodies“, registrato da Stelia Doz e Guido Salvetti.

IL CD è appena andato in stampa ed è immediatamente acquistabile a questo link sul nostro catalogo, ma sarà pronto solo alla fine del mese.

La qualità del podcast che qui vi offriamo, con la registrazione integrale della trasmissione (circa un’ora e mezza!), come di consueto, è quella di un MP3 a 64 Kb, compresso per esigenze radiofoniche. Per apprezzare la raffinata qualità originale, potete trovare queste ed altre tracce sul nostro catalogo on-line a questo link. Traccia per traccia, vi troverete anche una esauriente e completa documentazione musicale.

 
icon for podpress  TrasmRadioClassica-InesAngelino-12092008.mp3 [89:36m]: Play Now | Play in Popup | Download

E’ questo, un CD di cui siamo particolarmente orgogliosi, per via dei due interpreti di eccellenza: il famoso musicologo Guido Salvetti, nel suo primo eccezionale CD come pianista, con il soprano Stelia Doz. I due Maestri qui presentati sono entrambi due autorità e due famosi didatti nel campo della musica vocale da camera, cui dedicano diversi Corsi specialistici e Master Classes.

Il Soprano Stelia Doz con il pianista e musicologo Guido SalvettiLa raffinata scelta estetica di questo disco riguarda l’originale accostamento de “La canzone dei ricordi”, di Giuseppe Martucci, composta nel 19987, con la composizione di Claude Debussy “Cinq poèmes de Baudelaire“, che risale allo stesso anno. Due grandi capolavori accostati, per il godimento degli intenditori. La rarissima incisione di Martucci costituisce una piacevolissima riscoperta di questo grande musicista italiano ingiustamente un poco trascurato (anche se, ricordiamolo, era adorato da Arturo Toscanini, che ne eseguiva le composizioni ogni volta che gli era possibile…), e lo squisito Debussy qui presentato è veramente, in assoluto, una gemma nel panorama della musica da camera. Trovate ogni possibile particolare nel nostro catalogo, mentre ricordiamo che nel CD sono presentati anche i testi di Baudelaire, tradotti in italiano dal Maestro Salvetti e letti dall’attore Antonino Tagliareni.

In trasmissione abbiamo anche parlato, come di consueto, delle novità e di quanto si discute su Internet in questo momento: in questo podcast troverete quindi  un mio breve commento sulla vicenda Mediaset-Youtube, oltre a poter ascoltare molti brani dal disco, commentati da Luca Ciammarughi.

Non ci resta che auguravi, come sempre, buon ascolto… e buona musica a tutti!

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31 Luglio 2008

Podcast con Ines Angelino: Francesco Paolo Tosti a Radio Classica, cantato da Peter Buchi

Il tenore Peter BuchiE rieccomi con l’ultima trasmissione prima delle vacanze di “Ultimo grido” su Radio Classica.

Vi propongo qui il podcast integrale della trasmissione.
Stavolta, con il bravo Luca Ciammarughi, conduttore della trasmissione, abbiamo parlato di Francesco Paolo Tosti, il compositore italiano molto famoso tra la fine dell’800 ed i primi anni del ‘900, molto apprezzato per le sue romanze. Abbiamo fatto ascoltare diversi bellissimi pezzi che abbiamo appena pubblicato sul nostro catalogo, cantati dal tenore americano Peter Buchi, accompagnato dal pianista italiano Mario Parrella.

Abbiamo anche, ovviamente, diffusamente parlato di Francesco Paolo Tosti, e dei poeti che mise in musica, tra i quali grandi nomi come Gabriele D’Annunzio, Rocco Pagliara, Salvatore Di Giacomo

La qualità del podcast che qui vi offriamo, come di consueto,  è quella di un MP3 a 64 Kb, compresso per esigenze radiofoniche. Per apprezzare la raffinata qualità originale, potete trovare queste ed altre tracce sul nostro catalogo on-line a questo link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=tosti&x=0&y=0.  Traccia per traccia, vi troverete anche una esauriente e completa documentazione musicale.

 

 
icon for podpress  Podcast di ClassicaViva a Radio Classica del 30/07/2008 [64:37m]: Play Now | Play in Popup | Download

Nel podcast potete quindi ascoltare i seguenti celeberrimi brani:

  • “L’alba separa dalla luce l’ombra”
  • “L’ultima canzone”
  • “Luna d’estate”
  • “Malia”
  • “Marechiare”
  • ”A vucchella”
  • “Aprile”
  • “La chanson de l’adieu”
  • “Good-bye!”
  • “Ideale”
  •  ”Ridonami la calma”
  • “Sogno”

Ma non è finita qui: nella trasmissione abbiamo anche parlato del Concerto di Kummer “ritrovato”, e da noi  appena pubblicato, di cui abbiamo scritto nei precedenti articoli. Ne trovate un esauriente racconto a partire dal 49 minuto del podcast. 

Non ci resta che auguravi, come sempre, buon ascolto… e buona musica a tutti!

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24 Luglio 2008

Podcast con Ines Angelino: Francesca Leonardi a Radio Classica - Chopin e Debussy

il CD di Francesca Leonardi “Cuore polacco, poesia francese”Cari amici, anche oggi sono stata ospite in diretta di “Ultimo grido” su Radio Classica.

Oggi pomeriggio è andata in onda un’altra interessante puntata, di cui vi propongo qui il podcast integrale. Stavolta, con il bravo Luca Ciammarughi, conduttore della trasmissione, abbiamo parlato di “musica liquida”, ossia di come viene attualmente distribuita la musica su Internet, e della tendenza a volerne liberalizzare lo scaricamento e la distribuzione, secondo nuovi modelli di gratuità.  Ma, presentando anche il Cd di Francesca Leonardi, giovane e raffinata pianista milanese, intitolato “Cuore polacco… poesia francese”, abbiamo mandato in onda belle musiche di Frédérich Chopin e di Claude Debussy.

 
icon for podpress  Podcast di ClassicaViva a Radio Classica del 24/07/2008 [1:18m]: Play Now | Play in Popup | Download

E ne abbiamo approfittato anche per approfondire alcuni aspetti poco noti della biografica di Debussy, uomo molto complesso, audace, ribelle e  in “controtendenza” per i suoi tempi e… ci credereste? anche grande amatore…

Ecco il link al Cd in vendita nostro catalogo: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?cPath=47&products_id=191

Il titolo di questo disco spiega il motivo dell’accostamento tra Chopin e Debussy, entrambi vissuti prevalentemente a Parigi, e quindi accomunati dalla raffinatezza francese, oltre che dalla passione per il pianoforte. Il cuore polacco di Chopin batté sempre per la sua patria lontana, come testimoniano le sue polacche, ma egli visse profondamente immerso nell’ambito della poesia e dell’atmosfera francese.

Ed ecco cosa abbiamo trasmesso oggi: l’”Andante Spianato” e la “Grande polacca brillante” Op. 22 di Chopin, composta a vent’anni, appena arrivato a Parigi, brano delizioso, originariamente previsto per l’esecuzione con orchestra, e che quindi capita abbastanza raramente di ascoltare nella versione per solo pianoforte, peraltro autorizzata dallo stesso Chopin.

E’ stata poi la volta di Debussy, con il II libro dei “Préludes”. Musica squisita, a cominciare dal primo brano presentato, “Ondine”, per finire con i “Feux d’artifice”, davvero musica descrittiva, evocativa, suonata con grande maestria dalla nostra pianista. E’ stato poi ospite della trasmissione anche il noto Maestro Riccardo Risaliti, che guarda caso aveva curato anche la presentazione del disco di Francesca, (che è stata anche sua allieva),  e ha presentato anche gli “Studi” di Debussy, eseguiti dalla giovane e già affermata pianista cinese Gin Giu, che ora abita a Firenze. Il disco è della Casa discografica fiorentina “Frame“.

Nel podcast potete quindi ascoltare i seguenti brani (e qui sotto troverete i link delle tracce originali a catalogo, con tutta la documentazione musicale che forniamo sempre su ogni nostra traccia): la qualità, come di consueto,  è quella di un podcast, ossia un MP3 a 64 Kb, compresso per esigenze radiofoniche. Per apprezzare la raffinata qualità originale, potete trovare queste ed altre tracce sul nostro catalogo on line:

Francesca Leonardi, pianista:

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16 Luglio 2008

Podcast con Ines Angelino: Giuseppe Devastato a Radio Classica

Il CD di Giuseppe DevastatoCari amici, ecco un altro podcast per le ormai tradizionali trasmissioni in diretta di “Ultimo grido” su Radio Classica.

Oggi pomeriggio è andata in onda un’altra bella puntata, di cui vi propongo qui il podcast integrale. Stavolta, con Luca Ciammarughi, conduttore della trasmissione, abbiamo parlato di molte cose interessanti: cosa sono i blog, i podcast, i vcast… E, a proposito di come sono fatti i blog, e il nostro in particolare, ho ripreso l’ultimo argomento qui trattato: la storia di Puccini e del di lui figlio segreto, a cura del regista Paolo Benvenuti.

 
icon for podpress  Podcast di ClassicaViva a Radio Classica del 16/07/2008 [60:29m]: Play Now | Play in Popup | Download

Abbiamo poi presentato lo splendido CD di Giuseppe Devastato, raffinato pianista napoletano, intitolato “L’art du chant appliqué au piano”. Ecco il link al nostro catalogo: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?cPath=47&products_id=199

Il programma presentato in questo disco è frutto della tradizione musicale della Scuola Pianistica di Vincenzo Vitale, il quale ereditò e sviluppò ciò che il musicista Sigismund Thalberg asserì nell’800: “L’arte di cantar bene, disse una celebre donna, è la stessa a qualunque istrumento si applichi. Di fatto non si debbon fare né concessioni né sacrifici al meccanismo particolare de’ diversi strumenti; è proprio dell’interprete il piegare tal meccanismo alle esigenze dell’arte. Siccome il piano-forte non può, razionalmente parlando, riprodurre la bell’arte del canto in quello che essa offre di più perfetto, cioè non ha la facoltà di prolungare i suoni, cosi fa d’uopo colla destrezza e coll’arte distruggere questa imperfezione, ottenendo di produrre non solo l’illusione dei suoni sostenuti e prolungati ma anche quella dei suoni rinforzati. Il sentimento ci rende ingegnosi, ed il bisogno di esprimere ciò che proviamo sa creare dei mezzi che sfuggono al meccanico.” Il metodo prese il nome “L’Art du chant appliqué au piano” e questo disco è la testimonianza continuativa di tali principi, fondati su una scuola pianistica ancora oggi presente, e della quale Giuseppe Devastato è uno degli ultimi esponenti.

Anche oggi abbiamo quindi trasmesso grande musica: la Melodia dall’Orfeo di C. W Von Gluck, trascritta da Sgambati, l’”Arabesque” di Robert Schumann, e i celebri “KinderZenen”, sempre di Robert Schumann.

Nel podcast potete quindi ascoltare i seguenti brani (e qui sotto troverete i link delle tracce originali a catalogo, con tutta la documentazione musicale che forniamo sempre su ogni nostra traccia): la qualità, come di consueto,  è quella di un podcast, ossia un MP3 a 64 Kb, compresso per esigenze radiofoniche. Per apprezzare la raffinata qualità originale, potete trovare queste ed altre tracce sul nostro catalogo on line:

Giuseppe Devastato, pianista:

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